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Bigdata, a Copenhagen il primo marketplace dei dati cittadini

Tutto pronto per la prima grande piattaforma bigdata europea dedicata alla raccolta, all’organizzazione e all’elaborazione di dati provenienti da cittadini, imprese e centri di ricerca. Nascerà a Copenhagen grazie all’accordo tra il Comune e Hitachi, per un investimento pubblico di circa 1,4 milioni di dollari (9 milioni di corone danesi).

Il City Data Exchange (CDE) sarà lanciato il 18 maggio prossimo nella Capitale danese, “un’occasione unica per l’amministrazione pubblica della città – ha spiegato il Primo cittadino Frank Jensenche in tal modo sarà in grado di avere a disposizione tante preziose informazioni afferenti a qualsiasi ambito della vita quotidiana che possono trasformarsi rapidamente in servizi per cittadini, turisti, aziende”.

Una piattaforma per la gestione dei bigdata, ma anche un vero e proprio marketplace, “dove poter comprare e vendere dati – molti dei quali saranno gratuiti – relativi alla mobilità, all’efficienza energetica, al traffico, ai servizi pubblici, al meteo e al clima, alla sanità, all’inquinamento e la tutela ambientale”, ha dichiarato Peter Bjørn Larsen, direttore CDE Copenhagen per conto di Hitachi.

Il CDE, in un secondo momento, sarà affiancato all’altro portale cittadino per gli open data già attivo da qualche tempo.

Gran parte dei dati è legato alla geolocalizzazione dei servizi, alla tutela ambientale, al monitoraggio degli inquinanti e alla mobilità, in tutto 64 fonti autorizzate di dati urbani.

L’investimento, come detto, prevede un contributo di 9 milioni di corone danesi, 4 milioni presi dalle casse cittadine, altri 5 dalla regione. Hitachi ha sviluppato e fornito la soluzione tecnologica in collaborazione con altre 50 imprese, università e organizzazioni non-profit.

Una tecnologia ‘advanced analytics’ considerata ormai da molti imprescindibile per raggiungere gli obiettivi smart city di una grande città e per promuovere lo scambio di informazioni tra partner e stakeholder regionali, col fine di lanciare la tanto attesa digital economy, ma anche per elaborare piani di realizzazione più dettagliati per infrastrutture green (necessarie per l’obiettivo cittadino di abbandonare i combustibili fossili per il 2025), miglioramento della qualità della vita (peraltro già elevata), sviluppo di nuovi modelli di digital business, gestione del traffico e distribuzione ottimale ed efficiente di risorse energetiche (quinti anche le rinnovabili).

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