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Covid-19, anche Germania si pensa ad un’app traccia spostamenti

Sono giorni che in Italia si parla dell’opportunità di sfruttare la tecnologia, di cui già disponiamo, per controllare e studiare gli spostamenti delle persone, fuori dal proprio domicilio, con l’obiettivo di contrastare l’epidemia e ridurre i contagi.

La stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicamente incoraggiato le istituzioni e i cittadini ad utilizzare questi servizi. Fin dall’epidemia di ebola in Africa, di un paio di anni fa, si è valutato come positivo il lavoro svolto dalle applicazioni mobili, ritenute di grande aiuto per studiare la trasmissione del virus e cercare di fermarla in tempi brevi.

Una volta individuata una persona contagiata dal virus, si seguono i suoi spostamenti e le interazioni con altri individui, così da avere un quadro generale, in tempo reale, del contagio e di come questo si sia sviluppato.

L’app anti-covid in Germania

In Germania, dopo un lungo confronto sull’opportunità o meno di tracciar egli spostamenti delle persone tramite telefonino e sull’impatto che questa decisione può avere sulla privacy delle persone e sulle libertà individuali, sembra che si attenda a breve il via libera delle autorità pubbliche all’utilizzo di un’applicazione per smartphone molto simile a quella già sfruttata a Singapore (“TraceTogether”).

Tecnicamente, l’app che stanno sviluppando al Fraunhofer Institute for Telecoms – Heinrich Hertz Institute, con il parere favorevole del Robert Koch Institute (che sta coordinando a risposta nazionale tedesca all’epidemia), funziona in maniera molto simile a quella sperimentata a Singapore: l’obiettivo è individuare chi viene a contatto con persone contagiate e questo è possibile tramite il monitoraggio degli scambi bluetooth tra apparecchi che avvengono all’interno di una distanza media di 2 metri.

Sul dispositivo, per un periodo di tempo rigidamente determinato, sono memorizzate tutte le informazioni relative alla geolocalizzazione dell’utente, quindi posizioni nel tempo e tragitti percorsi. In caso di necessità, le autorità possono accedere a questi dati per capire, in caso di contagio, in che modo questo sia avvenuto e dove.

Informazioni estremamente utili per comprendere in che modo e a quale velocità cresce una pandemia sul territorio nazionale, soprattutto nelle città, dove la densità abitativa è altissima, e come fermarla.

In Germani gli esperti sono convinti che si è solo all’inizio dell’epidemia e che è fondamentale mettere sul tavolo tutti gli strumenti possibili per contenerla. Dello stesso avviso il ministro della Salute, Jens Spahn, che è intenzionato a fare di tutto per appiattire il prima possibile la curva dei contagi.

Positivo anche il parere del Commissario tedesco per la protezione dei dati personali, Ulrich Kelber, che vede nel tracciamento degli spostamenti dei cittadini, nel pieno rispetto delle leggi sulla privacy e nel completo anonimato, un formidabile strumento di contrasto all’epidemia.

Le app italiane

Nel nostro Paese, sono state annunciate diverse soluzioni tecnologiche molto simili a quelle asiatiche e in discussone in Germania e altri Paesi europei, tutte pensate e sviluppate nel pieno rispetto della privacy e con il solo obiettivo di prevedere rapidità ed intensità dell’epidemia e di troncare il trend dei contagi.  

C’è la soluzione “Pj19” sviluppata da Vetrya con la collaborazione del CNIT, (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni) e l’App Stop Covid della FUB (Fondazione Ugo Bordoni) presentata in risposta alla call del MID e del Ministero della Salute per il tracciamento del virus.

Sempre a seguito della call nazionale, è stata inoltre presentata #BackOnTrack, la app per smartphone presentata dal raggruppamento di imprese che comprende il cloud service provider tutto italiano Netalia e il system integrator Italtel.

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