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Candidati cometa: Bacci, dalla possibile presidenza di Telecom Italia Sparkle all’istanza di fallimento

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Vi ricordate di Andrea Bacci? Il suo nome circolò, dopo una cena cui parteciparono personaggi eccellenti (riportata in dettaglio dal Fatto Quotidiano) come candidato alla presidenza di Telecom Italia Sparkle, società in salute che l’anno scorso ha messo a segno il +6% formalmente controllata da TIM, responsabile della posa e della gestione e controllo di milioni di chilometri di cavi sottomarini usati per le connessioni Internet, principalmente verso il Medioriente e l’Asia e per questo considerata come azienda strategica sia dal governo italiano che dall’establishment USA.

Ieri, 22 novembre il tribunale di Firenze ha richiesto l’istanza di fallimento a carico della Coam Costruzioni srl, la società di costruzioni dell’imprenditore toscano noto anche per la sua vicinanza alla famiglia Renzi. Di Tiziano Renzi è stato socio e creditore, mentre Matteo Renzi, invece, ai tempi della Provincia e del Comune di Firenze, lo ha spesso scelto per guidare le partecipate dei due enti, oltre a servirsene, nel 2004, per ristrutturare la sua villa di Pontassieve.

Quanto alla sua impresa edile, la Coam Costruzioni srl, per anni è statala cassaforte sicura per tutta una serie di importanti operazioni immobiliari e non, ma già a fine 2015 (ovvero a cavallo della ventilata candidatura a presidente di Telecom Italia Sparkle) aveva una situazione finanziaria piuttosto tirata: i debiti avevano raggiunto quota 13,78 milioni, 5,8 dei quali nei confronti del sistema bancario. Niente di particolarmente preoccupante visto il tipo di business che prevede grossi anticipi di cassa, se non per il fatto che buona parte del debito va onorata entro il 2016. Con l’istanza di fallimento l’obiettivo di arrivare a un accordo di ristrutturazione del debito è stato superato dalla necessità di fare un progetto di concordato ancora tutto da scrivere.

Andrea Bacci è una figura dal peso specifico importantissimo nell’universo renziano.

Il rapporto tra la famiglia del premier e il costruttore originario di Scandicci si è evoluto nel tempo, tanto che il nome dell’imprenditore ricompare ciclicamente nella carriera politica e nella quotidianità del premier.

In tale contesto giudiziario, la candidatura di Bacci a Telecom Italia Sparkle si sarebbe collocata in un quadro di interessi e pressioni del tutto inadeguate al ruolo ed al posizionamento della società impegnata nel campo delle telecomunicazioni internazionali, con una connotazione di geopolitica più che di mercato tout-court.

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