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Cloud, la Germania all’opera per la piattaforma nazionale: ‘Abbiamo diritto alla sovranità tecnologica’

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Il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier è a lavoro per creare un servizio cloud nazionale per consentire alle aziende europee di archiviare i dati in server presenti sul territorio tedesco, senza più essere costrette ad affidarli alle multinazionali del settore, sia statunitensi sia asiatiche, come Amazon, Microsoft, Google e Alibaba.

“La Germania ha diritto alla sovranità tecnologica“, ha detto Altmaier durante una visita nella Silicon Valley, dove ha incontrato anche Tim Cook, ceo di Apple. “I data center dei cloud non dovrebbero essere installati solo negli Stati Uniti o in Cina, ma anche in Germania, in modo che le aziende europee, che desiderano un’archiviazione sicura e affidabile dei dati, abbiano questa opzione”.

Il ministro tedesco ha riferito di essere alla ricerca di partner per dar vita all’infrastruttura cloud nazionale ed è in trattativa con SAP SE, Deutsche Telekom e altre società. Si aspetta una decisione, ha aggiunto Altmaier, da parte delle aziende nei prossimi mesi.

Alessandro Morelli (pres. Comm Tlc): ‘A lavoro per un cloud nazionale dei dati della PA’

La strategia del Governo tedesco è in un certo senso in sintonia con quanto annunciato, il mese scorso, da Alessandro Morelli (Lega) presidente Commissione Tlc, che ha auspicato la nascita di un cloud nazionale per tutta la Pa: “Stiamo lavorando alla creazione di un cloud nazionale, così gli enti pubblici non saranno più costretti a rivolgersi solo alle società private per lo stoccaggio dei loro dati, ma lo Stato avrà la possibilità di fare da cassaforte di dati”.

Perché l’esigenza da parte di uno Stato europeo di fare da cassaforte ai dati della Pa e di tutte le infrastrutture critiche?

Perché, per esempio, secondo il Cloud Act voluto lo scorso anno dall’amministrazione Trump e approvato il 23 marzo 2018 dal Congresso Usa, tutti i provider di cloud degli Stati Uniti possono essere obbligati a fornire alle autorità Usa i dati memorizzati sui loro server, indipendentemente da dove tali dati siano fisicamente archiviati (Usa o Europa).

Un concetto del tutto simile è stato sancito anche dalla legge cinese del 2017, in cui le informazioni dei cittadini devono essere archiviate nel Paese e accessibili su richiesta alle autorità.

E i tedeschi non solo i soli. Analogo allarme è esploso già in Francia: “Le imprese europee che rinunciano al controllo dei loro dati generano un rischio sistemico per la competitività e la sovranità di un’economia”, ha dichiaratoAgnes Pannier-Runacher, viceministro dell’Economia francese, in un’intervista rilasciata a Bloomberg il mese scorso.

La risposta è un’infrastruttura cloud nazionale gestita da player pubblici di dimostrata eccellenza digitale.

Dunque anche l’Italia dovrà porsi il problema, attraverso l’uso del cloud per la Pa ed esercitando il diritto alla sovranità digitale sui propri dati.

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