Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui..
ChatGPT è ufficialmente un motore di ricerca, almeno per la Commissione Europea. Il 31 agosto la Commissione ha classificato il chatbot di OpenAI come Very Large Online Search Engine (VLOSE) ai sensi del Digital Services Act, ed è la prima volta che un sistema di intelligenza artificiale generativa riceve questa qualifica. La soglia che fa scattare l’obbligo è fissata a 45 milioni di utenti mensili medi nell’Unione Europea: ChatGPT l’ha superata con ampio margine, dichiarando circa 159,1 milioni di utenti mensili medi per la sola funzione di ricerca web. Più di tre volte il limite previsto, insomma.
La Commissione ha applicato questo criterio perché ChatGPT cerca sul web e restituisce risultati raccolti online, a prescindere dalla natura generativa del prodotto. ChatGPT rientra così nella categoria di servizio “ibrido” prevista dal DSA, che unisce le funzioni di chatbot conversazionale e motore di ricerca in un’unica definizione giuridica. Il criterio riguarda, più che la categoria commerciale, la capacità tecnica, e la Commissione potrebbe applicare lo stesso trattamento ad altri assistenti capaci di navigare il web, da Gemini a Claude fino a Perplexity, quando raggiungeranno soglie di utenza comparabili.
Insieme a ChatGPT, la Commissione ha classificato anche Reddit e Roblox come Very Large Online Platform, portando a 28 il numero totale dei servizi soggetti al livello più severo di vigilanza previsto dal DSA. La supervisione su ChatGPT sarà condivisa tra la Commissione e il Coimisiún na Meán, l’autorità irlandese per i servizi digitali, dato che, come tanti altri giganti del tech, OpenAI ha stabilito a Dublino la propria sede europea.
Gli obblighi entro fine novembre
La designazione VLOSE comporta un pacchetto di obblighi molto più ampio delle regole DSA di base, e OpenAI ha tempo fino alla fine di novembre per adeguarsi. La società dovrà condurre valutazioni di rischio sistemico annuali su una serie di aree specifiche: contenuti illegali, tutela dei minori, salute mentale e fisica degli utenti, diritti fondamentali, processi elettorali, sicurezza pubblica e così via. A queste valutazioni si aggiungono audit indipendenti condotti da terze parti, la condivisione di dati con ricercatori vagliati dalla Commissione e un repository pubblico della pubblicità veicolata sulla piattaforma.
Il regolamento impone anche report di trasparenza semestrali, procedure di notice-and-action per la segnalazione di contenuti problematici e un meccanismo di risposta alle crisi, pensato per situazioni di emergenza collettiva in cui la diffusione di informazioni false o dannose può avere conseguenze immediate. I servizi classificati come VLOSE o VLOP finanziano parte della propria vigilanza attraverso una tassa annuale calcolata sul fatturato netto mondiale, con un tetto dello 0,05%.
Le sanzioni per mancata conformità arrivano fino al 6% del fatturato globale annuo, una cifra che per un’azienda delle dimensioni di OpenAI si tradurrebbe in centinaia di milioni di euro. Il precedente più recente riguarda X, multata per 120 milioni di euro dalla Commissione nel dicembre 2025 per violazioni del DSA: un caso che ora funge da riferimento per il livello di severità applicato ai grandi player.
Per OpenAI la posta in gioco supera il singolo adempimento normativo. L’azienda si prepara a una IPO attesa nei prossimi mesi, e le nuove regole toccano proprio gli aspetti più delicati per un’operazione di questo tipo, e cioè come vengono tracciate le risposte del sistema, quali dati possono vedere i ricercatori esterni, come vengono gestite le segnalazioni di contenuti problematici.
Il doppio binario normativo europeo
Va detto che la designazione VLOSE non arriva a colmare un vuoto normativo, ma al contrario si sovrappone a un quadro già piuttosto denso, visto che il 2 agosto è entrato in piena applicazione l’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale che classifica i sistemi per livello di rischio e impone obblighi specifici ai modelli generativi. ChatGPT si trova quindi a rispondere contemporaneamente a due impianti regolatori distinti: l’AI Act, che guarda alla natura tecnica del sistema e ai rischi legati al suo funzionamento, e il DSA, che guarda invece all’impatto del servizio sugli utenti finali una volta raggiunta una certa scala. Due prospettive diverse sullo stesso prodotto, con requisiti che in alcuni punti si sommano e in altri rischiano di sovrapporsi.
L’uso di ChatGPT passa, ovviamente, attraverso una connessione internet, e la crescita degli utenti europei della funzione di ricerca (159,1 milioni al mese, secondo i dati dichiarati da OpenAI) racconta anche l’espansione di un traffico dati che grava sempre di più sulle reti domestiche. Chi in questi mesi nota un rallentamento della propria connessione durante le ore di punta, magari proprio mentre usa strumenti come ChatGPT per lavoro o studio, può sempre verificare se il proprio piano è ancora quello più adatto: su SOSTariffe.it si possono confrontare le offerte di Internet e fibra disponibili sul mercato italiano, guardando a velocità, copertura e costi mensili.
Il nodo, per Bruxelles, resta la coerenza tra i due regolamenti. Un servizio che rientra nell’AI Act come sistema ad alto rischio in alcuni ambiti d’uso, e nel DSA come motore di ricerca di dimensioni sistemiche, deve rispondere a due autorità con criteri di valutazione non identici: l’AI Office europeo per l’AI Act, la Commissione insieme al Coimisiún na Meán per il DSA.
Reddit e Roblox, criteri diversi per un solo tetto normativo
La classificazione di Reddit e Roblox come Very Large Online Platform segue una logica distinta da quella applicata a ChatGPT. I due servizi rientrano nella categoria perché permettono agli utenti di condividere e interagire con contenuti di terze parti, la definizione classica di piattaforma secondo il DSA. ChatGPT, al contrario, riceve la qualifica di motore di ricerca proprio per l’assenza di questa dimensione sociale: nessuna community, nessun contenuto generato da altri utenti da moderare, ma un flusso di query e risposte basato sulla ricerca web. Le due categorie condividono lo stesso impianto di obblighi rafforzati su rischio, audit e trasparenza, pur descrivendo modalità completamente diverse con cui le persone incontrano informazioni online.
OpenAI ha dichiarato 57,2 milioni di utenti mensili medi per Reddit e circa 48 milioni per Roblox, entrambi sopra la soglia dei 45 milioni richiesta dal DSA. La supervisione di questi due servizi spetta all’Autorità per i Consumatori e i Mercati olandese, in coordinamento con la Commissione, mentre per ChatGPT resta competente il Coimisiún na Meán irlandese.
Il precedente più rilevante, per il settore, riguarda proprio il criterio usato per ChatGPT: la capacità tecnica di cercare sul web, non la categoria commerciale del prodotto. Se la Commissione applicherà lo stesso metro ad altri assistenti conversazionali capaci di navigare in tempo reale, Gemini, Claude e Perplexity potrebbero ricevere la stessa designazione non appena i rispettivi numeri di utenza europea supereranno la soglia dei 45 milioni mensili, un traguardo che alcuni di questi servizi hanno già raggiunto o si avvicinano a raggiungere nei prossimi report semestrali richiesti dal DSA.
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