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Con la CIE anche la firma elettronica avanzata. Ma non è accettata da tutte le PA, perché? L’appello al Governo

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Con la Carta d’identità elettronica è possibile sia accedere ai servizi online delle Pubbliche amministrazioni e dei privati che lo consentono (come si fa con SPID, con la stessa semplicità e più sicurezza) sia apporre la firma elettronica avanzata su alcuni documenti. Ecco il videotutorial con l'appello finale al Governo: "Ma perché non tutte le Pubbliche amministrazioni accettano la firma con CIE, nonostante sia regolamenta dalla normativa italiana?

Da pochi giorni ho la carta d’identità elettronica (CIE). La cosiddetta CIE 3.0.  Non vedevo l’ora. 

Perché nei prossimi anni sarà utile per l’IT Wallet, il portafoglio digitale in cui avere dalla patente di guida alla tessera sanitaria fino all’abbonamento dei mezzi pubblici e anche perché volevo “testarla” online, per vedere come “compete” con SPID per accedere ai servizi online delle Pubbliche amministrazioni e dei privati, che lo consentono. E funziona come SPID, con la stessa semplicità e più sicurezza. E su questa nuova funzione della CIE come SPID abbiamo già realizzato un videotutorial

Oggi voglio mostrarvi come si fa ad usare la Carta d’identità elettronica anche come dispositivo di firma elettronica avanzata, perché la normativa italiana lo consente, per firmare documenti, ma attenzione solo documenti in PDF o .P7M (un file che predispone una firma digitale). Non va bene, per esempio, per le sottoscrizioni di transazioni immobiliari.

Allora come si fa?

Sul sito della carta d’identità elettronica, si legge, che sono attualmente disponibili due modalità di firma: noi abbiamo provato quella da mobile perché più facile.

•          Occorre avere uno smartphone dotato di interfaccia NFC e scaricare l’app “CieSign” (disponibile su Google Play e App Store).

Dopo averla scaricata, è necessario associare l’app con la propria CIE, l’applicazione ti consente di scrivere la propria firma grafica e memorizzarla. Da questo momento in poi è possibile apporla sui documenti, apribili direttamente dall’app. Una volta terminata l’operazione, il file può essere inviato con i diversi metodi di condivisione, dall’email a WhatsApp. 

L’app stessa consente anche di verificare la firma.

Provateci anche voi.

Cosa abbiamo scoperto

Sul sito della carta d’identità elettronica, gestito dal ministero dell’Interno, abbiamo letto questa frase: “La firma con CIE è regolamentata dalla normativa italiana, ma non tutte le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a riconoscerla”.

Ma come. È regolamentata ma non tutte le PA sono tenute a riconoscerla?

Abbiamo inviato questa segnalazione. Ci hanno risposto: “verifichiamo” e il giorno dopo ci è stato comunicato: “aggiornato”.

Andiamo a vedere allora cosa è scritto adesso sul sito della CIE: “La firma con CIE è regolamentata dalla normativa italiana e riconosciuta dalle Pubbliche Amministrazioni che ne consentono l’uso”.

La frase è stata cambiata (anche se solo su una delle sue pagine del sito dedicate allo stesso tema). 

Ma ancora vediamo che non tutte le PA ne consentono l’uso.

Ora voglio rivolgere un appello al Governo.

La firma con la CIE è regolamentata dalla normativa italiana (art. 61 del DPCM del 22 febbraio 2013), ma perché le PA fanno a “capoccia” loro, ossia in modo arbitrario? Chiedono fotocopie di documenti, carta su carta.

Sarebbe possibile far accettare la firma con CIE da tutte le Pubbliche amministrazioni italiane?

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