Il Governo e FS stanno facendo tutto quello che è necessario per garantire connessioni veloci e stabili sulla linea ferroviaria attraverso il potenziamento delle connessioni 5G? Oppure l’obiettivo è spianare la strada e prendere il treno di Elon Musk e rivolgersi al satellitare, come sta facendo Italo? E’ questo in sintesi il succo dell’interrogazione primo firmatario il deputato Pd Andrea Casu, VP, IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni), Camera dei Deputati, insieme ai colleghi del gruppo Barbagallo, Pandolfo, Bakkali, Ghio e Morassut.
Che fine ha fatto quella sperimentazione 5G di FS?
Il casus belli è la sperimentazione 5G che il gruppo Ferrovie dello Stato italiane ha avviato il 23 marzo scorso per testare una propria rete 5G lungo circa sessanta chilometri della linea Av/Ac Torino Milano, nella tratta compresa tra Torino e Greggio, definendola la prima fase di un progetto di connettività proprietaria sviluppato per sostenere l’innovazione tecnologica del sistema ferroviario e migliorare i servizi offerti ai passeggeri.
“Secondo informazioni acquisite dall’interrogante, le esperienze di sperimentazione condotte avrebbero fornito indicazioni positive sotto il profilo ingegneristico e della sostenibilità economico finanziaria dell’investimento – si legge nell’interrogazione – nonostante ciò, non risulta che il progetto abbia avuto finora il necessario sviluppo, né che siano stati comunicati tempi certi per la sua prosecuzione e per la progressiva estensione della copertura alle principali direttrici ferroviarie nazionali”
Nel frattempo (nelle more del 5G) Italo si affida a Starlink
Ma nel frattempo “come riportato il 10 settembre 2026 da Il Sole 24 Ore, Italo sta nel frattempo installando sulla propria flotta un sistema di connettività ibrido, realizzato da Nomad Digital, in grado di selezionare automaticamente la migliore connessione disponibile tra rete mobile 5G e rete satellitare Starlink di SpaceX; il ritardo nella realizzazione di un’adeguata infrastruttura terrestre lungo la rete ferroviaria nazionale sta quindi favorendo l’ampliamento dello spazio di mercato delle soluzioni satellitari proprietarie extra Ue e conseguentemente determinando una crescente dipendenza tecnologica del nostro Paese in un settore cruciale”.
Italo scelta obbligata?
Per inciso, a quanto risulta a Key4biz, la decisione di Italo di andare sul satellite è stata forzata. Non c’erano alternative, anche perché RFI e FS non starebbero dando disponibilità dei terreni lungo la linea ferroviaria per procedere con la densificazione dlle infrastrutture 5G.
C’è da dire inoltre che la tecnologia satellitare non è adatta a soddisfare l’esigenza di connessione di chi viaggia in aree densamente abitate e pertanto FSI è in un ritardo industriale e commerciale difficile da capire.
Le domande al ministro Salvini
In conclusione, sono tre le domande a risposta scritta dell’interrogazione: “quali sono stati i risultati tecnici ed economico-finanziari della sperimentazione avviata sulla linea Torino-Milano; se il relativo progetto sia stato sospeso o posto in attesa e, in caso affermativo, per quali ragioni; quali investimenti, risorse e tempi siano previsti per estendere una connettività stabile e veloce alle principali direttrici ferroviarie; se il Governo, il gruppo Ferrovie dello Stato italiane o Rfi abbiano ricevuto manifestazioni di interesse o proposte da parte di operatori del settore per condividere i costi della densificazione dell’infrastruttura lungo i tracciati ferroviari e quale seguito sia stato eventualmente dato; quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda assumere per garantire migliori servizi ai passeggeri e tutelare l’autonomia tecnologica, la concorrenza e l’interesse strategico nazionale”.
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