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David Sassoli, da conduttore del TG1 a Presidente del Parlamento europeo

Eletto con 345 voti a favore, 11 in più del quorum necessario, Davide Sassoli è il nuovo Presidente del Parlamento europeo, grazie all’appoggio di socialisti, popolari e liberali. L’annuncio è arrivato dopo una prima fumata nera, in cui solo per 7 voti mancanti (325 a favore su 332 stabiliti dal regolamento) Sassoli non aveva raggiunto la maggioranza utile alla nomina (il 50% più uno dei voti).

Già in occasione delle dichiarazioni di voto di stamattina, Sassoli presentandosi aveva dichiarato: “Mi candido perché credo che l’Europa sarà più forte solo con un parlamento europeo in grado di giocare un ruolo più importante. Dobbiamo essere tutti, comunque la pensiamo, impegnati nel costruire la casa della democrazia europea e questo parlamento deve essere la casa della democrazia europea”.
Ha poi citato uno dei padri dell’Unione, il francese Jean Monnet: “Niente è possibile senza gli uomini, niente dura senza le istituzioni”.

Gli altri candidati battuti si sono posizionati come segue: Ska Keller dei Verdi ha preso 119 voti (133 al primo turno), Sira Rego della Gue/Ngl ha ottenuto 43 voti, Jan Zahradil dell’Ecr ne ha raccolti 162.

Ancora un italiano, dunque, alla guida dell’Europarlamento, dopo la presidenza di Antonio Tajani del Partito Popolare. A riguardo, il leader dei popolari europei Manfred Weber ha dichiarato di essere “pronto a sostenere il candidato socialdemocratico in uno spirito di alternanza dopo la presidenza Tajani”.
Sassoli è nato a Firenze, ha 63 anni, e vanta una lunga carriera di giornalista in Rai iniziata nel 1986.
Nel 1992, si legge su RaiNews, entra in Rai come inviato di cronaca del Tg3. Il suo volto entra nelle case degli italiani che imparano a conoscerlo anche per la collaborazione con l trasmissione “Il Rosso e il Nero”, di Michele Santoro.
Nel 1996 gli viene affidata la sua prima trasmissione, “Cronaca in Diretta”, il contenitore pomeridiano di Rai2 e, poco tempo dopo, passa a condurre “Prima”, rotocalco quotidiano del Tg1. Da qui il balzo definitivo, prima con la conduzione del Tg1 delle 13.30, poi quello delle 20 e infine, con Gianni Riotta alla direzione, con l’incarico a vice direttore della testata della rete ammiraglia del servizio pubblico.

Entra nel Parlamento europeo nel 2009, come capogruppo del Partito Democratico e diventa vice presidente dell’Aula nel 2014 (l’anno del 41% del Partito Democratico alle elezioni europee). Alle elezioni di maggio 2019 riconquista un seggio all’Europarlamento e si candida, con esito positivo, alla presidenza dell’Istituzione europea.

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