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Data tracing, Pisano: “L’app sarà volontaria con garanzia dell’anonimato e gestione pubblica” (Ma non si sa ancora chi gestirà i dati)

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La task force nelle prossime ore individuerà l’app “migliore” per il data tracing su 319 progetti proposti. L’ha annunciato la ministra dell’Innovazione Paola Pisano durante l’audizione alla Commissione Tlc della Camera, dove però ha spiegato che “non è stato ancora individuato il soggetto o soggetti pubblici che andranno a gestire i dati raccolti con l’applicazione”.

Lavoro task force verso finalizzazione. Valutazioni da Governo

“Gli esperti hanno analizzato le applicazioni pervenute producendo due relazioni tecniche, una sulla privacy e una sull’analisi tecnologica delle soluzioni. Conto di ricevere nelle prossime ore la relazione finale della task force che sarà mia cura inoltrare al presidente Conte e agli altri membri del Governo per le valutazioni e decisioni di competenza, unitamente alle osservazioni che abbiamo ricevuto dal Garante privacy e dall’Agcom”. Così la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, che ha anche spiegato le 7 condizioni, da lei indicate, che l’app dovrà rispettare. 

Pisano: ‘Contact tracing non ha obiettivo geolocalizzare persone’

“L’applicazione di contact tracing non ha l’obiettivo di geolocalizzazione ma quello di tracciamento/memorizzazione per un determinato periodo di tempo degli identificativi dei cellulari con il quale il nostro è venuto in contatto ravvicinato. Questo accade se in entrambi i cellulari è presente l’applicazione di tracciamento”, ha chiarito la ministra dell’Innovazione nel corso dell’audizione riguardo l’App che “crea un registro dei contatti” e per informare “tutti quegli utenti – in modo anonimo- che sono entrati in contatto con un cittadino positivo”.

Come funziona l’app

Pisano ha anche spiegato come funzionerà l’app di data tracking, che la task force sta selezionando per proporla poi al Governo con l’obiettivo di contrastare il Covid-19.

“Non geolocalizzerà chi la usa, ma memorizza, per un determinato tempo, gli identificativi dei cellulari. L’app crea poi un registro dei contatti ed è quindi in grado di indicare tre tipologie di dati:
1) qual è il dispositivo con il quale sono stato in contatto

2) a che distanza
3) per quanto tempo

Nel caso in cui un cittadino fosse identificato come positivo, l’operatore medico autorizzato dal cittadino positivo, attraverso l’identificativo anonimo dello stesso, fa inviare un input/messaggio di alert per informare tutti quegli utenti identificati in modo anonimo che sono entrati in contatto con un cittadino positivo.

Domande&Risposte

Giorgio Mulè (Forza Italia) ha chiesto esplicitamente a Pisano chi sarà a gestire i dati che saranno raccolti con l’app. “Ancora non è stato individuato il soggetto o i soggetti pubblici che andranno a gestire i dati con una soluzione open source”, ha risposto Pisano, precisando che l’app tratterà i dati in modo “sufficientemente anonimo da impedire l’identificazione dell’interessato”, come previsto dal GDPR.

Alessandro Morelli e Massimiliano Capitanio (Lega) hanno chiesto il criterio di selezione dei 74 componenti della task force. “Dalla comprovata esperienza dei curricula e poi alcuni membri sono stati indicati dall’OMS, dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità”.

Infine, quando sarà sviluppata un’applicazione per l’autocertificazione degli spostamenti, è stato chiesto alla ministra, come sapete è una battaglia di Key4biz. “Anche se è di competenza del Viminale, ci stiamo lavorando”, ha concluso la ministra.

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