Key4biz

Decreto Legge PA verso la fiducia. Matteo Renzi: ‘Porterò in Silicon Valley il nostro programma digitale’

Matteo Renzi

Matteo Renzi

La riforma della Pubblica Amministrazione entra nel vivo. Alle ore 23.55 avrà inizio alla Camera la votazione sulla fiducia che il ministro Marianna Madia ha posto ieri notte a nome del governo sul Decreto Legge PA. Le dichiarazioni di voto sulla fiducia cominceranno alle 22, in base a quanto è stato deciso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il via libera sul provvedimento dovrebbe arrivare nella giornata di domani. Oggi alle 14 è scaduto il termine per la presentazione degli ordini del giorno al testo.

Tanti i cambiamenti introdotti dal decreto e molti che riguardano il digitale.

“PA, fisco e giustizia sono accomunati da un fil rouge: diverranno punti di forza dell’Italia solo se riusciremo a fare una massiccia iniezione di nuove tecnologie”, ha indicato oggi il premier Matteo Renzi, illustrando le priorità del governo nella sua newsletter E-News che ora diventerà mensile.

“Il nostro obiettivo è diventare uno dei Paesi leader mondiali attraverso la rivoluzione digitale e presenteremo il dettaglio dei programmi in Silicon Valley, cuore mondiale dell’Ict, a settembre“.

Recentemente della necessità di rafforzare i legami con la Silicon Valley ha parlato il presidente di ETNO, Luigi Gambardella, in occasione del convegno sull’internet governance ‘From Sao Paulo to Istanbul’ che si è tenuto alla Camera lo scorso 21 luglio.

Gambardella ha suggerito l’apertura di un’ambasciata Ue proprio nella Silicon Valley, sostenendo che potrebbe essere “un ottimo strumento per promuovere scambio e nascita di nuove startup”.

Per il presidente di ETNO, sarebbe auspicabile anche “l’apertura di un Consolato italiano nella Silicon Valley”.

Tornando ai contenuti del Decreto PA, si prevede, intanto, la soppressione del Commissario per l’Agenda digitale istituito presso la presidenza del Consiglio. Un incarico nato per volontà dell’ex premier Enrico Letta che aveva nominatoFrancesco Caio che una volta portato a termine il proprio incarico ha consegnato il dossier al governo.

Renziha invece deciso di conferire le deleghe per l’Agenda digitale al Ministro Madia che ha poi indicato Alessandra Poggiani come nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale al posto del dimissionario Agostino Ragosa.

Tra le norme previste dal decreto anche quella che accelera sull’introduzione del processo amministrativo digitale. A tal fine si stabilisce che, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, il Presidente del CDM ne adotti uno per fissare le regole tecnico-operative per la sperimentazione, la graduale applicazione e l’aggiornamento del processo amministrativo telematico.

Via libera anche al domicilio digitale e all’informatizzazione del processo contabile che prevede che i giudizi innari alla Corte dei Conti possano essere svolti con modalità informatiche e telematiche in conformità ai principi stabiliti dal Codice d’Amministrazione Digitale. Viene inoltre istituito il Tavolo permanente per l’innovazione e l’Agenda digitale italiana.

La materia è vasta, il gran numero di emendamenti ne sono una prova ulteriore, ma si tratta di un passaggio fondamentale per avviare un vero percorso di ammodernamento della Pubblica Amministrazione anche in chiave digitale, come del resto chiede l’unione Europea.

“Certamente 1.010 emendamenti non sono pochi“, ha indicato il Ministro per la Pubblica Amministrazione. E proprio per questo il governo ha deciso di porre la fiducia sul decreto.

Con la riforma della PA, ha osservato il Ministro, c’è “una forte inversione di tendenza” per liberare posti per i giovani. “Prima l’amministrazione concedeva a tutti il ‘trattenimento in servizio'”.E se si considera – ha aggiunto – che i trattenimenti erano già compresi nei limiti assunzionali, quella persona che rimaneva in servizio rubava un posto a un giovane”.

Madia ha anche deciso di porre un freno alle consulenze ai dirigenti pensionati: “Ora c’è il divieto assoluto di continuare per i pensionati ad avere lavori nella pubblica amministrazione. Al massimo si può restare un anno, e a titolo gratuito”.

“Abbiamo varato norme giuste che hanno generato grandi proteste. Pensiamo ai professori, oppure ai magistrati“, ha poi osservato, precisando: “Abbiamo discusso per una settimana, giorno e notte, in Commissione; mille emendamenti sono un’esagerazione”.

Quanto all’esame della legge delega, “è calendarizzato in Senato, spero – continua Madia – in una approvazione entro la fine dell’anno”.

“L’esito del confronto sul decreto mi rende più ottimista. È stata davvero una bella discussione, anche considerando le resistenze molto forti di interessi particolari, che hanno premuto sia sul governo che su singoli parlamentari”.

Intanto Madia è partita subito con i lavori per la digitalizzazione e si parla di un imminente incontro con i gli alti dirigenti della PA per valutare un piano d’azione che consenta di razionalizzare la spesa, risparmiando grosse cifre grazie appunto al digitale.

Del resto i dati presentati dalla Ue nel Report sulle tlc qualche giorno fa parlano chiaro e dicono che l’Italia ha ancora tanta strada da recuperare.

Il raggiungimento degli obiettivi di copertura a 30 Mbps previsti dall’Agenda Digitale 2020 sono in forse. La penetrazione delle reti a banda larga Nga (Next generation access) è nettamente sotto la media europea e all’ultimo posto nell’Unione per quanto riguarda la copertura a 30 Mbps mentre l’eGovernment richiede i 100 Mbps.

L’alfabetizzazione digitale poi è poco diffusa, il 34% degli italiani non ha mai usato Internet, e la qualità delle reti broadband esistenti è scarsa: soltanto il 18,4% dei clienti ottiene una velocità media di 18,4 Mbps, a fronte di una media Ue del 66%.

Tirando le somme possiamo sicuramente dire che di lavoro da fare ce n’è davvero tanto. Intanto oggi si parte con la Pubblica Amministrazione e per il resto dovremo ancora aspettare.

Exit mobile version