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Davide Rossi (Optime): ‘Responsabilizzare le piattaforme eCommerce per tutelare il mercato dell’elettronica e garantire gettito fiscale’

Nonostante numeri stabili, anzi con qualche segno positivo, sono state numerose nel 2018 le crisi aziendali nel retail. Come è possibile?

“Non è più rimandabile a livello normativo la responsabilizzazione degli intermediari digitali, al fine di farli diventare anche sostituti d’imposta, l’unica soluzione per risolvere il problema dell’evasione dell’IVA sui prodotti soggetti a inversione contabile (telefonini, PC, Tablet e Consolle)”, la proposta è stata anticipata a Key4biz da Davide Rossi, il presidente di OPTIME, che il 27 giugno prossimo illustrerà a Roma (alle ore 10.30 presso la Camera di Commercio di Roma – sala del Consiglio, via de’ Burrò 147) la Relazione annuale della Federazione, che si batte per la tutela del mercato dell’elettronica in Italia.

“Nel decreto Crescita, in discussione alla Camera”, ha aggiunto Rossi, “è stata introdotta una modifica nel rapporto fino ad oggi vigente tra piattaforme, operatori terzi e Agenzia delle Entrate”. Infatti, la norma pone in capo alle piattaforme l’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate per ciascuna vendita effettuata nel Marketplace un cospicuo numero di informazioni del venditore (ad es. denominazione, domicilio, numero totale delle unità vendute in Italia). Inoltre, qualora la piattaforma non si dimostri ottemperante nell’invio delle informazioni suddette, è considerata essa stessa debitrice d’imposta per conto dell’operatore terzo.

Una buona misura “seppur ancora parziale”, fa notare Rossi, che propone quindi al Legislatore di far diventare gli intermediari digitali sostituti d’imposta. Questa è solo una delle 3 proposte a livello normativo che Optime suggerirà il 27 giugno in occasione della relazione annuale 2019 dell’Osservatorio per la tutela del mercato dell’elettronica nel nostro Paese. 

Nella sua relazione il presidente di OPTIME illustrerà anche alcune asimmetrie nello scenario competitivo, in particolare, spiega Rossi, “una delle maggiori ragioni di preoccupazione degli operatori è la concorrenza che si manifesta in forme sleali o, peggio, completamente illegali”.

I casi esemplari si moltiplicano: 108 milioni di euro tra il 2017 e il 2018, a tanto ammonta l’evasione dell’imposta compiuta da due uomini, a capo di 56 società coinvolte nella rete di false fatturazioni, accertata dalla Guardia di Finanza di Rimini. 

Con l’operazione ‘Galateo’, le Fiamme Gialle hanno sventato, l’anno scorso, una sofisticata frode fiscale internazionale nel settore del commercio all’ingrosso di apparati elettronici ed elettrodomestici e messo fine alla frode messa in atto dai due, che erano riusciti a far circolare sul mercato prodotti di elettronica a prezzi estremamente concorrenziali. 

Questo stesso meccanismo avrebbe poi garantito ad altre aziende di acquistare prodotti hi-tech a prezzi favorevoli, per poi rivenderli ai consumatori a valori sensibilmente inferiori a quelli di mercato. Una concorrenza sleale e illegale compiuta da operatori disonesti che possono praticarla perché non pagano l’Iva. Ecco perché possono apparire agli occhi dei consumatori come più vantaggiosi rispetto ad altri operatori che rispettano le leggi, garantendo l’occupazione ai dipendenti e collaboratori.

L’acquisto consapevole ed etico e l’aumento della fiducia dei consumatori nei confronti degli operatori onesti, che garantiscono acquisti legali e sicuri, è l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione avviata da Optime con il cortometraggio ‘Il settanta percento’. La clip di 4 minuti sarà proiettata il 27 giugno durante la presentazione della relazione annuale e poi sarà trasmessa anche nelle scuole. 

“Spesso dietro certi affari si celano truffe, ricettazione ed evasione fiscale. Prima di cliccare, pensa”, è uno dei messaggi del cortometraggio. Facciamone tesoro.

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