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Città avvelenate, ultimo avvertimento Ue all’Italia

L’aria di Roma, Torino, Milano, Berlino, Londra, Madrid e Parigi è sempre più irrespirabile e di qualità scadente. È soprattutto il biossido di azoto (No2) a registrare livelli allarmanti e sul banco degli imputati ci sono le nostre automobili (il 40% delle emissioni di biossido sono dovute al traffico cittadino). I cambiamenti climatici fanno il resto: con umidità crescente e stagnante, lunghi periodi di siccità e alta pressione (quando invece dovrebbe piovere e tirare vento).

Ma non possiamo dare la colpa alle correnti atmosferiche e alle condizioni metereologiche quando la responsabilità è tutta nostra, anzi, secondo quanto sottolineato a Bruxelles, “al fine di ridurre l’inquinamento nei grandi centri urbani è necessario risolvere le criticità esistenti al più presto“.

Nel 2015 Bruxelles ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia proprio per il mancato rispetto dei limi di smog nelle “zone di qualità dell’aria” stabilite dalla direttiva 2008/50 e la mancata applicazione di misure appropriate per risolvere il problema.

Proprio oggi la Commissione europea ha inviato un ultimo avvertimento a Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito, perché non hanno affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell’aria per il biossido di azoto.

Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70.000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno. Sempre a causa dei veleni che si respirano in città, più di 400.000 persone continuano a morire ogni anno in tutta l’Unione.

L’ammonizione odierna, che l’Ue ha indirizzato ai cinque grandi Paesi Ue, è relativa alle persistenti violazioni dei valori limite per l’No2, ad esempio in Germania la qualità dell’aria è pessima in 28 zone, tra cui Berlino, Amburgo, Monaco, Amburgo e Colonia; in Francia in 19 zone, fra cui Parigi, Marsiglia e Lione; nel Regno Unito in 16 zone, tra cui Londra, Birmingham, Leeds e Glasgow; in Italia 12 zone, tra cui Roma, Milano e Torino; in Spagna infine 3 zone, tra cui Madrid e Barcellona.

La Commissione suggerisce alcune misure, come già lo scorso anno, tra cui la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio (low carbon economy), la riduzione globale dei volumi di traffico, la scelta di combustibili a basso impatto ambientale, il passaggio ad autovetture elettriche e la promozione della mobilità sostenibile ed alternativa.

Nell’immediato, per ottenere un miglioramento della qualità dell’aria il più rapido possibile, si può lavorare sulla riduzione delle emissioni dei veicoli diesel. Questi infatti sono responsabili dell’80% delle emissioni di No2.

In 23 dei 28 Stati membri le norme sulla qualità dell’aria non sono ancora rispettate. In totale, più di 130 città in tutta Europa soffrono di inquinamento cronico. Ad oggi, l’azione legale imperniata sul No2 riguarda 12 Stati membri, con casi d’infrazione in corso nei confronti di Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito.

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