Microsoft sta valutando l’impiego di superconduttori ad alta temperatura (HTS, high-temperature superconductors) per trasmettere le enormi quantità di energia richieste dai suoi data center.
Secondo quanto spiegato dall’azienda nel proprio blog, i superconduttori – avendo resistenza elettrica pari a zero – non subiscono cadute di tensione né generano calore durante il trasporto dell’elettricità. Un vantaggio tecnico che potrebbe tradursi in un cambio di paradigma infrastrutturale.

I cavi HTS, proprio per l’assenza di resistenza, possono essere più leggeri e occupare meno spazio rispetto ai tradizionali cavi in rame o alluminio. Un esempio rende l’idea: le linee elettriche aeree convenzionali richiedono fino a 70 metri di spazio per evitare interferenze tra i campi elettrici dei singoli cavi e per rispettare altri vincoli tecnici. I cavi superconduttori, invece, potrebbero essere installati in trincee larghe appena due metri. In un contesto in cui lo spazio, soprattutto in aree urbane o ad alta densità industriale, è una risorsa scarsa, il dato è tutt’altro che marginale.
La tecnologia HTS non è nuova

Tuttavia, solo di recente i progressi nei materiali e nei sistemi di gestione hanno iniziato a renderla potenzialmente scalabile. Il principale ostacolo resta la necessità di mantenere i conduttori a temperature criogeniche. I superconduttori “classici”, come il mercurio, devono operare sotto i 10 Kelvin, circa -263 °C. Gli HTS non richiedono temperature così estreme, ma devono comunque essere mantenuti attorno ai -200 °C. Ciò implica infrastrutture criogeniche complesse e costose, che finora ne hanno limitato l’adozione su larga scala.
Data center: la domanda energetica è esplosa
Eppure il contesto sta cambiando. La domanda energetica dei data center AI è esplosa. Mark Zuckerberg ha già indicato nei vincoli energetici uno dei principali freni alla crescita dell’AI. Anche il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha ammesso che l’azienda dispone di GPU per l’AI inattive in magazzino per mancanza di elettricità sufficiente a installarle tutte. Il collo di bottiglia non è solo la produzione di chip, ma la capacità di alimentarli.
Trump avvisa le big tech: pagate per conto proprio
L’impatto si riflette anche sui consumatori. L’aumento della domanda energetica dei data center ha iniziato a pesare sulle reti locali e sui prezzi dell’elettricità, attirando l’attenzione della politica. Il presidente Donald Trump ha invitato le aziende dell’AI a “pagare per conto proprio” il costo del loro consumo energetico.
In questo scenario, l’interesse per i superconduttori ad alta temperatura assume anche una dimensione economica. Ridurre le perdite energetiche, limitare il calore disperso e comprimere l’ingombro delle infrastrutture potrebbe rendere sostenibile – dal punto di vista dei costi e dell’impatto territoriale – l’espansione dei data center.
