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Blockchain, cinque tecnologie da tenere sott’occhio

La Blockchain è molto più grande del bitcoin. C’è grande fermento intorno a questa tecnologia, che di fatto è un database distribuito, una catena di Sant’Antonio in rete, che sfrutta la tecnologia peer-to-peer per consentire a chiunque di accedere e diventare così in un anello della catena.

La prima e più conosciuta applicazione della tecnologia blockchain è appunto la visione pubblica delle transazioni per i bitcoin, che è stata ispirazione per altre criptovalute e progetti di database distribuiti.

Ma nuove applicazioni allo studio indicano un potenziale ancora inesplorato. Ecco cinque nuovi trend da tenere sott’occhio secondo il sito specializzato Due.com.

Contratti intelligenti (Smart contract)

Il bitcoin consente di decentralizzare la gestione del denaro, eliminando di fatto la necessità di un intermediario per le transazioni online, che nella catena blockchain avvengono in modalità peer-to-peer.  Applicando lo stesso sistema alla gestione virtuale dei contratti, si ottiene esattamente la stessa cosa. In questo senso, l’esempio più noto è quello di Ethereum, una piattaforma di criptovaluta alternativa al bitcoin che al momento paga lo scotto di un attacco hacker che ne ha minato la reputazione. Detto questo, i contratti intelligenti (smart contract) fanno esattamente quello che gli si chiede di fare, operando in base ad un sistema di codici prefissati.

 

Blockchain-as-a-Service

 

Creare e gestire di persona una blockchain è molto complesso, si tratta di un’attività che va svolta a livello professionale per la codifca del software, ed è necessario un network di computer che devono girare su una rete ultra sicura. Non a caso, seguendo il modello adottato nel Cloud, molti player dell’IT hanno messo a punto soluzioni di Blockchain as a service (Baas). Fra questi c’è Microsoft, che tramite Azure ha messo a disposizione diversi tipi di blockchain per i suoi utenti. Altri player attivi in questo senso sono Stratis e Ardor.

Efficienza energetica

Il Bitcoin è un protocollo molto sicuro, ma consuma enormi quantità di energia, secondo alcuni pari ai consumi di un paese come l’Irlanda.

Nuovi approcci sono allo studio, come ad esempio quello di Komodo, un progetto in fase di crowdfunding che ha trovato un modo nuovo per limitare i consumi.

 

Blockchain autorizzate

 

Senza dubbio la blockchain sta cambiando profondamente il modo di gestire i pagamenti virtuali. Banche e governi guardano con attenzione al bitcoin, ma non sono ancora pronti a cedere il controllo del denaro, come nel caso del bitcoin le cui transazioni, una volta concluse, sono irreversibili e permanenti. Per questo, le banche stanno cercando un compromesso, utilizzando blockchain speciali che consentono di restringere la platea degli aventi diritto alle transazioni e accessi controllati nella catena di pagamento.

Questo modello sembra un ossimoro rispetto alle caratteristiche ‘democratiche’ del bitcoin, ma rappresenta uno sviluppo possibile delle blockchain nel settore bancario.

La blockchain che non è una blockchain

 

Insomma, la blockchain ha ancora alcuni problemi, come ad esempio l’enorme quantità di dati immagazzinati nel libro mastro. Ci sono diversi modi per affrontare questo tema, uno dei quali, si chiama Tangle, è il tentativo di rendere la blockchain scalabile, aggirando alcune delle sue limitazioni pur consentendo il trasferimento di informazioni peer-to-peer.

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