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Blackout di Internet: migliaia di device offline domani?

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Milioni di dispositivi elettronici sono a rischio di finire offline domani a causa di un blackout di Internet atteso per domani 30 settembre. La notizia gira da tempo in rete e mette in guardia dal rischio blackout della rete per milioni di dispositivi obsoleti, che domani potrebbero restare senza connessione a causa di un certificato HTTPS che scade appunto domani.

E’ fissata per il 30 settembre la scadenza di questo certificato che riguarda computer, cellulari, console per videogiochi, tablet, smart tv e altri gadget elettronici che domani non riusciranno a collegarsi alla rete a causa della scadenza del certificato di sicurezza IdentTrust DST Root CA X3, emesso dall’organizzazione no profit Let’s Encrypt’s HTTPS.

Ma cosa vuol dire?

Vuol dire che il certificato di autenticazione atto a validare la connessione fra un dispositivo e un server scadrà domani. Quel permesso di sicurezza, denominato appunto DST Root CA X3, è presente su migliaia di dispositivi.

E cosa c’entra Let’s Encrypt?

L’organizzazione no profit Let’s Encrypt emette certificati che rendono criptate le connessioni fra dispositivi e Internet in generale, così da assicurare che nessuno possa intercettare e rubare i dati in transito.

Ogni volta che si entra in una pagina web si puòà vedere l’inizio di un indirizzo HTTPS, il che significa che il sito è sicuro, grazie al certificato di Let’s Encrypt.

Tuttavia, quello dedicato ai vecchi dispositivi smetterà di funzionare il prossimo 30 settembre, cioè domani.

Per questo motivo i vecchi gadget con DTS Root CA X3 CA saranno obsoleti per stabilire una connessione Internet sicura, tuttavia, c’è un modo per aggirarlo e cioè aggiornare il dispositivo.

Quali dispositivi smetteranno di funzionare?

Secondo TechCrunch, i dispositivi che saranno interessati dalla scadenza del certificato saranno quelli che non si aggiornano regolarmente, come i sistemi progettati per non aggiornarsi automaticamente o gli smartphone con versioni software di anni fa.

“È probabile che gli utenti che eseguono versioni precedenti di macOS 2016 e Windows XP (con Service Pack 3) debbano affrontare problemi, insieme a client che si affidano a OpenSSL 1.0.2 o precedenti e PlayStation 4 precedenti che non sono state aggiornate al firmware più recente”, precisa il sito.

In poche parole, i gadget che potrebbero essere resi obsoleti sono:

-Dispositivi con iOS 9 o versioni precedenti.

-Dispositivi Apple con macOS o MacOs 10.12.0 precedenti al 2016.

Telefoni e tablet con Android Gingerbread 2.3.6 o versioni precedenti.

Computer con Windows XP SP3 o precedente.

Dispositivi BlackBerry con versione precedente alla 10.3.3.

PlayStation 3.

PlayStation 4 con sistema operativo precedente alla versione 5.0.

Nintendo 3DS.

Dispositivi BlackBerry con versioni precedenti alla 10.3.3.

Cosa si può fare per mantenere connessi i vecchi dispositivi?

Rivedere i dispositivi ed eseguire gli aggiornamenti appropriati. Anche se si prevede che la maggior parte non avrà problemi, il sito stima che ci saranno inevitabilmente “vittime” di questa “interruzione” di Internet, così chiamata perché i gadget non riescono a stabilire una connessione al web.

Per conoscere sia gli aggiornamenti che il sistema operativo dei dispositivi è necessario accedere alle impostazioni e trovare nel menu tali informazioni.

Perché ciò accade?

Questo fa parte dell’obsolescenza pianificata, che, secondo l’Agenzia federale per la protezione dei consumatori (Profeco), è l’azione intenzionale che i produttori fanno in modo che i prodotti cessino di servire in un certo tempo.

Questo vale per telefoni cellulari, computer, tablet, stampanti, lavatrici, asciugacapelli, microonde, frigoriferi, schermi e altri elettrodomestici quasi indispensabili per la vita quotidiana che a medio termine cessano di funzionare e senza una ragione apparente.

A volte è troppo costoso ripararli, a volte è impossibile trovare un pezzo di ricambio o sono stati progettati per non essere smontati.

Ciò accade perché i produttori calcolano e pianificano la durata dei loro prodotti, con l’obiettivo di ridurne deliberatamente l’utilità e quindi invogliare le persone ad acquistarne uno nuovo.

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