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Digital Agenda Reloaded: la ricetta di Jean-Claude Juncker piace a telco e PMI

Jean Claude Juncker

Jean-Claude Juncker è stato eletto ieri Presidente della Commissione europea, con una maggioranza di 422 voti, durante la plenaria del Parlamento europeo.

La sua elezione, alla luce del forte impegno espresso da Juncker in favore della crescita e dell’occupazione, è stata accolta con favore dalle aziende del settore delle telecomunicazioni, rappresentate da Etno e dalla comunità imprenditoriale europea, riunita nell’associazione BusinessEurope, presieduta da Emma Marcegaglia.

Juncker ha presentato i suoi orientamenti politici per la prossima Commissione europea nel documento “Un nuovo inizio per l’Europa – Il mio programma per l’occupazione, la crescita, l’equità e il cambiamento democratico“, in cui indica come priorità assoluta del suo mandato il rilancio della crescita in Europa e il reinserimento delle persone nel mercato del lavoro.

“A tal fine, nei primi tre mesi del mio mandato presenterò un pacchetto per l’occupazione, la crescita e gli investimenti per mobilitare altri 300 miliardi di euro di investimenti nell’arco dei prossimi tre anni”, ha affermato Juncker, indicando poi nelle PMI “la colonna portante della nostra economia” e l’obiettivo, anzi, il dovere, di  “sgravarle da regolamentazioni onerose”.

Parlando quindi del mercato unico digitale Juncker ha spiegato che per trarre il massimo vantaggio dalle tecnologie digitali, l’Europa dovrà avere il coraggio di parlare a una sola voce e considerare il digitale in maniera ‘orizzontale’, ossia come un elemento riguardante tutti i settori dell’economia. Serve, quindi, una riforma più ambiziosa: “Bisognerà abbattere i silos nazionali nella regolamentazione delle telecomunicazioni” e aggiornare le regole del copyright “per renderle più adatte all’era digitale”. Altrettanto importante, la necessità di una maggiorearmonizzazione “nella gestione delle frequenze e nell’applicazione delle norme antitrust”.

Tra i punti salienti toccati nel discorso di presentazione, anche l’urgenza di creare parità di condizioni tra Telco e OTT per quanto riguarda protezione dei dati e tutela dei consumatori: “Tutte le aziende che offrono i loro prodotti o servizi nell’Unione Europea devono essere soggette alle stesse regole, a prescindere da dove sono collocati i loro server”.

Se ci riusciremo – ha aggiunto – potremo fare in modo che i cittadini europei siano in grado di usare i loro telefonini in tutta Europa senza pagare il roaming. Potremo assicurare che i consumatori accedano ai servizi, alla musica, ai film, agli eventi sportivi sui loro dispositivi elettronici dovunque si trovino in Europa”.

Una mission alquanto ardua, soprattutto per quanto riguarda la gestione dello spettro radio, con molti Stati membri indisponibili a cedere la loro sovranità su modalità e tempistica della vendita delle frequenze. Per quanto riguarda, poi, la protezione dei dati personali degli utenti europei, Juncker ha detto anche questo sarà un punto ‘non negoziabile’ degli accordi con gli Stati Uniti.

La realizzazione di un mercato unico digitale connesso, ha ricordato infine Juncker, “può generare una crescita di 250 miliardi di euro nel corso del mandato della prossima Commissione creando centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro, soprattutto a vantaggio dei giovani, e una società dinamica basata sulla conoscenza”

Le parole di Juncker sono state accolte con soddisfazione da ETNO, l’associazione che riunisce i principali operatori tlc europei, che ha ribadito il suo impegno di lungo corso a contribuire alla cruciale discussione su un nuovo set di politiche pubbliche per il settore digitale.

“Noi appoggiamo l’impegno per fare del digitale una delle principali priorità della nuova Commissione europea” ha detto il Presidente di ETNO, Luigi Gambardella.

“Le politiche a favore dell’innovazione e degli investimenti – ha aggiunto – simboleggiano la promessa di una completa ripresa economica e di una nuova prosperità per l’Europa”.

Per il presidente di BusinessEurope, Emma Marcegaglia, “…i prossimi cinque saranno cruciali per il futuro economico e politico dell’Europa nel mondo. E il successo dell’Europa dipenderà dalla definizione e dall’attuazione di un programma coerente per aumentare la competitività dell’Unione allo scopo di attrarre maggiori investimenti e generare più crescita e più posti di lavoro”.

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