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Cose da non credere: pro e contro dell’innovazione all’evento dei consumatori

Massimiliano Dona

Un’analisi ricca e puntuale – grazie alla partecipazione di ospiti illustri del mondo delle istituzioni, delle imprese e della comunicazioni – dei pro e contro dell’innovazione tecnologica nel rapporto con i consumatori. Un dibattito a 360°, che ha messo in luce vantaggi e svantaggi dell’innovazione nella relazione fra aziende e consumatori, passando sotto la lente quattro aree ben definite: web, energia, salute e benessere e food. Questo in estrema sintesi il senso di “Cose da non credere”, l’evento annuale dedicato alla consapevolezza dei consumatori, organizzato ieri a Roma dall’Unione Nazionale Consumatori, nello splendido scenario di Villa Miani.

 

“‘Credere’ significa ‘cor-dare’, secondo una suggestiva etimologia medievale, grazie quindi a tutti coloro che hanno partecipato al nostro evento, ‘dandoci il cuore’ e contribuendo così al successo di ‘Cose da non credere’”. Con queste parole, Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, ha salutato ieri sera gli ospiti di “Cose da non credere”.

“Siamo giunti alla terza edizione – dice Dona (segui @massidona su Twitter) di quello che è ormai diventato un appuntamento fisso per istituzioni, manager del web, capitani dell’industria alimentare, autorevoli rappresentanti delle aziende dell’energia e attori della filiera produttiva della salute e del benessere che si riuniscono, in una splendida location nel cuore di Roma, per discutere dei luoghi comuni, i pregiudizi, gli equivoci, gli inganni, insomma le ‘cose da non credere’ del mercato! Quest’anno, poi abbiamo cercato di mettere i consumatori ancora più al centro della discussione grazie ai risultati delle ricerche diffuse nelle ultime settimane sui nostri canali (e che renderemo pubblici nei prossimi giorni), che sono stati il punto di partenza dei tavoli di lavoro e aggiungendo una sorta di giuria popolare composta dagli studenti del corso di ‘Gestione ed etica delle imprese’ dell’Università degli studi Roma Tre, che hanno movimentato le discussioni con le loro domande e curiosità”.

 

“Il macro-tema che ha accompagnato il nostro pomeriggio di lavori è l’innovazione -prosegue Massimiliano Dona – abbiamo, infatti, chiesto ai nostri ospiti come il ‘nuovo’ influenza il rapporto imprese-consumatori; il tema è stato molto apprezzato dai partecipanti dei tavoli, come ci hanno raccontato all’inizio della sessione plenaria delle 19 i quattro moderatori (Raffaele Barberio per il web, Alessandro Ortis per l’energia, Federico Mereta per salute e benessere e novità di quest’anno, Andrea Ghiselli per il Food), ma è stato protagonista anche delle interviste successive con Andrea Camanzi, Presidente della neo-nata e quindi nuovissima, Autorità dei Trasporti; con il professor Alfonso Celotto, che nei panni del protagonista del suo libro “Il dottor Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale” (edito da Mondadori), ha risposto in maniera ironica alle mie domande sull’apparato burocratico del nostro Paese; nel face to face tra Luigi Scordamaglia (Presidente di Federalimentare) e Roberto Moncalvo (Presidente di Coldiretti) su ‘Food, Expò e cose da non credere’”.

“La nostra serata – aggiunge Massimiliano Dona – si è conclusa con un estratto dello spettacolo ‘Tutto quello che sto per dirvi è falso’, messo in scena dall’attrice sociale Tiziana Di Masi, che utilizza il teatro come strumento di contrasto all’illegalità; ci è sembrato il modo migliore per salutare i nostri ospiti e dare l’appuntamento al prossimo anno. D’altra parte la contraffazione è sicuramente una ‘cosa da non credere’ che mette a repentaglio l’immagine del nostro Paese e dei nostri prodotti”.

A breve sul sito www.cosedanoncredere.it sarà disponibile il materiale fotografico, i video e gli approfondimenti della serata.

Trasporti in città: ecco il sondaggio

Intanto, ieri è stata l’occasione per presentare i risultati del sondaggio lanciato a inizio marzo dall’UNC e consegnato simbolicamente da Massimilano Dona ad  Andrea Camanzi, Presidente dell’Autorità di Regolazione dei trasporti.

Il profilo emerso dal sondaggio? “Possiedono almeno un’automobile, preferiscono spostarsi in città con il proprio mezzo, nella scelta di un trasporto urbano considerano prioritarie comodità e sicurezza – dice Dona – E ancora, usano i mezzi pubblici di giorno ma poco di sera e pensano che il taxi sia un servizio troppo costoso rispetto alla qualità. A proposito poi delle nuove piattaforme di sharing temono che salire in macchina con uno sconosciuto possa essere pericoloso, ma al contempo credono che condividere l’auto consenta di ridurre inquinamento e traffico nelle città e che le nuove piattaforme di sharing assicurino facilità nei pagamenti e convenienza economica”.

Il sondaggio completo

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