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Buoni pasto, da domani spesa anche nei mercati e agriturismo. I vantaggi dei ticket elettonici

Buoni pasto come denaro per mangiare e fare la spesa. Ormai in questi anni di crisi economica i ticket sono un benefit aziendale su cui circa 2,5 milioni di lavoratori in Italia possono contare per “arrotondare” la busta paga e come si sa non vengono utilizzati, esclusivamente, durante la pausa pranzo in ristoranti e bar dai dipendenti di aziende che non possono usufruire del servizio mensa.

Fino ad oggi i buoni pasto, di norma, si possono spendere uno per volta, da domani anche 8 contemporaneamente e anche al di fuori dei giorni lavorativi. È questa la prima novità che scatterà da questo weekend con l’entrata in vigore del decreto n.122 del 7 giugno 2017 del ministero dello Sviluppo economico (Mise). Ed aumenta anche il perimetro dei soggetti che possono accettare i ticket, sia cartacei sia elettronici.

Da domani, infatti, i buoni pasto si possono spendere, oltre che al bar, ristoranti e supermercati, anche:

Erogabili anche a dipendenti part-time e collaboratori

I buoni pasto generano un giro d’affari pari a 3 miliardi, a tanto ammonta il valore facciale di spesa dei ticket erogati dalle aziende e dalla PA ai 2,5 milioni di lavoratori in Italia: l’81% nel privato e il 19% nel pubblico. In totale sono erogati al 16% degli occupati a tempo pieno. Però, da domani con la nuova direttiva, i buoni pasto non sono più appannaggio esclusivo dei dipendenti full-time. D’ora in poi i ticket potranno essere erogati anche a dipendenti part-time, anche se lavorano in fasce orarie che non comprendono un pasto e a collaboratori esterni delle aziende.

 

Buoni pasto elettronici: tutti i vantaggi

Il buono pasto elettronico vale di più. Il suo valore facciale è di 7 euro rispetto ai 5,29 euro di quello cartaceo. Ha anche altri vantaggi: dal 1^ luglio  sono scattate le specifiche agevolazioni per i ticket elettronici, per i quali aumenta a 7 euro l’esenzione fiscale e contributiva, come previsto nella Legge di Stabilità per il 2015.

In sostanza, il datore di lavoro ed il lavoratore non devono pagare contributi e Irpef entro tale limite giornaliero, con evidenti vantaggi economici.
Per i buoni pasto cartacei invece il tetto defiscalizzato rimane invariato a 5,29 euro.
La scelta della politica di avvantaggiare solo i buoni pasto elettronici è motivata dalla necessità di avere strumenti completamente tracciabili, di velocizzare la fatturazione delle operazioni, di combattere i falsi ed il doppio uso. Per quanto riguarda gli esercenti, l’utilizzo del buono pasto elettronico ha dei costi di gestione diversi da quelli cartacei, basta solo considerare l’installazione di un Pos per la lettura dei ticket.

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