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Carceri in Europa, il record di detenuti è dell’Ungheria

Prision Cells at Old Idaho Penitentiary in Boise, Idaho

Ogni 100mila abitanti 191,38 sono in prigione. In Italia 93,44, in aumento

Nel 2020 la più alta quota di persone in prigione si è registrata in Slovacchia: 192,73 persone in carcere ogni 100mila abitanti. Al secondo posto la Repubblica Ceca con 180,35 persone ogni 100mila abitanti. Al terzo posto la Lituania con 190,4. Ma questa è la classifica delle persone nelle carceri dell’Europa di due anni fa. che cosa è cambiato l’anno dopo? Il 2021, infatti, è l’ultimo anno per il quale Eurostat è in grado di rilasciare numeri ufficiali. I dati sono mostrati nel grafico sopra. Basta passare con il cursore sopra il nome della nazione di interesse per vederne i due valori. Ovviamente tra i Paesi c’è anche l’Italia, che vedremo dopo, e alcuni Paesi che non fanno parte della Ue come la Svizzera.

Quante persone ci sono nelle carceri d’Europa

Dicevamo del 2021. Ebbene, la classifica è questa: Ungheria 191,38, Polonia 190,99, Slovacchia 185,06. E adesso vediamo quali Paesi, tra quelli presi in considerazione da Eurostat, hanno la minore quota di carcerati ogni 100 mila residenti. L’Islanda sembra proprio essere il Paese europeo dove la criminalità è una rarità: nel 2021 aveva solo 38,5 persone in carcere ogni 100mila abitanti. Segue la Finlandia con 50,80 e poi la Slovenia con 53,86. In altre parole l’Europa del Nord si conferma come un’area con bassissima criminalità. Ciò che stupisce, piuttosto, è la Slovenia che fa piuttosto parte dell’Europa centrale, incastonata tra Austria, Italia e Croazia. Come mai ha solo 53,86 persone in carcere ogni 100mila abitanti?

Carceri in Europa, il caso della Slovenia

Difficile, ovviamente, dare una un’unica risposta che spieghi tutto il fenomeno che potrebbe anche dipendere da una più bassa efficacia delle politiche di repressione della criminalità ma è un fatto che la politica penale adottata da Lubjana si concentra sulla prevenzione del crimine, sulla rieducazione dei detenuti e sull’uso di alternative alla detenzione. A questo obiettivo si è adeguato anche il sistema giudiziario che si concentra sulla giustizia riparativa piuttosto che repressiva che comprende anche un massiccio uso delle misure alternative alla carcerazione. Soprattutto per reati di piccola entità si preferisce sempre la libertà vigilata, l’obbligo a lavori (diremmo noi) socialmente utili e sorveglianza elettronica. Eppoi, è vero, la criminalità in Slovenia è relativamente bassa rispetto ad altri Paesi.

Carceri in Europa, a che punto è l’Italia

L’Italia (nel grafico è identificata con il colore nero) si trova esattamente a metà classifica, sia per il 2020 che per il 2021. Nel 2020 aveva 91,56 persone in carcere ogni 100mila abitanti, in compagnia di Francia (92,9) e Bulgaria (89,92) Nel 2021 i carcerati italiani sono aumentati a 93,44 ogni 100mila abitanti tra Austria (94,44) e Cipro (88,73).

Molti carcerati in Italia? A guardare i numeri non si direbbe, Paesi simili al nostro, come appunto, la Francia, ha più o meno la stessa quota di persone in carcere, ma certo ci sono alcune peculiarità del sistema giudiziario italiano che fa aumentare il numero di persone in carcere. Il primo è la lunghezza dei processi che provoca un aumento di persone che sono in cella da “innocenti”, nel senso che non hanno ancora subìto una sentenza definitiva.

Basti dire che nelle celle delle carceri italiane 1 detenuto su 3 è ancora in attesa di giudizio e questo porta, oltre che ad un aumento delle statistiche, anche ad un affollamento delle carceri italiane. A Milano, per esempio, il tasso di affollamento è del 190%, significa che le strutture ospitano quasi il doppio delle persone che potrebbero (e dovrebbero) ospitare. Il fatto che, per l’esattezza, il 27% delle persone in carcere è in attesa di giudizio significa che su una popolazione carceraria di 56.319 persone, 15.144 al termine dell’iter processuale, essere dichiarato innocente.

Troppi carcerati in Italia?

Da anni si parla di misure alternative al carcere propio per diminuire il tasso di affollamento (il famoso “braccialetto elettronico” per i controllo a distanza) ma effetti pratici non se ne sono visti. Naturalmente esistono altri motivi che spiegano un numero piuttosto elevato di persone in carcere. Ad esempio il fatto che in Italia la criminalità organizzata è più presente rispetto ad altre nazioni. Non risulta che nei Paesi con un basso tasso di persone in carcere ogni 100mila abitanti esistano organizzazioni come la mafia, la camorra o la ‘ndrangheta.

Eppoi ci sono le politiche penali: da noi sono state adottate politiche penali che prevedono pene più severe per determinati reati, compresi quelli legati alla droga, alla corruzione e alla criminalità organizzata. Questo non può che influire sul sovraffollamento delle carceri italiane. Una politica penale così “restrittiva” porta anche ad un limitato uso di strumenti alternativi al carcere, come si è detto.

I dati si riferiscono al: 2020-2021

Fonte: Eurostat

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