Commissione Ue

Cybersecurity, Andrus Ansip ‘Nuove regole Ue nel rispetto della sovranità nazionale’

In arrivo nuovi fondi per l’Enisa, l’Agenzia Ue per la cybersecurity, e una proposta di legge per una strategia comune a livello comunitario.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Le nuove regole europee sulla cybersecurity non impatteranno troppo sulle prerogative delle autorità nazionali. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip, responsabile del Digitale: “Rispettiamo la sovranità degli Stati membri, ma sappiamo anche che nel 50% di essi i CERT (Computer Emergency Response Team) centri di risposta alle emergenze informatiche, non sono in grado di proteggere le reti”.

Una legge europea che entrerà in vigore l’anno prossimo, scrive il sito Euractiv, obligherà gli stati membri a munirsi di centri di difesa in grado di rispondere ad eventuali emergenze informatiche. Per questo la Commissione spinge gli stati a collaborare e a condividere informazioni per mettersi in linea con i nuovi obblighi che scatteranno l’anno prossimo. Ma al momento soltanto pochi di essi sono preparati. “Sappiamo che ci sono in tutto 5 o 6 CERT pronti a rispondere operativamente a eventuali minacce 24 ore al giorno e sette giorni su sette, ma è necessario che questa capacità sia funzionale a livello europeo”, ha aggiunto Ansip, che vuole aprire dei centri di certificazione per i software allo scopo di garantire i livelli minimi di cybersecurity dei prodotti tecnologici, in modo da renderli più competitivo sul mercato internazionale.

Intanto, la prossima settimana è prevista la presentazione di una proposta di legge a firma dello stesso Ansip e della nuova commissaria all’Economia digitale, Mariya Gabriel (che ha sostituito Gunther Oettinger), per allargare i poteri dell’Enisa, l’Agenzia Ue con sede ad Atene che si occupa di cybersecurity che da tempo chiede, senza successo, più fondi a Bruxelles. I due commissari dovrebbero proporre un nuovo programma di certificazione per misurare il grado di protezione dei prodotti tecnologici. Nel contempo, i due dovrebbero presentare anche una strategia europea per la cybersecurity.

C’è da dire che la gran parte dei paesi Ue è restia a cedere informazioni sensibili in tema di cybersecurity a Bruxelles, e men che meno a condividere informazioni sensibili con altri stati membri.

I singoli stati potrebbero fare qualche sforzo in più in cambio di chiari vantaggi, soprattutto economici.

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