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Blockchain a rischio sicurezza?

1508Blockchain a rischio sicurezza? Il problema si pone, visto che negli ultimi mesi una serie di cyberattacchi ha lasciato l’industria dei servizi finanziari in dubbio sull’affidabilità della nuova tecnologia, utilizzata in larga misura per gestire gli scambi online in bitcoin. Lo scrive oggi il Financial Times, mettendo in evidenza le lacune sul fronte security delle blockchian, le catene di sant’Antonio virtuali che tanto interessano il settore bancario e il fintech, alla ricerca di nuovi sistemi per movimentare denaro, e che nelle blockchain hanno individuato un sistema rapido e a buon mercato per farlo.

Sviluppata per gestire le transazioni in bitcoin, la blockchain è una tecnologia in grado di verificare le transazioni in digitale attraverso un network di computer connessi fra loro, senza l’ausilio di un libro mastro centralizzato. Le sue applicazioni si stanno allargando ad altri ambiti di utilizzo tanto nel settore pubblico quanto in quello aziendale.

Ma di recente un paio di cyberattacchi mirati ha colpito due blockchain, bloccando la catena delle transazioni e provocando danni economici ingenti con la sottrazione di grandi quantitativi di valuta virtuale. Nel mirino del cybercrime sono finiti Dao e Bitfinex. DAO, un fondo di venture capital in crowdfunding che consentiva agli utenti di fare investimenit in Ether, una criptovaluta alternativa al bitcoin. A maggio, DAO aveva raccolto 150 milioni di dollari, ma ne ha persi 50 dopo l’attacco informatico subito a giugno, con conseguenze nefaste per la criptovaluta che ha perso in un colpo un terzo del suo valore. Un’altra vittima del cybercrime è stata Bitfinex, una piattaforma per lo scambio di valuta virtuale, che ad agosto ha perso 65 milioni di dollari dopo un cyberattacco.

Sui rischi legati all’utilizzo delle criptovalute e delle blockchian si è espresso a suo tempo, già prima di questo doppio attacco estivo, il Financial Stability Oversight Council, un gruppo di regolatori finanziari Usa, mettendo in guardia gli utenti perché questi sistemi di gestione distribuita dei bitcoin e di altre criptovalute sono una novità e di conseguenza i flussi di dati sono a rischio finché il loro utilizzo non raggiungerà una scala maggiore.  a

Secondo il Financial Times, un altro rischio per le aziende che usano le blockchain riguarda l’utilizzo di nuovi codici di programma, che non avendo uno storico, non permettono di fatto di prevedere eventuali problemi.

Un altro rischio riguarda le modalità di immagazzinamento delle criptovalute, che secondo gli esperti interpellati dal Financial Times non devono essere immagazzinate in portafogli virtuali connessi alla rete, ma devono essere conservate su server offline, come fossero delle specie di cassette di sicurezza virtuali, più difficili da hackerare se non fisicamente.

Diverse aziende stanno mettendo a punto sistemi di sicurezza speciali per potenziare le barriere a difesa delle blockchain.

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