La collaborazione

Cybersecurity, partnership euro-giapponese per la sicurezza informatica delle infrastrutture energetiche

Alleanza internazionale contro la criminalità informatica e altre minacce provenienti dalla rete che hanno come bersaglio le infrastrutture energetiche. EEISAC e JEISAC lavoreranno assieme per scambiarsi informazioni e best practice.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |
Cuber alliance Ue-jap

Il settore energetico è strategico per ogni Paese, industria e organizzazione. L’innovazione tecnologica ha permesso alle utilities di raggiungere alti livelli di efficienza energetica e di rendimento delle infrastrutture, ma l’Internet of Things e il paradigma della full connectivity, solo per fare due esempi su molti altri possibili, hanno anche elevato in maniera rilevante il pericolo di attacchi informatici.

 

Per rendere più sicure le infrastrutture energetiche, per garantire una distribuzione costante e migliorare le difese e gli strumenti della cybersecurity, è stata sottoscritta una partnership tra il Centro europeo per lo scambio e le analisi delle informazioni per il settore energetico e il suo omologo giapponese.

 

L’iniziativa, che vede coinvolti lo European energy information sharing and analysis centre (EEISAC) e lo Japan electricity information sharing and analysis center (JEISAC) è stata promossa dal presidente dell’Agenzia europea e Ministro dell’Economia olandese, Aurélio Blanquet, e dal segretario generale dell’Agenzia giapponese, Katsuyuki Abe.

 

Obiettivo della partnership è potenziare la cybersecurity dei due Paesi, con uno scambio maggiore di informazioni, esperienze e best practice, promuovendo manifestazioni in Europa e in Giappone dedicate al tema della sicurezza informatica delle infrastrutture, con l’aggiunta di percorsi formativi e la pubblicazione di guide internazionali e vademecum per le amministrazioni pubbliche e le imprese.

 

L’EEISAC nasce dal progetto di ricerca DENSEK, lanciato nel 2013 dalla Commissione europea (DG Home Affairs), con lo scopo di prevenire e affrontare azioni terroristiche e altre minacce alla sicurezza dell’Unione europea, dei suoi cittadini e delle sue infrastrutture critiche.

Nello specifico, il progetto (di cui fa parte anche Enel) aveva anche il compito di sviluppare un sistema di monitoraggio della supply chain del sistema energetico, per individuare eventuali anomalie e poterle condividere con altri stakeholder.

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