Finestra sul mondo

Crisi catalana, Processo di pace Colombia, Trump e Tillerson ai ferri corti, Nafta, Riforma del lavoro in Francia

Poteri, economia, finanza e geopolitica nelle ultime 24 ore

di Agenzia Nova |
finestra sul mondo

Finestra sul mondo è una rubrica quotidiana con le notizie internazionali di Agenzia Nova pubblicate in collaborazione con Key4biz. Poteri, economia, finanza, lette in chiave di interdipendenza con un occhio alla geopolitica. Per consultare i numeri precedenti, clicca qui.

Spagna, Rajoy attiva l’articolo 155 con il sostegno del Psoe

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – Il primo ministro Mariano Rajoy, esponente del Partito Popolare (Pp) e’ sostenuto dal Partito Socialista Operaio spagnolo (Psoe) nella decisione di attivare l’articolo 155 della Costituzione spagnola, da applicare alla Generalitat catalana nel caso in cui il presidente Carles Puigdemont non volesse rinunciare alla dichiarazione di indipendenza. Questo e’ l’impegno concordato tra Pedro Sanchez, segretario generale del Psoe, e il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy, secondo quanto riferito ieri dai principali quotidiani spagnoli, in particolare “El Pais”, “El Mundo” e “Abc”. Il leader socialista e’ inoltre riuscito a far impegnare Rajoy in una futura riforma costituzionale. L’articolo 155, qualora dovesse essere applicato, terminerebbe infatti con nuove elezioni regionali, concordate da entrambi i leader politici. L’ultimatum lanciato dal governo spagnolo e’ chiaro: il presidente Puigdemont dovra’ chiarire entro le ore 10 di lunedi’ 16 ottobre se sia stata effettivamente proclamata l’indipendenza unilaterale della Catalogna oppure no. “L’unita’ dei democratici e’ la debolezza degli indipendentisti”, questa la frase emblematica pronunciata da Rafael Hermando, portavoce del Pp, per riassumere l’unione politica di Pp, Psoe e Ciudadanos contro la deriva secessionista catalana. “Volgiamo il dialogo”, ha concluso Rajoy, “ma qui in Parlamento e nel rispetto delle leggi costituzionali”. “Si chiede un’apertura al dialogo e ti rispondono minacciando l’applicazione dell’articolo 155. Ho capito”, questa invece la reazione di Puigdemont alle parole di Rajoy, riportata dal quotidiano spagnolo “la Vanguardia” e pubblicata sulle reti social del presidente della Generalitat che si rassegna cosi’ all’impossibilita’ di procedere con eventuali dialoghi e negoziati con il governo spagnolo.

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Fmi, tasse piu’ alte per i ricchi ridurrebbero la diseguaglianza senza compromettere la crescita

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – Una piu’ alta tassa sul reddito per i ricchi potrebbe aiutare a ridurre la diseguaglianza senza avere un impatto negativo sulla crescita. E’ il parere del Fondo monetario internazionale (Fmi), che demolisce la tesi secondo cui la crescita verrebbe penalizzata da un aumento delle tasse per l’1 per cento della popolazione piu’ ricca. “Risultati empirici non supportano questa tesi”, ha fatto sapere l’Fmi, che invita a considerare diversi tipi di tassa sul reddito. I Laburisti hanno fatto loro il rapporto chiedendo piu’ tasse per i ricchi e citando lo studio quale prova della necessita’ di un piu’ giusto sistema fiscale. Nel loro manifesto elettorale i Laburisti hanno chiesto il 45 per cento di imposizione fiscale per chi guadagna piu’ di 80 mila sterline e del 50 per cento per chi ne guadagna piu’ di 123 mila. “L’Fmi supporta la battaglia che abbiamo portato in campagna elettorale per un sistema fiscale piu’ giusto. Non c’e’ prova a supporto di chi crea allarmismi sull’aumento delle tasse per i piu’ ricchi”, ha detto il cancelliere ombra John McDonnell. Theresa May ha ripetutamente attaccato l’approccio dei Laburisti definendolo estremo e affermando che Corbyn e McDonnell vivono sul “pianeta Venezuela”. Ma in un incontro a margine durante la conferenza annuale dei Conservatori il primo ministro ha ammesso che l’opinione pubblica e’ piu’ favorevole alle idee economiche dei Laburisti di quanto gli strateghi conservatori avessero presagito nel periodo precedente alle elezioni generali di giugno. “Credevamo ci fosse consenso politico. Jeremy Corbyn ha cambiato tutto questo”, ha detto May.

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Colombia, processo di pace: Corte Costituzionale apre esame su commissione Verita’

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – Si e’ aperta oggi l’audizione pubblica della Corte Costituzionale colombiana per discutere della “Commissione sulla verita’”, tema considerato fondamentale per il processo di pace nel paese. All’esame di magistrati ed esperti c’e’ il decreto legge 588 del 2017, lo strumento con cui il ministero della Giustizia, lo scorso 5 aprile, dava il via alla Commissione per il chiarimento della verita’, la convivenza e la non ripetizione (Cevcnr). E ora, segnala il quotidiano “El Espectador”, l’alta corte deve decidere se quanto approvato dal parlamento e’ conforme alla Carta costituzionale o meno. Di fatto si tratta di un organismo cui spetta il delicato compito di dipanare la matassa delle responsabilita’ del conflitto che per decenni ha attraversato il paese, opponendo – primo fra tutti – lo stato con la guerriglia delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Il testo, di 32 articoli, contiene tra l’altro le norme di funzionamento della commissione, lo spirito di fondo, i principali obiettivi e il metodo da impiegare per soddisfarli.

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Usa, il presidente Trump e il segretario di Stato Tillerson sarebbero ormai ai ferri corti

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, paiono pericolosamente vicini a un eclatante divorzio pubblico. Trump ha proposto ieri di misurarsi con il suo segretario in un “test del quoziente intellettivo”, in risposta alle indiscrezioni secondo cui il segretario gli avrebbe dato dell'”imbecille” in relazione alla sua scarsa dimestichezza con la politica estera. In una intervista a Forbes pubblicata ieri, Trump ha commentato il presunto insulto rivoltogli dal segretario di Stato, almeno stando a “fonti anonime” citate dalla emittente Nbc e in un secondo momento dalla “Washington Post”. “Credo si tratti di falsa informazione”, ha detto Trump, “ma se davvero lo avesse fatto, immagino dovremmo paragonare i nostri test del quoziente intellettivo. E posso dirvi gia’ ora chi ne uscirebbe vincitore”, ha detto il presidente, alludendo a se’ stesso. Il giorno successivo all’intervista, Trump ha negato di aver voluto sminuire il suo segretario; la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ha dichiarato ieri che le parole di Trump “non erano altro che uno scherzo”. “Il presidente non ha verto voluto implicare che il segretario di Stato non sia una persona incredibilmente intelligente”, ha detto la portavoce ,aggiungendo che Tillerson gode “al 100 per cento” della fiducia del presidente. Nelle ultime settimane, pero’, Trump ha piu’ volte smentito in maniera plateale il suo capo della diplomazia, specie in merito alla crisi nordcoreana: due settimane fa, il presidente ha definito uno “spreco di tempo” i tentativi del segretario di intraprendere un dialogo diretto con Pyongyang. E le “fonti governative anonime” che trovano quotidianamente voce sui quotidiani Usa parlano ormai da giorni di una crisi della fiducia tra i due, che non condividerebbero la stessa visione del ruolo degli Stati Uniti nel mondo.

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Usa, presidente Trump ipotizza accordi separati con Canada e Messico in sostituzione del Nafta

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – I negoziati sul North American Free Trade Agreement (Nafta) l’accordo di libero scambio in vigore tra Usa, Canada e Messico giungeranno questa settimana al quarto round. Nelle scorse settimana la posizione dell’amministrazione di Donald Trump ha destato molti malumori tra gli imprenditori statunitensi che sostengono il Nafta. Nella rinegoziazione Trump chiede cambiamenti sostanziali che Canada e Messico ritengono inefficaci. Il presidente statunitense ha annunciato ieri che se non sara’ possibile rinegoziare il Nafta in modo soddisfacente, Washington puntera’ a negoziare accordi separati con ciascuno dei due paesi. Sempre ieri, il primo ministro canadese Justin Trudeau ha tenuto oggi un discorso alla commissione Ways and Means della Camera dei Rappresentanti statunitense in occasione della revisione dell’accordo. Trudeau ha ricordato che il Canada e’ il “maggior acquirente” degli Stati Uniti, piu’ di Cina, Giappone e Regno Unito messi insieme. Lo riferisce il quotidiano canadese “Toronto Star”, aggiungendo che Trudeau, data “l’imprevedibilita’” del presidente statunitense Donald Trump, “sta cercando piuttosto alleanze con i politici Usa”.

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Regno Unito, il piano sull’introduzione di tetti ai prezzi dell’energia rischia di scatenare l’opposizione dei Tory

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – Le compagnie energetiche britanniche saranno obbligate a introdurre un tetto ai prezzi delle bollette energetiche sulla base della nuova legge, che si applichera’ a circa 18 milioni di famiglie. Il provvedimento rischia di scatenare l’opposizione delle compagnie energetiche e dei deputati Tory che si oppongono a interventi statali nel libero mercato. Secondo quanto riferisce il “Daily Telegraph”, Theresa May ha rifiutato la richiesta di introdurre un tetto ai prezzi dell’energia “relativo”. Secondo i piani l’Ofgem, il regolatore energetico, introdurra’ un tetto rigido per ogni regione all’importo che le compagnie potranno addebitare ai consumatori. Il primo ministro ha dichiarato che le riforme serviranno a sanare il mercato energetico e a far risparmiare ai “consumatori fedeli” centinaia di sterline. Tuttavia, un ex ministro dei Tory ha avvertito che questo tipo di approccio rischia di soffocare la competizione tra compagnie energetiche. Circa 80 deputati conservatori hanno scritto al primo ministro chiedendo un taglio ai prezzi “relativo”, che individui un utile massimo tra la migliore offerta e la tariffa standard. Ma il disegno di legge, che verra’ presentato domani, parla di un tetto “assoluto”, che secondo gli esperti delinea un approccio piu’ rigido.

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Francia, il presidente Macron apre una seconda fase della riforma del lavoro

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – Ampio spazio su “Les Echos” e “Le Figaro” al “secondo atto delle riforme sociali” del presidente francese, Emmanuel Macron. Il capo dell’Eliseo riceve oggi i rappresentanti dei sindacati e del mondo delle imprese per discutere in merito alla seconda parte della riforma del lavoro. In particolare verranno affrontati i punti riguardanti le indennita’ di disoccupazione, la formazione professionale e i contratti di apprendistato. L’obiettivo e’ quello di preparare un progetto di legge per la prossima primavera che dovra’ essere adottato durante l’estate. Secondo il quotidiano economico gli appuntamenti di oggi sono delle semplici “formalita’” visto che l’esecutivo e’ intenzionato a non fermarsi dinnanzi alle proteste dei lavoratori. I sindacati cercheranno comunque di imporsi davanti alla fermezza del governo presentando le loro idee. A tal proposito, “Les Echos” parla di “un’intesa” tra sindacati che avrebbero trovato un accordo su alcuni punti dopo le forti divergenze mostrate in questi ultimi mesi. L’unico modo per riuscire ad avere un peso durante le concertazioni.

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Francia, il discorso del presidente Macron agli agricoltori

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – “Le Figaro” e “Libe’ration” parlano del discorso tenuto ieri dal presidente francese, Emmanuel Macron, ai mercati generali di Rungis, poco fuori Parigi. Il capo dell’Eliseo ha chiesto agli agricoltori “uno sforzo” per trasformare il loro settore nei prossimi cinque anni. L’obiettivo e’ quello di riorganizzare le filiere attraverso un piano di sviluppo che preveda nuovi modi di produzione, una maggiore esportazione e un’attenzione importante alla qualita’. Macron ha inoltre sottolineato l’importanza di mettere fine alla guerra dei prezzi nei prodotti alimentari, considerato come una delle principali cause dell’impoverimento dei contadini. A tal fine sara’ necessario riequilibrare i contratti tra agricoltori e distributori. Macron ha poi posto l’accento sul tema della qualita’, sottolineando l’importanza di “valorizzare le indicazioni geografiche, le etichette rosse (sinonimo di qualita’ in europa) e il bio”, insieme ad una maggiore attenzione sullo stato di salute degli animali e sull’origine dei prodotti lavorati.

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Germania, Difesa: “uscire dall’ombra del passato”

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – Ogni volta che il ministro tedesco della Difesa, la cristiano-democratica Ursula von der Leyen (Cdu) e’ stato a Bruxelles negli ultimi mesi era entusiasta circa i progetti comuni della sicurezza e della difesa. Ma in realta’, secondo il think thank “Friends of Europe”, basato sull’indagine di piu’ di 40 politici, diplomatici e personale militare, la Germania potrebbe fare molto di piu’ per difendere l’Europa. “La nazione economicamente piu’ forte e popolosa dell’Europa e’ da tempo il legame piu’ debole della catena, quando si tratta di determinazione militare”, dice lo studio. Particolarmente critico risulta lo stato delle Forze armate. In caso di operazioni della Nato le truppe tedesche dovrebbero utilizzare attrezzature obsolete e mal funzionanti. “Il problema della manutenzione e’ una questione di grande preoccupazione per la Nato e per le Forze armate statunitensi, lavorando fianco a fianco dei tedeschi”, osserva lo studio. La Germania e’ attualmente alla ricerca di una cooperazione piu’ stretta con le forze armate di partner piu’ piccoli dell’Alleanza atlantica, nel cosiddetto concetto “Frameworknation”. Cio’ crea effetti sinergici, ma non basta. Le strutture decisionali per le operazioni militari tedesche sono soggette all’approvazione del Bundestag. Inoltre e’ problematica la politica restrittiva d’esportazione di apparecchiature prodotte congiuntamente con gli altri partner europei, come la Francia. Il cancelliere Angela Merkel aveva annunciato un aumento della spesa militare nel quadro della Nato entro il 2024 fino al 2 per cento del Pil. Finora pero’ la Germania ha raggiunto solo l’1,2 per cento e, sempre secondo lo studio, dovrebbe “uscire dall’ombra del passato e assumersi piu’ responsabilita’ verso se stessa e la difesa dell’Europa”.

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Autonomia in Europa, la Catalogna come l’Alto Adige?

12 ott 11:00 – (Agenzia Nova) – L’indipendenza finanziaria dell’Alto Adige non sarebbe solo un sogno per la regione parzialmente separatista spagnola della Catalogna. Nell’anno in corso la Regione italiana e’ stata autorizzata a trattenere tra l’80 e l’85 per cento delle entrate fiscali locali. In Catalogna circa un terzo. “La Catalogna ha molta piu’ autonomia culturale rispetto all’Alto Adige, ma senza autonomia finanziaria non va lontano”, ha dichiarato il senatore altoatesino Karl Zeller, leader della formazione parlamentare “per l’autonomia”. Zeller, 56 anni, assieme al 46 enne Arno Kompatscher, Presidente nonche’ ministro delle Finanze della Provincia di Bolzano, sono i maggiori rappresentanti della Regione a Roma. Gli accordi sull’autonomia dell’Alto Adige, e della provincia di lingua italiana di Trento, risalgono al 1972 e permettono ad entrambi gli enti di trattenere fino al 90 per cento delle imposte, oltre a quote aggiuntive stabilite di anno in anno. L’Alto Adige ha circa 520.000 abitanti, appena lo 0,9 per cento della popolazione italiana, ed ha registrato nel 2015 un prodotto interno lordo di 21,4 miliardi di euro, l’1,3 per cento del totale italiano, ed un reddito pro capite di 41.141 euro, il 50 per cento superiore alla media del resto del Paese. L’esempio dell-Alto Adige non fa che rafforzare il desiderio di autonomia fiscale di Veneto e Lombardia, che sono tra le principali contributrici fiscali nette del paese. Rispetto agli standard del passato, nel bilancio dell’Alto Adige manca 1 miliardo di euro per il risanamento del debito pubblico (476 milioni all’anno). “L’Alto Adige e’ stato in grado di compensare il divario con la crescita”, ha detto il senatore Zeller. “Senza autonomia finanziaria e risorse sufficienti, tuttavia, il sentimento verso lo Stato centrale italiano si deteriorerebbe”, ha concluso.

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