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Deepfake, Nordio: “Nuovo reato per chi altera i sistemi AI”. Meloni: “Mai più mie foto modificate senza bollino AI”

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Il Sottosegretario Butti: "Nella legge sull'AI, l'articolo 26 istituisce il reato di deepfake pene fino a 5 anni. Più fondi per l'uso dell'intelligenza artificiale nei verticali".

Deepfake, sistemi AI ad alto rischio, responsabilità delle aziende e risarcimento dei danni, ma anche nuovi fondi pubblici per favorire l’uso positivo dell’intelligenza artificiale in diversi settori, a partire dalla scuola. Sono le novità introdotte dal Consiglio dei ministri, approvando in via preliminare un decreto legislativo che aggiorna la normativa italiana all’AI Act europeo e interviene anche sul codice penale e sul decreto legislativo 231 del 2001.

Nel corso della conferenza stampa, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spiegato l’introduzione del nuovo reato, il 437-bis nel codice penale con pene da 1 a 10 anni di carcere. “La norma”, ha detto il ministro,“riguarda la punizione di chi progetta, omette misure di sicurezza o altera il funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale, quando da ciò derivi “un pericolo concreto per la vita o per l’incolumità delle persone o per la sicurezza dello Stato”.

Nordio ha chiarito che l’intervento punta a colmare “vuoti di tutela” che possono aprirsi quando nuove tecnologie si affermano nella realtà prima che l’ordinamento penale sia in grado di disciplinarne gli abusi.

“Poiché la norma penale non è retroattiva”, ha osservato il ministro, “noi rischiamo sempre di restare scoperti e quindi non tutelati quando, a fronte di innovazioni tecnologiche, la delinquenza tenga comportamenti che non erano stati previsti nelle fattispecie penali”. Per questo, ha aggiunto Nordio, “dobbiamo sempre prevedere, oltre che prevenire”.

Il ministro ha inoltre sottolineato che potranno esserci ulteriori interventi, perché lo sviluppo “esponenziale” dell’intelligenza artificiale potrebbe in futuro creare nuovi pericoli per beni giuridici protetti.

Sul fronte processuale, Nordio ha richiamato anche le garanzie previste per le attività di rilievo biometrico. Queste potranno avvenire “soltanto con il controllo della magistratura”, con richiesta del pubblico ministero al giudice per le indagini preliminari. Solo nei casi di urgenza potrà intervenire direttamente il pubblico ministero, ma con successiva conferma da parte del GIP, secondo una logica analoga a quella prevista per i provvedimenti urgenti che incidono sulle libertà personali.

Reato di deepfake: Butti: “È il primo esempio mondiale. E nuovi fondi per l’uso dell’AI nei verticali”

Butti-Sottosegretario

“Abbiamo una legge che all’articolo 26 istituisce il reato di deepfake, è il primo esempio mondiale. È un fenomeno alla ribalta mondiale, non è consentibile a nessuno giudicare le persone, è una legge all’avanguardia che ha già previsto un inasprimento delle pene fino a 5 anni”. Ha ricordato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Alessio Butti, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato due decreti legislativi di adeguamento alle normative europee in materia di intelligenza artificiale.

“Con la legge sull’intelligenza artificiale è stato stanziato 1 miliardo” ha concluso Butti, “a cui ora si aggiungono altre risorse pubbliche per favorire l’uso dell’AI in diversi settori”, come nella scuola.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito, ha annunciato il ministro Giuseppe Valditara, “ha stanziato in tutto 300 milioni per la formazione dei docenti e per promuovere l’intelligenza artificiale nella didattica“.

Ecco come si sta investendo il miliardo stanziato con la legge sull’AI

Fondi statali per AI in Italia

Meloni: “Proposto un ‘bollino’ per i contenuti generati dall’AI, mai più foto di me in camicia da notte modificata con AI senza un’etichetta”

“Noi abbiamo fatto una proposta a livello internazionale cioè: quando tu vedi qualcosa che è prodotto dall’intelligenza artificiale deve essere scritto in sovraimpressione, è prodotto dall’intelligenza artificiale“, ha annunciato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’Assemblea di Confcommercio.

“Se vedi la Meloni in camicia da notte sul letto mezza nuda, non pubblicare la foto dicendo: si può un Presidente del Consiglio dei Ministri presentare così. Perché ci sarà scritto la Meloni è nuda perché è stato fatto con l’intelligenza artificiale, altrimenti abbiamo un problema”, ha aggiungo Meloni. “Ma lo dico perché la materia mi appassiona particolarmente Presidente e stiamo appunto cercando con il Governo anche di stabilire quali sono i confini dell’utilizzo anche per quello che riguarda invece gli strumenti estremamente positivi che la tecnologia può avere nei vari ambiti ed è oggetto del lavoro che oggi fa il Consiglio dei Ministri”, ha concluso sui deepfake.

Reclusione da 1 a 5 anni per l’incolumità individuale, da 2 a 8 anni per l’incolumità pubblica

Lo schema inserisce nel codice penale il nuovo articolo 437-bis: “Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi”.

La norma punisce chi, nella progettazione, addestramento, produzione, immissione sul mercato o utilizzo professionale di sistemi AI ad alto rischio, omette misure tecniche per prevenire malfunzionamenti o alterazioni, oppure omette misure di sorveglianza umana.

Se dal fatto deriva un pericolo concreto per la vita o l’incolumità individuale, la pena è la reclusione da uno a cinque anni. Se il pericolo riguarda l’incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato, la pena sale da due a otto anni.

Punita anche l’alterazione illecita dei sistemi AI ad alto rischio: da due a sei anni se deriva un pericolo concreto per la vita o l’incolumità individuale, da tre a dieci anni se il pericolo riguarda l’incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato. Se alcuni fatti sono commessi per colpa grave, la pena è ridotta da un terzo a un sesto.

Sanzioni anche per le aziende

Il passaggio centrale per le imprese riguarda il decreto legislativo 231 del 2001, che disciplina la responsabilità amministrativa degli enti per alcuni reati commessi nel loro interesse o vantaggio.

Lo schema introduce nel decreto 231 un nuovo articolo 25-vicies sui “reati commessi con l’uso di sistemi di intelligenza artificiale”. Non risponde quindi solo la persona fisica che commette il reato: può essere chiamata a rispondere anche la società, se l’illecito è stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio.

Per il nuovo articolo 437-bis del codice penale, la sanzione per l’ente va da 600 a 1.000 quote. Nel sistema 231 la multa non è indicata direttamente in euro: il giudice stabilisce il numero delle quote e il valore della singola quota.

Per il reato di diffusione illecita di contenuti generati o manipolati con sistemi AI, cioè il terreno dei deepfake, lo schema prevede per l’ente una sanzione da 200 a 700 quote. Nei casi previsti dal nuovo articolo 25-vicies si applicano anche le sanzioni interdittive del decreto 231: interdizione dall’attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, esclusione da agevolazioni e divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Sequestro preventivo: quando può scattare

Il sequestro preventivo può entrare in gioco quando la libera disponibilità di una cosa collegata al reato rischia di aggravare o protrarre le conseguenze dell’illecito, oppure di agevolare altri reati.

Applicato all’AI, può riguardare un sistema, una piattaforma, un server, un database, un account, un modello addestrato o un contenuto deepfake. Nel caso dei deepfake, il sequestro può servire a bloccare la diffusione illecita, impedire che il contenuto continui a circolare o evitare che gli stessi strumenti vengano riutilizzati.

Risarcimento dei danni da AI

Lo schema interviene anche sul piano civile. Nelle azioni di risarcimento per danni causati da sistemi AI, il giudice potrà ordinare l’esibizione degli elementi di prova relativi al funzionamento del sistema: registri, documentazione sul sistema di gestione dei rischi, informazioni tecniche e dati sulla supervisione umana.

Il testo introduce inoltre una presunzione del nesso di causalità: quando il danno deriva dalla violazione di uno o più obblighi previsti dall’AI Act, il collegamento tra violazione e danno è presunto, salvo prova contraria. La conformità del sistema AI agli obblighi europei, anche se certificata, non esclude di per sé la responsabilità del convenuto.

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