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Class action europea contro Facebook finisce a tarallucci e vino

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Tre anni fa un gruppo di consumatori europei aveva avviato una causa transnazionale, una class action contro Facebook, accusando il social media di raccogliere illegalmente i dati di milioni di utenti.

All’epoca, più di 300mila utenti di Facebook arrabbiati avevano aderito all’iniziativa collettiva, che prometteva un risarcimento danni di 200 dollari a testa se l’azienda fosse stata giudicata colpevole di qualche illecito.  

Ma venerdì scorso il dietrofront: tutte quelle accuse si sono all’improvviso trasformate in una alleanza degli utenti con Facebook.

Dietrofront di Euroconsumers

Protagonista di questa vicenda è Euroconsumers, (cui aderisce Altroconsumo) ombrello dietro le cause spagnole, italiane, belghe e portoghesi, che ha annunciato di aver stretto una partnership con l’azienda focalizzata sulla “sicurezza e privacy” degli utenti di Facebook (qui la notizia di Altroconsumo).

La mossa arriva dopo che Politico aveva riferito che Euroconsumers aveva risolto la sua causa con Facebook alla fine di aprile, sottolineando il fatto che le azioni legali collettive raramente arrivano alla fine in Europa, diversamente da quanto avviene invece in casi analoghi negli Usa.

Mega richiesta risarcimento ritirata

All’inizio, Euroconsumers aveva detto che tutte le persone lese nella privacy dei loro dati avrebbero ricevuto un risarcimento di 200 dollari.

Alla fine invece non ci sarà alcuna decisione in tribunale, nessuna ammissione di colpa da parte di Facebook e nessun pagamento diretto da parte dell’azienda ai consumatori.

Al contrario, i gruppi di consumatori e Facebook hanno fatto sapere che stanno formando un comitato congiunto incentrato su tre priorità: sostenibilità, potenziamento digitale e lotta alle truffe. Il tema della privacy — che era l’esplicito focus della querela — è l’“ombrello” sotto il quale cadono le tre priorità.

Ai consumatori è stato promesso un vago premio di consolazione, un non meglio precisato “pacchetto per aiutare i consumatori a stare sicuri online”. Niente soldi comunque.

La collaborazione durerà tre anni.

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