La Commissione Ue sarebbe intenzionata a fare un passo indietro sulla regolazione delle Big Tech in cambio di un allentamento sui dazi da parte di Trump. L’Unione Europea e gli Stati Uniti vogliono mettere in piedi un “dialoghi” per affrontare le pesanti tensioni fra le due sponde dell’Atlantico su come l’UE mette in atto la sua severa e rigida regolazione nei confronti delle Big Tech americane. E a quanto pare Bruxelles sarebbe pronta a fare un passo indietro, per non urtare troppo un Donald Trump sempre più imprevedibile, che si è di fatto schierato in prima linea in difesa della Silicon Valley. Insomma, c’è da aspettarsi un atteggiamento più attendista e un guanto di velluto da parte dell’Europa, che abbandonerebbe quindi il pugno di ferro su diverse partite aperte con le Big Tech che riguardano il Digital Markets Act (DMA) e il Digital Srvices Act (DSA), nonché l’intero versante antitrust. Lo stesso varrebbe anche per l’AI Act.
La Commissione Ue apre al dialogo con gli Usa su DSA e DMA
“Stiamo discutendo con gli Stati Uniti per avviare un dialogo volto a rafforzare la nostra cooperazione in materia di tecnologie e mercati digitali”, ha detto mercoledì il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier al quotidiano tedesco Handelsblatt, secondo cui il governo statunitense avrebbe partecipato a un gruppo congiunto per discutere le normative UE in materia di tecnologie.
L’ipotesi di un nuovo dialogo giunge mentre il sottosegretario di Stato americano per gli affari economici, Jacob Helberg, è in visita nelle capitali europee questa settimana. Helberg ha accennato al dialogo durante un briefing con i giornalisti a Bruxelles mercoledì: “Sono molto fiducioso che saremo in grado di avviare un processo e un dialogo che ci permetteranno di affrontare concretamente alcune delle aree di disaccordo, in particolare sul Digital Markets Act”, ha affermato.
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Ma cosa succederà concretamente? L’UE vuole coinvolgere Washington in un “dialogo” sui suoi procedimenti digitali contro le aziende statunitensi, secondo quanto appreso in esclusiva da Handelsblatt. Gli Stati Uniti, in cambio, offrirebbero concessioni tariffarie.
L’Ue vuole disinnescare la disputa con gli Stati Uniti sulla regolamentazione delle grandi aziende tecnologiche. In futuro, il governo statunitense sarà coinvolto in un organismo congiunto per l’attuazione delle norme digitali dell’UE e nei procedimenti antitrust contro le aziende tecnologiche statunitensi. Lo ha appreso Handelsblatt da fonti vicine ai negoziati.
Non è la prima volta che la Ue cede
Il quotidiano tedesco aveva già riportato, nel giugno 2025, i piani per un simile diritto di partecipazione. Il comitato sta ora diventando realtà. “Abbiamo concordato di rafforzare la nostra cooperazione sulle tecnologie e sui mercati digitali”, ha confermato la portavoce della presidente della Commissione Ursula von der Leyen in risposta a una domanda. Tuttavia, ha sottolineato che l’UE non modificherà la sua legislazione in materia digitale.
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Mercoledì la Commissione europea ha confermato l’avvio di colloqui con gli Stati Uniti in materia di tecnologia, dopo che alcuni media avevano ipotizzato la possibilità di dare a Washington voce in capitolo su come le norme UE verranno applicate in futuro alle aziende tecnologiche statunitensi.
Le norme tecnologiche europee sono state un argomento spinoso per Donald Trump sin dalla sua rielezione, con il presidente statunitense che ha esplicitamente incaricato la sua amministrazione di esercitare pressioni su Bruxelles per indebolirle.
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La questione si è politicizzata in particolare lo scorso anno, quando gli Stati Uniti hanno imposto elevate barriere tariffarie contro i “presunti alleati europei”, subordinando la loro riduzione alla modifica delle norme UE in materia di digitale, considerate eccessivamente penalizzante dalle Big Tech.
Da parte sua, la Commissione ha pubblicamente ribadito che il quadro normativo europeo in materia di tecnologie – principalmente il Digital Services Act (DSA) e il Digital Markets Act (DMA) – non è oggetto di negoziazione nei colloqui tariffari tra UE e Stati Uniti.
Un portavoce della Commissione ha ribadito questa posizione mercoledì, confermando tuttavia che sono in corso discussioni con gli Stati Uniti per avviare un “dialogo volto a rafforzare la cooperazione in materia di tecnologie e mercati digitali”.
Chiarire malintesi
“Questo ci permetterà di chiarire eventuali malintesi e promuovere la cooperazione per affrontare insieme le sfide globali”, ha aggiunto il portavoce.
Le dichiarazioni della Commissione fanno seguito a un articolo pubblicato mercoledì dal quotidiano tedesco Handelsblatt, secondo il quale la Commissione e l’amministrazione statunitense avrebbero istituito un organismo comune che si sarebbe occupato di far rispettare le norme UE in materia di tecnologia e concorrenza nei confronti delle aziende americane.
In cambio, gli Stati Uniti avrebbero offerto una riduzione delle tariffe sui macchinari, sui veicoli speciali e sui prodotti siderurgici e in alluminio europei, secondo quanto riportato da Handelsblatt.
Usa più coinvolti nelle regole Ue
Il quotidiano ha anche affermato che Bruxelles sta cercando di dare a Washington maggiore voce in capitolo senza indebolire ufficialmente il proprio quadro normativo, il che potrebbe essere possibile dato che il Berlaymont gode di ampia discrezionalità nel decidere quali casi avviare ai sensi delle norme UE in materia di piattaforme e concorrenza, nonché sulla velocità con cui procedere con le indagini e sulla severità delle eventuali sanzioni.
Tempi lunghi per le sanzioni
La Commissione, ad esempio, ha impiegato quasi due anni per multare la piattaforma di social media X di Elon Musk con 120 milioni di euro ai sensi del Digital Services Act (DSA).
La Commissaria per la Concorrenza, Teresa Ribera, deve inoltre ancora confermare le misure correttive relative a una lunga procedura di applicazione delle norme sulla concorrenza nei confronti di Google AdTech – a seguito della sanzione di 2,95 miliardi di euro annunciata lo scorso settembre – compresa la decisione sull’eventuale smembramento dell’azienda.
La lentezza con cui la Commissione applica il quadro normativo UE in materia digitale ha suscitato la reazione dei leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, che ha chiesto un’accelerazione nell’applicazione delle norme sulle grandi aziende tecnologiche.
“Decisione fatale”. Critiche a von der Leyen dall’Europarlamento: La Commissione cede agli Usa
I critici sostengono che il dialogo proposto a Trump trasformi l’applicazione delle norme tecnologiche da parte dell’UE in una merce di scambio nei più ampi negoziati commerciali con Washington.
“La Commissione europea deve chiarire immediatamente se ciò avverrà effettivamente. Se confermato, si tratterebbe di una vera e propria capitolazione alle tattiche coercitive dell’amministrazione Trump”, ha detto l’eurodeputato dei Verdi Sergey Lagodinsky in una conversazione con POLITICO, chiedendo la sospensione dei negoziati commerciali UE-USA e l’attivazione dello strumento anti-coercizione del blocco.
Altri hanno avvertito che i colloqui potrebbero indebolire l’applicazione di una legislazione fondamentale, concepita per limitare il potere delle grandi aziende tecnologiche.
“Non c’è bisogno di farlo”, ha detto l’eurodeputato liberale Sandro Gozi. “La Commissione deve attuare il DSA e il DMA, non discuterne con gli Stati Uniti. È un chiaro tentativo di rallentare l’attuazione e indebolire l’applicazione”.
Critiche a von der Leyen sul digitale anche dalla Germania
Anche a Berlino i parlamentari hanno espresso allarme. Hansjörg Durz, presidente della commissione parlamentare tedesca per gli affari digitali, ha avvertito che qualsiasi compromesso sarebbe “altamente problematico” e rischierebbe di minare la fiducia nell’applicazione delle norme da parte dell’UE. La deputata dei Verdi Rebecca Lenhard ha aggiunto che le norme digitali del blocco “non devono diventare merce di scambio” in una disputa tariffaria con Washington.
La controversia si inserisce nel contesto della crescente pressione esercitata dai funzionari statunitensi su Bruxelles, con figure di spicco che chiedono modifiche alle norme tecnologiche dell’UE. Il dialogo proposto, che potrebbe prevedere la partecipazione degli Stati Uniti ai colloqui sull’applicazione delle norme, segnerebbe un significativo cambiamento rispetto alla posizione di lunga data della Commissione, secondo cui il suo regolamento digitale non è negoziabile.
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