Quale sarà l’atteggiamento dell’Antitrust Ue di fronte alla maxi offerta da 20,3 miliardi di euro da parte di Orange, Bouygues e iliad (Free) per rilevare e spartirsi SFR?
La risposta a questa domanda segnerà la strada sul futuro delle Tlc in Europa.
Cosa farà Teresa Ribera?
L’atteggiamento che il commissario titolare della Concorrenza Teresa Ribera adotterà nei confronti di questa operazione in Francia segnerà la strada del futuro corso dei merger e delle acquisizioni nella industry Tlc.
Ci vorrà tempo prima che le autorità antitrust di Parigi prima e di Bruxelles poi si esprimano sulla proposta di acquisizione, che di fatto – se andrà in porto – ridisegnerà radicalmente il mercato transalpino del mobile con il passaggio da 4 a 3 operatori, su cui la Commissione Ue non è mai stata convinta, almeno finora, per timore che ciò si possa ripercuotere sui consumatori.
Tanto più che a Bruxelles è in corso la revisione delle linee guida antitrust in materia di merger.
C’è da dire che sia Mario Draghi sia Enrico Letta nei loro report hanno spinto per un consolidamento nel mercato delle Tlc.
Secondo Politico, che cita Connect Europe, il consolidamento è una necessità strategica e soltanto attraverso delle fusioni i nostri operatori europei potranno raggiungere la scala necessaria per competere a livello globale.
Tlc, per Ribera problema di frammentazione
Ma gli operatori devono fare i conti con l’opposizione mostrata finora dalle autorità antitrust. La commissaria europea alla concorrenza, Teresa Ribera, ha detto a Politico ad aprile che la ristrutturazione di settori come quello delle telecomunicazioni è ostacolata dalla frammentazione dei mercati nazionali, e non dalle norme europee in materia di fusioni.
Benoît Cœuré, a capo dell’autorità francese garante della concorrenza, sembra essere dello stesso avviso. Parlando mentre l’accordo con SFR era ancora in fase di negoziazione, ha avvertito: “Se si tratta di una fusione quattro a tre nel settore dei servizi di telecomunicazione mobile, allora solleverà ovviamente preoccupazioni in materia di concorrenza, perché è nostro compito tutelare i consumatori”.
Il nodo dei consumatori
Anche i consumatori sono diffidenti. “L’annunciata vendita di SFR a Bouygues, Orange e Free è una cattiva notizia per i consumatori francesi”, ha detto Alexandre Biard dell’associazione europea dei consumatori BEUC.
Biard ha ricordato come l’arrivo di Free Mobile di Iliad nel 2012 avesse costretto gli operatori a ridurre i prezzi in Francia del 30% e ad accelerare l’aggiornamento alla rete 4G. “Tornare a tre operatori annullerebbe quasi certamente questi benefici”, ha detto.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha a lungo sostenuto un approccio più permissivo in materia di fusioni, dopo gli scontri con Bruxelles in seguito al fallimento dell’accordo Alstom-Siemens.
Questa volta, finora, Parigi sta adottando un approccio cauto
Il ministro dell’Economia e delle Finanze Roland Lescure ha descritto lo smembramento di SFR come “un accordo che plasmerà l’intero settore delle telecomunicazioni francese ed europeo” e ha promesso di monitorarne l’impatto su prezzi e occupazione.
Resta poi l’incognita delle conseguenze sui consumatori.
Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

