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Caldo, l’Italia consuma più energia di tutti nell’Ue per i condizionatori

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Secondo Eurostat, consumiamo più energia di tutti per tenere accesi i condizionatori contro il caldo. L’Ue ha visto raddoppiare i consumi energetici per i sistemi di raffreddamento nei periodi più caldi.

Nuova ondata di caldo sull’Europa e l’Italia, condizionatori accesi per tutto il giorno

L’anticiclone subtropicale torna di nuovo sull’Europa occidentale e quindi anche sull’Italia. Comunemente conosciuto come anticiclone africano, questa bolla di aria molto calda in quota non vuole abbandonare il Mediterraneo e gran parte del nostro continente e, secondo gli esperti, anche quest’ennesima ondata di calore potrebbe durare diversi giorni.

Siamo alla terza nel 2026 e per l’organizzazione mondiale della sanità bisognerà aspettarsene delle altre nel prosieguo dell’estate in corso, con gravi conseguenze sulla nostra salute e su quella dell’intero ecosistema (vista anche la scarsità di piogge o, all’opposto, la violenza di quei pochi fenomeni atmosferici che si manifestano anche all’improvviso).

Più fa caldo, però, e più per cercare sollievo (o per sopravvivere letteralmente) ci rinchiudiamo più tempo possibile in ambiente climatizzati, cioè dotati di sistemi di raffreddamento dell’aria.

Comunemente chiamati condizionatori, questi sistemi ormai funzionano quasi 24 ore su 24. Più fa caldo, più rimangono accessi, spesso anche di notte, in particolare nelle grandi città, che, a causa del fenomeno isola di calore, mantengono la temperatura elevata anche nelle ore di buio.

L’Italia consuma più energia di tutti nell’Ue per i sistemi di raffreddamento

Secondo i nuovi dati diffusi dall’Eurostat, questa situazione estrema certifica anche un consumo esponenziale di energia elettrica e l’Italia è al primo posto in Europa per quantità di energia utilizzata proprio per il raffreddamento degli edifici, con 26,3 mila terajoule (TJ), precedendo Spagna (14,3 TJ) e Grecia (11,9 TJ).

I dati sono stati registrati nel 2024 e già confermavano un raddoppio dei consumi energetici per l’uso massiccio e continuato nel tempo di sistemi di raffreddamento in tutta l’Unione europea nel periodo 2018-2024, passando da 40,5 TJ a 80,4 TJ.

Cipro e Malta spiccano con le quote più elevate di energia utilizzata per il raffreddamento degli ambienti famigliari, rispettivamente al 16% e al 15%, seguite da Grecia (7,4%), Spagna (2,5%) e Italia (2,3%).

100 giorni di disagio termico a Roma, salute a rischio e aumentano anche i decessi in Europa

Prendendo la città di Roma, le persone sono esposte a un marcato disagio termico per le temperature elevate anche per oltre 100 giorni all’anno, un numero che supera di gran lunga il conteggio delle giornate contraddistinte da ondate di calore. È quanto emerso dalla ricerca condotta da ENEA, Sapienza Università di Roma e SERCO Italia SpA e pubblicata sulla rivista Atmosphere.

Dallo studio emerge che nel 2018, 2020 e 2022 tutti i giorni classificati come ondata di calore coincidevano anche con giorni di stress termico all’aperto. Tuttavia, non vale il contrario: non tutti i giorni di stress termico rientravano nelle ondate di calore. Nel 2018 il 60% dei giorni di stress termico coincideva con un’ondata di calore, nel 2020 il 50% e nel 2022 appena il 40%.

Lo studio ha analizzato il periodo compreso tra maggio e settembre di sei anni consecutivi (2018-2023), durante il quale gli aumenti di temperatura e umidità hanno causato un marcato disagio termico per la popolazione.

Purtroppo il gran caldo fa anche molte vittime e nell’ultima settimana di giugno si sono contati fino a 4.000 decessi nell’Europa centro-occidentale. Un dato purtroppo assolutamente parziale e che sarà sicuramente aggiornato al rialzo, vista anche la difficoltà nello stabilire quanto un decesso sia direttamente o indirettamente collegabile ad un’ondata di calore.
Secondo Christopher W. Callahan dell’Indiana University, i decessi per l’eccesso di caldo in Europa sono stati superiori a 20.000 nella sola settimana dal 22 al 28 giugno 2026.

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