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Caldo e aggressività

Tutti, a livello di semplice buon senso, sono convinti che il caldo influisca negativamente sul nostro equilibrio psichico. Effettivamente due eventi critici come il colpo di sole ed il colpo di calore presentano, nel loro quadro clinico, sintomi psichici di una certa gravità (agitazione psicomotoria, delirio, stato confusionale) che rafforzano questa convinzione comune.

Oltre al fattore termico in sé, che agisce direttamente sul cervello, come nel colpo di sole e nel colpo di calore, occorre considerare anche il ruolo di “stressor” aspecifico che assume il caldo eccessivo e l’influenza della stagione estiva sulla ciclicità di alcune gravi patologie psichiche.
Agendo come un potente fattore di stress, il caldo è responsabile di comportamenti aggressivi e impulsivi tipici di ogni circostanza stressante, che allenta i nostri poteri critici, le nostre inibizioni, le nostre capacità di controllo rispetto a tutti gli stimoli ambientali negativi. 

Il cervello è sensibile all’aumento di temperatura, al tasso di umidità e alle ore di esposizione alla luce. Questi tre fattori agiscono come un grilletto negli individui con un equilibrio fragile dal punto di vista psicologico-relazionale. Come tutti i fattori di stress, quindi, l’insofferenza al caldo estivo può manifestarsi, anche con comportamenti ostili ed aumento dell’aggressività. Le alte temperatura e l’umidità agiscono sui sistemi neuroendocrini. Da una parte, il caldo stimola l’attività del glutammato, neurotrasmettitore che esercita una potente azione eccitante sui circuiti cerebrali, dall’altra viene ridotta quella del GABA, il mediatore chimico che ci rende tranquilli e rilassati. Inoltre lo stress termico incide sull’equilibrio critico e comportamentale anche indirettamente, attraverso la perdita di sonno ed il sovvertimento dei nostri ritmi biologici. Dormire male non significa soltanto dormire poco ma anche subire un’alterazione della qualità del sonno che, per essere davvero ristoratore, ha bisogno di conservare la concatenazione delle sue fasi naturali, la cosiddetta architettura del sonno.

Per queste ragioni è bene seguire alcuni consigli:

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