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Connected cars, in che modo 5G e IoT cambieranno la industry dell’auto

Le auto a guida autonoma, insieme ad altri veicoli come i tir ad esempio, sono ancora di là da venire. Ci vorranno anni prima che siano diffusi su ampia scala, ma detto questo le auto connesse invece sono già realtà. Le auto più moderne si stanno rapidamente equipaggiando di sensori di ogni tipo e di dispositivi IoT, con una crescente presenza computazionale a bordo e sistemi di comunicazione wireless destinati a tre scopi principali:

Tutti questi sistemi utilizzano la tecnologia cellulare, ed in modo crescente il 5G.

Per quanto le reti 5G siano ancora in fase di realizzazione, la loro presenza sta gradualmente crescendo. A fine 2019 secondo dati della GSA (Global mobile Suppliers Association) erano 61 operatori ad aver lanciato le prime reti 5G in 34 paesi. Di questi, 49 operatori avevano già lanciato dei servizi 5G mobili, mentre 34 avevano lanciato il FWA (Fixed Wireless Access) o servizi broadband domestici. Inoltre, la GSA ha reso noto che 77 operatori avevano sviluppato tecnologie compatibili con 3GPP nelle loro reti e 348 operatori in 119 paesi stavano investendo in 5G.

La Release 16 dello standard 3GPP, prevista per metà 2020, sarà un passo importante perché chiuderà la seconda fase delle specifiche del 5G, fornendo non solo servizi mobili avanzati e il FWA, ma anche bassissima latenza ultra affidabile (elemento importante per l’automotive) e la comunicazione massiva. La release 16 riguarda anche la comunicazione V2X (C-V2X) che riguarda la guida delle flotte, sensori estesi e la guda da remoto.

5G e IoT

Secondo stime di Gartner dell’ottobre 2019, entro il 2023 l’industria automobilistica sarà la maggior opportunità di mercato per le soluzioni 5G IoT, pari al 53% dell’intero mercato dei terminali 5G IoT.

Secondo Gartner, i terminali 5G IoT cresceranno di 14 volte nei prossimi tre anni, passando da 3,5 milioni nel 2020 a 48,6 milioni nel 2023. Nel 2020, il mercato sarà dominato dalle telecamere di sorveglianza esterna (2,5 milioni di unità, con una quota di mercato del 70%) ma nel 2023 saranno superate dalle soluzioni per il settore auto.

Le auto connesse in 5G passeranno dal 15% nel 2020 al 74% nel 2023, per arrivare al 94% nel 2028. Per allora, il C-2V2X consentirà di scambiare messaggi all’interno del veicolo, con altri veicoli e con la rete, con i pedoni, i ciclisti e altri elementi del circondario. Le auto connesse contribuiranno a mantenere il traffico più scorrevole e a migliorare la sicurezza stradale.  

Sicurezza stradale e copertura mobile delle strade

Per ridurre la piaga degli incidenti stradali e delle vittime della strada, il primo passo sarà quello di garantire la copertura completa delle strade per consentire la comunicazione wireless ubiqua C-V2X del veicolo con l’esterno. E per raggiungere questo obiettivo c’è ancora molto da fare.

Il C-V2X ha due modalità di funzionamento: la comunicazione diretta sull’interfaccia P5C sulle frequenze libere in banda 5.9 Ghz, per utilizzi che necessitano bassa latenza come le applicazioni V2V (vehicle-to-vehicle) V2I (vehicle-to-infrastructure) e V2P (vehicle-to-pedestrian); le applicazioni con latenza più tollerante come la comunicazione V2N (vehicle-to-network) sull’interfaccia Uu su reti cellulari licenziate, per utilizzi quali l’infotainment e gli aggiornamenti delle condizioni del traffico in viaggio.

Una funzionalità completa dell’ecosistema C-V2X non solo richiede uno sviluppo completo della copertura lungo le strade, ma anche le unità di comunicazione diretta a bordo, ma anche connettività cellulare sulle strade per la comunicazione V2N.

Ad oggi sul mercato ci sono già piattaforme dedicate al mondo del Cloud e dell’Automotive sviluppate da Microsoft e Ericsson. C’è interesse da parte di Amazon.  

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