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Connettere l’Italia, le strategie del Governo per lo sviluppo urbano e la mobilità sostenibile

Utilità, semplicità, partecipazione, sostenibilità, cura, integrazione, sicurezza, ferro, sud, Europa, sono le dieci parole chiave su cui il nuovo Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) baserà la propria strategia per affrontare e vincere le sfide che la globalizzazione, i mercati, i nuovi processi di urbanizzazione e i cambiamenti climatici ci hanno posto.

Con il Def 2017 è stato anche approvato l’Allegato “Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti infrastrutturali”, che individua i fabbisogni infrastrutturali al 2030, proposto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.

Connettere l’Italia rappresenta il quadro strategico e programmatico del MIT, che si avvale del supporto della Struttura Tecnica di Missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza.

Le dieci parole chiave sopra elencate sono inoltre alla base delle strategie messe in atto per affrontare le nuove sfide e raggiungere i quattro obiettivi prefissati: accessibilità ai territori, all’Europa e al mediterraneo; mobilità sostenibile e sicura; qualità della vita e competitività delle aree urbane e metropolitane; sostegno alle politiche industriali di filiera.

Queste le quattro strategie su cui punta il Ministero delle Infrastrutture:

Per quanto riguarda le smart cities italiane o questo nuovo approccio al tema (di cui ormai non si parla più in questo Paese), la strategia di “Sviluppo urbano sostenibile”, a livello di programmazione, promuove l’approccio dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile e diverse azioni specifiche dedicate alle politiche abitative, che vanno dalla “cura del ferro” in area urbana all’accessibilità alle aree urbane e metropolitane, dalla qualità ed efficienza del trasporto pubblico locale (TPL) alla sostenibilità del trasporto urbano, fino alle tanto attese tecnologie per città intelligenti.

Riguardo la smart mobility, infine, la strategia si orienta verso il riequilibrio a favore di modalità di trasporto sostenibili e verso la riduzione delle quote di mobilità su gomma, attraverso l’incentivazione di misure ad hoc mirate all’incremento dell’offerta e della qualità dei servizi.

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