Definire insieme una strategia per combattere insieme cybercrime e cyberattacchi. E’ questo l’obiettivo dichiarato per arrivare ad una difesa comune. La cybersecurity come faro di innovazione. “Il mio dipartimento ha investito 623 milioni per quanto riguarda il PNRR sulla cybersecurity, su progetti specifici ad ACN. Obiettivi tutti centrati e ne siamo orgogliosi. Ritengo che si debbano dare delle risposte rispetto a quello che è stato fatto”. Lo ha detto Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione nel suo intervento alla quinta edizione della Conferenza Internazionale “CyberSEC – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune”, promossa e organizzata da Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato, in corso a Roma il 4 e 5 marzo 2026 presso la Superiore di Polizia.
Gli investimenti del PNRR
In dettaglio, 200 milioni sono stati indirizzati per le infrastrutture, 400 milioni per sistemi di prevenzione delle amministrazioni centrali e locali. “Io credo che la cybersicurezza sia una questione di sovranità e innovazione, per custodire i dati che sono il nostro patrimonio più importante”, ha aggiunto Butti, ricordando che ogni tecnologia porta con sé inevitabilmente opportunità ma anche rischi per le superfici di attacco. “Nel 2025 gli incidenti cyber in Italia sono aumentati del 36% rispetto all’anno precedente. L’Italia è al centro della criminalità cyber, nonostante non abbia un così grande potere economico”, ricorda Butti, aggiungendo che la cybersicurezza è una sfida geopolitica globale, con le filiere e i servizi sempre più integrati, interconnessi tra loro. Proprio per questo bisogna adeguarli alle complessità del momento. Tutta la filiera deve transitare e arrivare verso il successo.
Butti: La sicurezza non si compra, ma si costruisce
“La sicurezza no si compra, ma si costruisce”, prosegue Butti nel suo intervento. “Noi stiamo investendo anche in termini di conoscenza e di infrastrutture ad altissima affidabilità. Lo stiamo facendo per contrastare la frammentazione”. Butti ha poi ricordato che si sta “investendo parecchio anche in termini di conoscenza, in infrastrutture digitali ad altissima affidabilità, nella migrazione verso ambienti cloud che consentono quindi di custodire i nostri dati soprattutto per quanto riguarda la pubblica amministrazione centrale e locale nel modo migliore”. “Lo stiamo facendo per contrastare la frammentazione e la vulnerabilità che altrimenti sono ovviamente due serie minacce”, ha sottolineato.
Identità digitale, Butti: Il Governo punta sulla CIE
“Il Governo sta facendo investimenti importanti anche per le identità digitali, siamo concentrati sulla CIE che è la più sicura. La CIE è un potente presidio di sicurezza. In uno Stato serio c’è un solo strumento di identità digitale. Noi abbiamo anche lo SPID. I numeri ci confermano che la CIE è la strada giusta”, aggiunge Butti.
In un mondo dove i servizi strategici sono tutti interconnessi fra loro, il presidio della sicurezza è affidato anche alla normativa. “Noi ci stiamo adeguati con la direttiva NIS e la NIS 2. Alcuni la hanno criticata. Stiamo potenziando il golden power, un esercizio che è nelle corde del Governo. Il Dipartimento è concentrato su AI, calcolo computazionale”, dice il Sottosegretario.
E sull’AI, Butti ha sottolineato come l’intelligenza artificiale abbia industrializzato il rischio cyber in quanto il costo dell’inganno è minore con la sua applicazione.
La crittografia post quantum
Stiamo inventariando sistemi hardware e software in uso per capire fin dove la crittografia ci protegge. Stiamo sostituendo gli algoritmi crittografici più vulnerabili.
“Abbiamo promosso una nuova iniziativa, la Q Alliance, ed è uno dei modelli più avanzati di cooperazione tecnologica. E’ una piattaforma strutturata che mette a fattor comune competenze di imprese e università per trasformare la capacità quantistica in capacità industriale”, aggiunge Butti.
IL centro nazionale di ricerca Volta vuole mettere a fattor comune le conoscenze. Non intendiamo essere spettatori per quanto riguarda il panorama quantum.
“Sulla dipendenza tecnologica, dobbiamo rafforzare le filiere, dobbiamo adeguare la formazione alla domanda e dobbiamo diversificare i fornitori anche nella PA”, dice il Sottosegretario.
Infine, “Siamo abituati a far passare tutto attraverso lo smartphone, potente, energivoro, fragile e dipendente. Il sistema operativo è quello che orchestra. Stiamo lavorando ad un chip che sia privo di backdoor. Qualcosa che gestisca dati senza consentire effrazioni, anche tramite la quantum crittografia”.
