Il progetto

Carrozzina connessa, Gianluca Spinello (Atlantica Digital): ‘La mia sedia digitale. IoT e 5G per vincere le barriere’

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Atlantica Digital ha realizzato More, la carrozzina connessa e digitalizzata in chiave IoT per migliorare la vita delle persone costrette su una sedia a rotelle grazie alle nuove tecnologie.

A livello mondiale ci sono circa 650 milioni di disabili motori che usano la carrozzina nella vita di tutti i giorni. La maggior parte sono ragazzi, soprattutto Millennial iperconnessi, costretti a convivere con una sedia che dal punto di vista tecnologico non ha subito evoluzioni.

E’ per loro che è stato ideato More, la carrozzina connessa e digitalizzata in chiave IoT, realizzata da Atlantica Digital, l’azienda specializzata in innovazione digitale e Cybersecurity. L’obiettivo è chiaro:  “migliorare la vita delle persone costrette su una sedia a rotelle, dotare la carrozzina di tutti i comfort forniti dal digitale e dall’IoT, connetterla in rete e renderla fruibile in modo semplice e immediato con l’ausilio dello smartphone ovunque ci sia una rete WiFi o cellulare”. A parlare è Gianluca Spinello, Responsabile Progetti Innovazione Tecnologica (MORE) di Atlantica Digital, che dal 2017 lavora sul progetto More, che attualmente si trova al vaglio del Mise in attesa del via libera definitivo.

Progetto già scelto dalla Difesa per i veterani

Il progetto More è stato presentato per la prima volta al Ministero della Difesa nel 2017, nell’ambito del PNRM (Piano Nazionale Ricerca Militare). “La carrozzina connessa ha ricevuto molto sostegno in ambito militare in seno alla Difesa – racconta Spinello – perché usata come strumento di riabilitazione per la cura e l’assistenza dei veterani”. Non è un mistero che la Difesa abbia sempre avuto a cuore i suoi militari, soprattutto i reduci, e quindi un progetto del genere non poteva che raccogliere il suo placet. Fra i principali estimatori c’è il colonnello Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valore, un militare in carrozzina e il tenente colonnello Marco Iannuzzi che hanno seguito lo sviluppo di persona i benefici del prototipo More.

Il colonnello Gianfranco Paglia

Universo carrozzina

 “Attualmente, prima di comprare una carrozzina devi decidere cosa vuoi farne,  l’uso è limitato e limitante”, dice Spinello, che parla a ragion veduta essendo disabile e costretto sulla sedia dopo un incidente, molto appassionato di meccanica e tecnologie.

“Una carrozzina per la città è diversa da una per praticare sport o andare in gita – aggiunge – quindi in teoria bisognerebbe avere diverse carrozzine a seconda delle attività che si fanno. Ma non è sempre facile anche per questioni economiche”. Una carrozzina costa in media sui 4mila euro e può tranquillamente arrivare ad 8 mila euro, ma è soggetta a una forte e rapida usura. Spesso si rompe e passa mesi dal meccanico.

Oggi ad esempio vanno di moda le ultraleggere, che pesano meno di 5 chili, ma non hanno la possibilità di fare una regolazione.

In generale, la sedia è realizzata in carbonio, titanio o acciaio. Negli ultimi 20 anni l’unica evoluzione ha riguardato soprattutto i materiali. Ci sono poi le quelle elettriche, che però hanno un aspetto negativo rilevante, sono pesantissime, fino a 40 kg ed oltre, e costano ancora più care.

Cosa cambia con More

Ma cosa cambia con More? E’ una carrozzina unica, ma si tratta di un modello “componibile” con elementi aggiungibili che la trasformano a seconda dell’utilizzo. Inoltre è prodotta con materiale di stampa 3D, “Un po’ come con i componenti del Lego”, dice Spinello, che non può aggiungere altro visto che il progetto è ancora al vaglio del Mise per quanto la fase di brevettazione sia in chiusura. Si può però dire che “Non avrò più bisogno di girare con più carrozzine a seconda delle attività da svolgere”, dice Spinello.

Interazione con l’IoT: la carrozzina come hub digitale

C’è poi tutto l’aspetto che riguarda l’IoT legato alla carrozzina, che oggi come oggi è alquanto limitato ma che con More diventa centrale. “Le carrozzine che sono in circolazione oggi hanno un’interazione con l’IoT e con l’Internet of Senses a dir poco ridicola – dice – ma la popolazione in carrozzina è fatta per lo più di giovani, l’età media è bassa, e a maggior ragione il fatto che dei giovani non possano avere una interazione digitale con la carrozzina è assurdo”. Sul mercato non esiste ancora una carrozzina connessa, ed è per questo che Atlantica Digital ha realizzato questo modello che nel raggio di 15 metri consente ad uno smartphone di guidarla tramite WiFi e reti 4G e 5G.

Per fare cosa? Per poter usufruire di tutte quelle applicazioni IoT e Internet of senses che permettono di migliorare la vita e la salute di chi la utilizza

L’obiettivo di Atlantica Digital

L’obiettivo di Atlantica Digital è mettere More sul mercato con tutti i suoi componenti ad un prezzo abbordabile. “La Asl passa un contributo per le carrozzine elettriche e di certo More può rientrare nella categoria – aggiunge Spinello – la nostra esperienza è portare innovazione in un ambito che resta troppo arretrato e merita di più”. L’azienda spera di portare il prodotto finito sul mercato entro due anni. Ora tocca al Mise.