Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.
Il caro energia scatenato dalla guerra in Medio Oriente rischia di trasformarsi in una stangata per le famiglie italiane.
Il blocco dello stretto di Hormuz e la riduzione dell’export di gas e petrolio da parte dei Paesi del Golfo rischia di avere serie conseguenze per l’economia italiana e per quella europea.
Le preoccupazioni sono legate soprattutto all’andamento dei costi dell’energia: subito dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran il prezzo del petrolio è salito a livelli che non si vedevano dal 2022 e anche i mercati di luce e gas in Europa hanno iniziato la loro corsa al rialzo.
L’effetto domino di rialzo dei prezzi scatenato dall’attacco all’Iran ha conseguenze immediate sulle bollette: tutti gli indici sono cresciuti sensibilmente da inizio marzo, con aumenti che superano anche il 50% nei prezzi all’ingrosso rispetto ai livelli precedenti alla guerra.
A non risentire del recente aumento delle quotazioni del mercato è chi ha attiva un’offerta luce o gas a prezzo fisso: in questo tipo di tariffa, infatti, il costo della materia prima rimane stabile al livello concordato con il fornitore per tutta la durata dell’offerta.
Anche in una situazione di grande volatilità e incertezza come quella attuale, confrontare le offerte dei fornitori di energia partner di SOStariffe.it e verificare quali sono le tariffe a prezzo fisso più convenienti può aiutare a risparmiare una cifra importante.
Caro energia: cosa sta succedendo
Una delle conseguenze più immediate dell’attacco di USA e Israele all’Iran è stato il blocco dei trasporti nello stretto di Hormuz. Questo tratto del Mar Arabico è un passaggio strategico per i flussi di gas e petrolio provenienti dalla Penisola Arabica.
Il blocco dei trasporti ha provocato subito forti tensioni sui mercati energetici, che hanno fatto salire rapidamente il prezzo del petrolio e del gas. Il petrolio greggio ha superato per la prima volta dal 2022 i 100 dollari al barile e anche il petrolio brent ha fatto registrare aumenti notevoli.
Anche sul mercato del gas i prezzi hanno preso a correre. Le incertezze legate alla ripresa del traffico delle navi che trasportano GNL e l’aumento della domanda globale hanno fatto schizzare le quotazioni, rendendo più caro l’approvvigionamento anche dai Paesi lontani dal Medio Oriente.
Dopo quella originata dall’invasione della Russia in Ucraina, c’è quindi una nuova crisi energetica all’orizzonte. Il suo impatto sui mercati e sull’inflazione è ancora incerto e dipenderà essenzialmente dalla durata della guerra. Secondo gli analisti, se la guerra dovesse durare poche settimane i prezzi del petrolio non dovrebbero superare i 120 dollari al barile, mentre se il conflitto dovesse protrarsi per un mese i prezzi potrebbero arrivare fino a 150-160 dollari al barile (prima dello scoppio della guerra era attorno ai 70 dollari al barile).
Qual è la situazione dei prezzi all’ingrosso di gas e luce in Italia
Le tensioni sui mercati energetici internazionali hanno avuto forti riflessi anche sui mercati all’ingrosso italiani. Anche se l’Italia può contare su uno stock di gas che è in linea con l’andamento della domanda e al momento non ci sono particolari preoccupazioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti futuri, i prezzi negli ultimi giorni sono saliti rapidamente.
Dall’inizio di marzo sia per il PUN, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, sia per il PSV, il prezzo all’ingrosso del gas, i rincari sono stati quasi quotidiani. Nei primi 10 giorni del mese sono stati toccati i seguenti picchi:
- Il PUN è passato da 0,105 €/kWh a 0,168 €/kWh;
- Il PSV è passato da 0,35 €/Smc a 0,63 €/Smc.
I valori sono poi calati leggermente ma restano ben al di sopra del valore mensile di febbraio. Anche l’indice TTF, il prezzo all’ingrosso del gas che si forma sulla Borsa di Amsterdam, ha registrato aumenti notevoli, con un balzo di oltre il 50% dall’inizio della guerra.
Contro il caro energia conviene scegliere un’offerta a prezzo fisso?
La volatilità che sta interessando i mercati in questo periodo causa forti oscillazioni dei prezzi e la complessità del quadro geopolitico rende molto difficile fare previsioni sulle tendenze future.
In un contesto incerto come quello attuale, puntare sulla stabilità delle offerte luce e gas a prezzo fisso può rivelarsi la strategia migliore. Dal momento che i prezzi all’ingrosso variano su base giornaliera, anche le tariffe dei fornitori di energia vengono aggiornate di frequente. È quindi fondamentale monitorare regolarmente le offerte del periodo e verificare quali sono le soluzioni tariffarie migliori.
Gli operatori partner di SOStariffe.it propongono tariffe luce a prezzo fisso a partire da 0,127 €/kWh, mentre nel caso del gas le tariffe a prezzo fisso migliori partono da 0,39 €/Smc (dati riferiti al 13 marzo). Attivando una di queste tariffe si ottiene un prezzo bloccato per 12 mesi: il corrispettivo per l’energia non cambierà durante questo periodo, anche se i prezzi all’ingrosso dovessero salire ancora.
L’ARERA ricorda ai consumatori che, per legge, se si attiva un contratto di fornitura a prezzo bloccato i fornitori:
- Non possono fare modifiche unilaterali del contratto in corso;
- Non possono interrompere anticipatamente l’offerta.
In caso di irregolarità o se si sospetta che le compagnie stiano mettendo in atto delle pratiche commerciali scorrette ci si può rivolgere allo Sportello del consumatore e inviare una segnalazione all’Autorità.
Nel frattempo, per monitorare l’andamento del mercato e contrastare eventuali comportamenti scorretti da parte delle società energetiche, l’ARERA ha istituito un’Unità di Vigilanza Energetica. Quest’organismo dell’Autorità ha il compito di verificare due volte al giorno l’evoluzione dei prezzi, per fornire informazioni puntuali e aggiornate sulla situazione di mercato.
