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Copenhagen hub mondiale per l’economia urbana a basse emissioni di CO2

Tutto il Nord Europa si sta rapidamente orientando verso una piena sostenibilità ambientale delle diverse attività dell’uomo, dai trasporti all’industria, passando per l’edilizia e la quotidianità urbana. Oggi il network globale C40 ha annunciato che Copenhagen sarà una specie di green hub per tutte le metropoli del mondo tramite cui sviluppare collaborazione tra amministrazioni pubbliche, condividere pratiche ed esperienze, stabilire nuovi obiettivi comuni.

Un ufficio permanente del C40 per rilanciare best practice in chiave green, nuove linee guida e soluzioni tecnologiche avanzate in grado di facilitare la transizione alla low carbon economy (economia a basse emissioni di CO2) in ogni città del pianeta, soprattutto le più grandi.

E’ stata scelta Copenhagen perché considerata da tutti un modello di green city da emulare, un’eccellenza nel campo della crescita sostenibile a cui tutti noi guardiamo”, ha dichiarato in una nota Simon Hansen, responsabile della nuova struttura C40 nella Capitale danese.

C40 è un network operativo costituito da 86 città, tra le più influenti al mondo, dal 2005 impegnato a contrastare il cambiamento climatico e le sue conseguenze su scala globale.

Sempre in tema di economia decarbonizzata, il gigante dell’energia danese, Dong, ha invece annunciato la scorsa settimana l’avvio dell’iter per la chiusura dell’ultima centrale a carbone del Paese. “Il futuro è tutto delle fonti energetiche rinnovabili – ha precisato il Ceo Henrik Poulsenon ha senso mantenere queste strutture antiquate, per questo abbiamo iniziato la transizione verso le biomasse”.

Un’economia verde, a basse emissioni di anidride carbonica, che metta fine a quella dei combustibili fossili, come stabilito proprio nell’agenda energetica nazionale che vede per il 2050 la possibilità di raggiungere l’obiettivo di un Paese al 100% green e libero da emissioni inquinanti generate da automobili, industrie e città.

Il carbone, in tutto il mondo, è utilizzato ancora per generare il 40% dell’energia elettrica disponibile. La transizione ad una vera green economy è un processo lento e progressivo, che se da un lato necessità di massimo impegno politico e ingenti risorse finanziarie, dall’altro garantisce di abbattere i costi sanitari, i costi per bonificare le aree inquinate, i costi energetici in bolletta al consumatore.

Nello specifico, la Dong ha dichiarato di aver ridotto l’uso del carbone di oltre il 70% dal 2006 ad oggi.

Pe raggiungere questo obiettivo la Danimarca ha annunciato da tempo un ambizioso piano che punta alle fonti rinnovabili, ad un modello di consumo più virtuoso e all’impiego delle smart grid (reti di distribuzione automatizzata delle risorse energetiche alimentate da fonti pulite in grado di ottimizzare al massimo la domanda e l’offerta durante le 24 ore).

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