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Data breach più che raddoppiati in un anno. Nel 2018 rubati 4,5 miliardi di dati

Secondo il rapporto Breach Level Index 2018 della società di sicurezza digitale Gemalto, nel primo semestre di quest’anno sono stati compromessi oltre 4,5 miliardi di dati, in aumento del 133% rispetto al rapporto dello scorso anno.

Sono oltre 25 milioni di record di dati persi o rubati al giorno, oltre un milione ogni ora, oltre 17 mila al minuto e 291 al secondo.

Il Breach Level Index è un database globale che traccia le violazioni dei dati e ne misura la gravità in base alle dimensioni, tra cui il numero di dati compromessi, il tipo, l’origine della violazione, il modo in cui i dati sono stati utilizzati e se i dati sono stati crittografati. Il report ha evidenziato come solo l’1% dei dati rubati, persi o compromessi è stato protetto mediante crittografia, in calo dell’1,5% rispetto ai primi sei mesi del 2017.

Le zone geografiche

Gemalto ha registrato un totale di 945 episodi di violazione a livello mondiale nella prima metà del 2018, dove la maggioranza (559) degli incidenti si è verificata in Nord America; 339 si sono verificati nella regione Asia-Pacifico, prevalentemente in Australia, mentre l’Europa ha registrato il 36% di incidenti in meno. Il Regno Unito rimane il paese più colpito del vecchio continente. Il report evidenzia inoltre, che con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) in vigore da maggio 2018, il numero di incidenti segnalati potrebbe iniziare a salire nel secondo semestre del 2018.

Industrie più colpite: Sanità e Social network

L’assistenza sanitaria continua a guidare il numero di incidenti (27%). I social network sono al primo posto per numero di dati violati (56%) a causa dell’alto numero di profili attivi, in modo particolare Facebook e Twitter, che coinvolgono rispettivamente 2,2 miliardi e 336 milioni di utenti.

Gli altri settori colpiti sono stati: Istituzioni Finanziarie ed Educative (14% e 9%), Organizzazioni Governative e Professionali (7%), Vendita al Dettaglio (6%), Settore Industriale (3%) e altro ancora. Le violazioni, tuttavia, hanno avuto un tema comune: il furto di identità, che ha rappresentato il 65% delle violazioni con oltre 3,9 miliardi di dati compromessi.

Il fattore umano resta la seconda causa degli incidenti

Non sorprende che la principale fonte di violazioni dei dati sia stata “malintenzionati attori esterni”. Tali attacchi hanno compreso oltre 3,6 miliardi di dati, o l’80% del totale dalla prima metà del 2018. La seconda causa prevalente di dati compromessi è stata la perdita accidentale dei dati, che è scesa del 47%: da oltre 1,6 miliardi nel rapporto del 2017 a 879 milioni nel 2018. Gli errori umani rappresentano ancora 318 dei 945 incidenti totali di quest’anno.

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