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Cyber sicurezza, domotica sotto attacco: “Danni per 4 sistemi smart home su 10”

Le imprese investono ancora troppo poco in sicurezza informatica. In termini di annunci tutti dichiarano di voler spendere di più a partire dal prossimo anno, ma nel frattempo il numero di attacchi è aumentato e con esso il volume complessivo dei danni. In molti casi poi, le organizzazioni non hanno gli strumenti e le competenze per capire sino in fondo la natura di un attacco e per valutarne gli esiti.

Secondo una recente indagine Kaspersky, il 55% delle aziende a livello internazionale è certo di non essere oggetto di attacchi informatici, mentre quasi un 39% però non è sicuro di conoscere a sufficienza le minacce potenziali che potrebbero riguardare la propria organizzazione, di conseguenze non può neanche dire con precisione se è o no oggetto di attacchi.

D’altronde, le aziende, necessariamente sempre più connesse, costituiscono il bersaglio principale degli attacchi cyber, che hanno come obiettivo la sottrazione di dati a scopo di trarne un vantaggio economico. In occasione del convegno organizzato da Associazione IMQ, il Presidente Maria Antonietta Portaluri ha ricordato che “gli attacchi cyber alle imprese sono aumentati di 10 volte nell’ultimo biennio e sono in aumento”, aggiungendo, sì legge in una nota ANIE Confindustria, che “nel primo semestre del 2019, hanno subito attacchi 4 computer su 10 impegnati nella gestione degli edifici dotati di sistemi digitali. Tutto ciò ci deve portare ad aumentare gli investimenti in sicurezza”.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, anche Giulio Iucci, Presidente ANIE Sicurezza, Stefano Mele, Avvocato specializzato in Cyber Security, Filippo Cavallarin, Ricercatore ed esperto di sicurezza informatica, Giacomo Stucchi, Past President COPASIR – Consulente Regione Lombardia in tema di trasparenza, legalità e cyber security, Guido Allegrezza, Responsabile Compliance, Governance & Security di Telecom Italia Trust Technologies, Stefano Zanero, Professore Associato del Politecnico di Milano

Gli investimenti in sicurezza delle imprese italiane, inoltre, restano ancora molto bassi, secondo Andrea Bianchi, Direttore Area Politiche Industriali Confindustria: “Il mercato della cyber security vale un miliardo di euro, pari soltanto allo 1% della spesa high-tech aziendale, quando un livello adeguato sarebbe intorno al 10% del totale”.

Fondamentale, è dare valore all’industria di qualità, in grado di offrire già oggi al mercato soluzioni per garantire la sicurezza dei prodotti e sistemi, “ed un valore certamente, avrà con sempre maggiore evidenza, la certificazione”, ha ribadito Portaluri: “Centralità del ruolo della certificazione di fatto confermata dal Cybersecurity Act, Regolamento Europeo entrato in vigore a luglio per rafforzare il ruolo dell’Agenzia europea per la sicurezza e dare mandato per schemi di certificazione europei, a cui tutti dovremmo lavorare maggiormente”.

Stando ai dati diffusi da una ricerca condotta da ServiceNow, nell’ultimo anno gli attacchi informatici sono cresciuti del 17% in numero e, aspetto da non sottovalutare, del 27% come gravità. Come ha ricordato un recente studio Acenture, i danni per le aziende potrebbero arrivare alla stratosferica cifra di 5.200 miliardi di dollari entro i prossimi cinque anni.

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