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Copyright, il 21 settembre le linee guida Ue. Più di mille artisti si mobilitano

Una miglior tutela del diritto d’autore online. È quello che chiedono più di un migliaio di artisti – cantanti, registi, designer… –  in una lettera aperta resa nota oggi dalla società europea degli autori e compositori (Gesac).

Nella missiva, indirizzata al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, i firmatari – tra i quali Pedro Almodovar, Charles Aznavour, Andrea Bocelli, Daniel Buren, Ennio Morricone o Albert Uderzo – chiedono la remunerazione ‘equa e concordata’ per lo sfruttamento del loro lavoro da parte dei giganti di internet come YouTube.

Si allunga quindi l’elenco degli artisti che stanno scendendo in campo preoccuparti per le sorti dell’industria creativa in vista del prossimo appuntamento del 21 settembre quando la Commissione Ue ha fatto sapere che annuncerà le linee guida della riforma del diritto d’autore e dei diritti connessi.

A fine giugno è stata l’industria discografica italiana e internazionale a far sentire la propria voce: oltre un migliaio di artisti di calibro internazionale come gli Abba, i Coldplay, Lady Gaga e italiani come Zucchero, J Ax, Fedez, Daniele Silverstri, Gianna Nannini, NeK, Federico Zampaglione dei Tiromancino, Francesco De Gregori, Giovanni Allevi, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Elisa

Nel documento scrivono: “…Siamo di fronte ad un momento decisivo per la musica. Il consumo sta esplodendo, i fan ascoltano musica come mai prima d’ora… Tuttavia il futuro è messo in pericolo da un significativo “value gap” provocata da servizi basati sul caricamento del contenuto da parte degli utenti, tipo YouTube di Google, che di fatto sottraggono valore alla comunità musicale, agli autori e agli artisti”.

Pronta la replica di YouTube.

Un portavoce della piattaforma di video-sharing che fa capo a Google, ha dichiarato: “I servizi digitali non sono il nemico. YouTube collabora con l’industria musicale per generare ancora più ricavi per gli artisti, in aggiunta ai 3 miliardi di dollari che abbiamo già pagato sino ad oggi. La stragrande maggioranza delle etichette e degli editori ha accordi di licenza in essere con YouTube e nel 95% dei casi sceglie di lasciare i video caricati dai fan sulla piattaforma e di trarre guadagni da questi video. Il nostro sistema di gestione dei diritti, Content ID, va ben oltre ciò che la legge richiede per aiutare i detentori dei diritti d’autore a gestire i propri contenuti su YouTube: i video caricati dai fan generano ad oggi il 50% delle loro revenue su YouTube. Infine siamo convinti che, offrendo maggiore trasparenza nelle remunerazioni agli artisti, possiamo affrontare molte di queste preoccupazioni.”

Adesso però il discorso si è allargato per andare ad abbracciare tutti i ‘creativi’ che fanno girare l’economia del settore e non solo.

Questa presa di posizione arriva insieme a quella di 85 eurodeputati che hanno lanciato un Appello alla Commissione Ue, osservando che se i ricavi dell’industria discografica non crescono è anche per la mancanza di chiarezza delle disposizioni sul copyright e l’eCommerce per quanto riguarda lo stato dei servizi online.

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