Key4biz

Butti: “Priorità su PNRR, rete nazionale e sicurezza dei dati”

Butti FdI

“Chiamiamola Rete Nazionale, così cessiamo gli equivoci sulla rete unica o non unica”. Questo il primo punto di novità sul dossier della futura rete tlc nazionale nell’audizione alla Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessio Butti, sulle linee programmatiche in materia di innovazione tecnologica e transizione digitale per i profili di competenza della Commissione, alla quale ha assicurato il senatore Butti: “vi chiederò spesso io un aiuto e un contributo”.

Rete Nazionale, “Garantire il controllo pubblico

Butti, in merito al progetto per la realizzazione della Rete Nazionale, osservando di “aver ereditato una situazione complessa”, ha dichiarato che: “il governo conferma i propri obiettivi nell’interesse dell’Italia, delle sue aziende, dei suoi cittadini e consumatori”

e cioè:

•     “Tutelare gli interessi nazionali, delle società coinvolte e dei loro azionisti.

•     Garantire il controllo pubblico a questa infrastruttura nazionale fondamentale per il nostro Paese.

•     Dare attuazione piena alle norme nazionali e comunitarie. 

•     Garantire, infine, gli equilibri economici, finanziari ed occupazionali”. 

La rete nazionale è prioritaria per il Governo, ma ha precisato Butti, “il PNRR deve essere realizzato indipendentemente dal tema della Rete Nazionale e dalle discussioni sul futuro degli operatori di telecomunicazioni in campo”. Come spendere bene i fondi europei?

Apportando delle modifiche, “puntando anche sul FWA”“pubblicando nuovi bandi” per superare delle criticità in corso. Per esempio, nella realizzazione nel Piano Italia 1 Giga, Alessio Butti ha elencato i numeri che mostrano i ritardi di TIM e Open Fiber.

“Allo stato attuale”, ha detto, “i due aggiudicatari di contributi pubblici”, TIM e Open Fiber“hanno dichiarato ad Infratel che non riusciranno a raggiungere il target dell’1% dei numeri civici a piano entro il 31 dicembre 2022“.

“È evidente”, ha aggiunto il Sottosegretario, “che gli operatori, TIM e Open Fiber, hanno progettato un numero di Comuni nettamente inferiore rispetto a quanto dichiarato nel piano trimestrale (TIM: 64 su 124; Open Fiber: 74 su 116). Con questi dati la centralità del progetto rischia di venir meno e questo va evidenziato per chiarire eventuali responsabilità”.

Operazione verità

La verità è che oggi, ha spiegato Butti, in considerazione dei ritardi sin qui accumulati, non siamo ancora in grado di dire se gli interventi in corso saranno effettivamente completati entro giugno 2026, come programmato a suo tempo, e questo vale anche per il capitolo relativo al “collegamento con le isole minori”, che si dovrebbe concludere a fine 2023, in linea con le scadenze del PNRR. 

ITALIA 5G in linea con milestone del PNRR: il nuovo piano strategico di Butti

Invece, per il piano ITALIA 5G, per il quale il PNRR stanzia circa 2 miliardi di euro, secondo i dati fornitici da Infratel, i piani di backauling e coperture sono in linea con il raggiungimento delle milestone previste.

E proprio sul 5G, Butti ha annunciato il piano strategico del Governo Meloni, che si fonda su 2 pilastri:

Per farlo, ha spiegato Butti, possiamo sfruttare le risorse avanzate, pari a circa 900 milioni di euro, pubblicando nuovi bandi.

Questi interventi saranno realizzati in collaborazione con il MIMIT, con gli operatori TLC e con la Commissione UE, trattandosi tecnicamente di aiuti di Stato che devono essere autorizzati da Bruxelles.

“Qui ci muoviamo in netta discontinuità rispetto al governo precedente”, ha evidenziato il Sottosegretario, “che aveva accantonato questi interventi. Noi invece crediamo sia possibile abilitare servizi innovativi basati sulla tecnologia 5G sviluppati su richiesta di soggetti pubblici per adempiere a funzioni essenziali, a vantaggio di tutta la collettività. 

Tra gli esempi, citati da Butti, ci sono le attività di controllo del territorio, in particolare la prevenzione di eventi calamitosi, la sicurezza delle infrastrutture critiche, la logistica per ottimizzare la movimentazione delle merci, l’educazione a distanza e la sanità pubblica.

Polo Strategico Nazionale, Cloud Act e futuro nuovo accordo Ue-USA sui dati

Infine, la nostra attenzione sulla lunga relazione del Sottosegretario Butti, che ha illustrato anche i piani e servizi in materia di PA e Sanità digitale, si focalizza sulla realizzazione del Polo Strategico Nazionale (PSN), l’infrastruttura cloud, che sta per nascere, per tutelare, negli obiettivi, i dati e i servizi, critici e strategici, delle pubbliche amministrazioni italiane

“Su interoperabilità, cloud e sicurezza cibernetica, l’aggiornamento più importante è che in questi giorni si sta concludendo l’asseverazione da parte di un esperto indipendente dell’avvenuta attivazione del PNS”, ha rivelato Butti. 

Le sedi individuate per ospitare i data center sono Acilia e Pomezia nel Lazio, insieme a Rozzano e Santo Stefano Ticino in Lombardia.

“Rimangono tuttavia aperte”, ha osservato il Sottosegretario, “le criticità sulla minaccia alla sovranità digitale nazionale rappresentata dal Cloud Act americano, che eserciterebbe la propria giurisdizione anche sul territorio italiano, come tutti ben sappiamo”.

Sul tema, ha aggiunto, Paesi come Francia, Germania e Spagna hanno adottato misure che non risulta siano state considerate dal precedente governo o se considerate sono state evitate per ragioni che dovremo evidentemente approfondire, cercando eventualmente tutte le misure di superamento ritenute necessarie.

Butti, in conclusione, rispondendo alle domande dei componenti della Commissione, ha detto di seguire con attenzione l’iter avviato tra USA e UE per lavorare al nuovo accordo sul trasferimento di dati personali dei cittadini dall’Unione Europea agli Stati Uniti, “per capire”, qualora si arrivasse davvero all’accordo definitivo, “quali tipo di rispetto dei singoli dati possa emergere giuridicamente da questo nuovo accordo”.  

Per approfondire:

Vai al video dell’audizione

Vai al testo integrale

Exit mobile version