È noto che la Groenlandia possiede vaste riserve di minerali essenziali, tra cui elementi delle terre rare (REE), essenziali per l’elettronica avanzata, le energie rinnovabili, i veicoli elettrici e le catene di fornitura dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale.
Groenlandia strategica per Trump
Considerato il posizionamento strategico fra Nord America ed Europa, il territorio artico è considerato da sempre critico per la sicurezza nazionale dagli Stati Uniti.
La Groenlandia ospita la base aerea militare statunitense di Thule ed è prossima alle rotte di navigazione artiche che si stanno aprendo con il ritiro dei ghiacci a causa dei cambiamenti climatici. Nelle ultime settimane, Donald Trump ha rilanciato il dibattito sull’acquisizione da parte degli Stati Uniti del territorio autonomo danese, sostenendo che ciò salvaguarderebbe gli interessi di sicurezza statunitensi e contrasterebbe l’influenza russa e cinese nell’Artico.
Terre rare e data center
Tuttavia, l’interesse di Trump per la Groenlandia potrebbe riflettere più di una semplice questione geopolitica. Potrebbe anche allinearsi con un’iniziativa volta a garantire l’accesso ai minerali essenziali necessari per le infrastrutture tecnologiche di prossima generazione, inclusi i data center di intelligenza artificiale su larga scala e le reti elettriche. La Groenlandia è nota per avere vaste riserve di minerali essenziali, tra cui elementi di terre rare (REE), vitali per l’elettronica avanzata, le energie rinnovabili, i veicoli elettrici e le catene di fornitura di semiconduttori e intelligenza artificiale. Di conseguenza, questo pone la Groenlandia al centro della competizione strategica per le risorse.
Secondo stime della Commissione Europea, la Groenlandia detiene quantità significative di 25 delle 34 materie prime essenziali dell’UE, a sottolineare il suo potenziale in termini di risorse. Questi minerali, come rame, nichel e terre rare, sono strettamente legati alla realizzazione di infrastrutture ad alta tecnologia e data center.
Consumo di elettricità in aumento del 50% entro il 2027
Inoltre, dato che il consumo di elettricità dei data center a livello globale è destinato ad aumentare del 50% entro il 2027 rispetto al 2023, secondo Goldman Sachs, la Groenlandia potrebbe anche essere un luogo ideale per costruire e posizionare strategicamente data center.
Clima artico ideale per il raffreddamento dei data center. Groenlandia 70% energia idroelettrica
Dal punto di vista dell’infrastruttura dati, il clima artico della Groenlandia offre vantaggi innati. Ad esempio, il clima naturalmente freddo potrebbe ridurre drasticamente il fabbisogno di raffreddamento, che attualmente rappresenta quasi il 40% del consumo energetico di un tipico data center. Inoltre, la capacità di energia rinnovabile della Groenlandia è attualmente in crescita, con il 70% dell’energia groenlandese generata dall’energia idroelettrica.
Di conseguenza, l’accesso alle risorse idroelettriche ed eoliche rinnovabili potrebbe rappresentare un’opportunità per l’elettricità a basse emissioni di carbonio, con i futuri data center alimentati da energia verde in eccesso, un altro fattore interessante per l’intelligenza artificiale e gli hub di calcolo iperscalabili.
Ad oggi soltanto un data center in Groenlandia
Attualmente, la Groenlandia ha un solo data center operativo, situato a Nuuk, mentre GlobalData sta monitorando un ulteriore progetto di costruzione di data center nel paese. Il progetto del data center di Nuuk, del valore di 146 milioni di corone danesi (21 milioni di dollari), è una struttura di colocation di Livello III attualmente in costruzione a Nuuk, in Groenlandia, gestita da Tusass A/S.
Questo progetto si distingue per il suo impegno verso la sostenibilità ed è progettato per funzionare al 100% con energia rinnovabile. Inoltre, una volta operativo, il data center di Nuuk implementerà un sistema di raffreddamento gratuito, sfruttando il clima freddo della Groenlandia per ridurre il consumo energetico per le infrastrutture di raffreddamento, fattore considerato fondamentale per l’efficienza del data center.
Negli Usa forte opposizione ai data center in patria
Fondamentalmente, questo dibattito si sta sviluppando mentre l’opposizione ai data center negli Stati Uniti si intensifica. I critici sostengono che l’impennata della domanda di energia elettrica e acqua, causata dalla costruzione dei data center, potrebbe superare l’offerta locale, facendo aumentare i prezzi dell’elettricità e dell’acqua. Altri sostengono che i data center producono rumore eccessivo e danneggiano la fauna selvatica. Secondo il rapporto mensile sull’elettricità pubblicato dall’Energy Information Administration, le tariffe elettriche residenziali sono aumentate del 5,2% su base annua nell’ottobre 2025, mentre i costi dell’elettricità per le aree situate più vicine agli hub dei data center sono aumentati in modo considerevolmente maggiore.
Data Center, previsto consumo di acqua +170% entro il 2030
In termini di consumo idrico, si prevede che i data center necessiteranno del 170% di acqua in più entro il 2030, secondo un rapporto di WestWater Research. Inoltre, ci sono preoccupazioni anche riguardo alla capacità della rete elettrica statunitense. Secondo un rapporto di luglio del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, entro il 2030 saranno necessari negli Stati Uniti 100 GW di nuova capacità di picco, di cui 50 GW attribuibili alla costruzione dei data center. Il Dipartimento dell’Energia stima che i data center possano essere costruiti in 18 mesi, ma aggiungere la generazione necessaria per servirli richiederebbe più di tre volte tanto.
Data center in zone remote hanno impatto minore
Molti di questi problemi sorgono spesso a causa dell’intensa agglomerazione dei data center, mentre gli hub in località più remote hanno un impatto minore sulle risorse pubbliche. Pertanto, l’interesse per la costruzione di campus di data center su un’isola remota con abbondanti risorse naturali e solo 57mila abitanti è allettante. Inoltre, i cavi sottomarini esistenti che collegano la Groenlandia al Nord America – e i piani del fornitore di telecomunicazioni locale Tusass A/S di espandere i collegamenti con Canada e Islanda – rafforzano ulteriormente la sua fattibilità come hub transatlantico di dati e reti.
Le implicazioni per la Groenlandia
Tuttavia, se tali piani si concretizzassero, le implicazioni per la costruzione sarebbero significative. Lo sviluppo di campus di dati scalabili e resilienti al clima in Groenlandia richiederebbe un’importante preparazione del sito, nonché l’ampliamento di porti e aeroporti, nuovi impianti di generazione di energia ed estensioni della rete. Oltre a fattori sociali, tra cui l’aumento di alloggi, servizi pubblici e strutture logistiche, aprendo di fatto la strada a una nuova frontiera industriale oltre il Circolo Polare Artico, dove le infrastrutture attuali sono scarse. Inoltre, ciò stimolerebbe anche la domanda di aziende di ingegneria artica specializzate, di tecniche di costruzione modulari adattate al permafrost e al freddo estremo e di consorzi internazionali per gestire gli enormi costi di capitale, che potrebbero raggiungere centinaia di miliardi di dollari nel corso di decenni.
Ostacoli concreti
Chiaramente, restano ancora ostacoli importanti prima che la Groenlandia venga considerata un futuro polo focale della competizione infrastrutturale globale e la prossima frontiera per la crescita globale dei data center. Ciononostante, la convergenza tra la geopolitica artica, i requisiti delle infrastrutture di intelligenza artificiale e la capacità del settore edile di costruire ecosistemi industriali completamente nuovi suggerisce che qualsiasi mossa di Donald Trump per acquisire il territorio non solo avrebbe profonde conseguenze per la NATO, ma potrebbe anche rimodellare i mercati edilizi a livello globale e accelerare lo sviluppo delle infrastrutture artiche.
Pesano i pessimi rapporti fra Usa e Canada
Va tenuto conto, infine, del fatto che i rapporti fra Stati Uniti e Canada sono ai minimi storici e che senza una cooperazione attiva del Canada per la posa di cavi in fibra e reti elettriche necessarie per l’alimentazione di futuri potenziali data center in Groenlandia sembra pura fantascienza. Senza dimenticare, come accennato in precedenza, della necessità di prevedere la realizzazione di decine di nuovi generatori di energia elettrica nel paese artico.
