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Cybersecurity: Obama inasprisce le regole anti spionaggio

Giro di vite degli USA contro gli hacker e lo spionaggio industriale in particolare dall’estero. Continua la morsa degli Stati Uniti nella lotta al cyber crime con l’introduzione – attraverso un ordine esecutivo firmato ieri dal presidente Obama – di un programma di sanzioni per colpire finanziariamente un singolo individuo o un gruppo che dall’estero compiono attacchi informatici o di cyber spionaggio ai danni degli Stati Uniti.

L’ordine esecutivo non è di certo stato ‘un fulmine a ciel sereno’ per gli USA, visti i recenti cyber attacchi di novembre alla Sony come anche il furto di 80 milioni di dati alla compagnia di assicurazioni sanitarie Anthem.

Il provvedimento prevede che per cyber attività ritenute ‘un’emergenza nazionale’ il Segretario del Tesoro è autorizzato – dopo aver consultato il Procuratore generale e il segretario di Stato – a stabilire sanzioni su singoli individui, gruppi o addirittura aziende come il congelamento dei beni o l’interruzione delle transazioni commerciali tra il soggetto incriminato e gli Stati Uniti.

Si tratta di provvedimenti proporzionali e appropriati, secondo l’amministrazione americana, che sarebbero avviati solo nel caso in cui ci fossero danni alle infrastrutture critiche, appropriazione indebita di fondi, l’utilizzo di segreti commerciali per ottenere un vantaggio competitivo o lo smantellamento delle reti informatiche.

In definitiva, quello che preme maggiormente il governo USA sono i cyber attacchi che minacciano la sicurezza nazionale, la politica estera, la stabilità finanziaria ma soprattutto la prosperità economica. Quest’ultima è, infatti, la tematica che preme di più alla Casa Bianca anche perché nel 2014 sono stati messi a rischio i dati personali di circa 110 milioni di cittadini americani.

C’è chi dice che il quadro americano per la cyber sicurezza che si sta delineando non è poi cosi distante da quelli adottati da governi considerati dittatoriali. Sicuramente gli Stati Uniti hanno deciso di munirsi di una gamma più vasta di strumenti legali che possano in qualche modo intaccare il fenomeno esteso del cyber crime. Secondo esperti nel settore, restano molti dubbi sulla definizione di ‘emergenza nazionale’, dal momento in cui potrebbe essere usato dal governo in maniera inappropriata, e quindi prendere di mira individui o gruppi che non necessariamente rappresentano una vera minaccia per gli Stati Uniti.

Soprattutto se si pensa che, tramite quest’ordine esecutivo, il governo è autorizzato a imporre sanzioni senza un processo. Chi fosse quindi intenzionato a contestare le sanzioni che vengono imposte con questo ordine esecutivo, può farlo con OFAC (Uffico di Controllo dei Beni Esteri), o facendo causa al governo federale.

Un atteggiamento quello degli Stati Uniti che non sembra aver imparato la lezione del Data Gate, in particolare dopo l’ultima stoccata a opera del governo e dell’ FCC sulla Net Neutrality, l’ultima cosa da fare è ricorrere ad eccessi di  deterrenza e sorveglianza. Ma riuscire a trovare un giusto equilibrio tra la necessità di sicurezza e prevenzione dai cyber attacchi nel rispetto delle libertà dei singoli individui non sembra così facile.

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