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Big data e sviluppo urbano sostenibile, presentato il Geoportale di Roma

Partito nella Capitale il progetto pilota ‘Geoportale in Comune’. L’iniziativa è della Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque del Ministero dell’Ambiente, con il supporto di Sogesid e Ancitel.

Obiettivo del progetto, si legge in una nota del Ministero, “è avviare il censimento, la catalogazione e la condivisione dei dati territoriali”, come previsto dalla normativa comunitaria INSPIRE, per favorire “l’interoperabilità e l’interscambio dei dati territoriali tra le amministrazioni pubbliche locali e l’Infrastruttura Dati Nazionale tramite il focal point del Geoportale Nazionale”.

Per assicurare in tempi brevi una dimostrazione applicata del progetto, il Geoportale è stato lanciato per la prima volta in Italia a Roma, una delle Città metropolitane più grandi del Paese, con 121 Comuni al suo interno.

Un caso complesso in un contesto molto variegato, che i ricercatori sperano porterà alla creazione “di un modello replicabile su scala nazionale teso a superare le criticità relative alla condivisione dei dati favorendo sempre più l’armonizzazione e la diffusione di informazioni certe, validate e conformi alla normativa europea”.

La fase di sperimentazione si concluderà entro il 31 dicembre 2016 e si svilupperà attraverso incontri, workshop tematici, attività di identificazione, il censimento dei dati territoriali esistenti e la relativa normalizzazione per la pubblicazione nel Geoportale nazionale.

Il progetto pilota, infine, è teso a garantire la disponibilità, l’omogeneicità e l’accesso a dati geospaziali, ma anche a provvedere a fornire le prime basi per la costruzione di infrastrutture di dati territoriali a livello nazionale ed europeo.

Ogni infrastruttura, infatti, costituirà un ‘nodo” dell’Infrastruttura europea e dovrà mettere a disposizione di tutti dati geografici, metadati e servizi.

Una Città è in grado di conoscere in tempo reale cosa accade sul suo territorio proprio attraverso sensori di ogni tipo che generano dati territoriali. Questi ultimi devono essere integrati ed elaborati per restituire una rappresentazione del territorio utile allo sviluppo di piani smart city, quindi servizi soprattutto, per i cittadini e le imprese.

Il termine infrastruttura di dati territoriali (Spatial Data Infrastructure) indica l’insieme di tecnologie, metodi, politiche ed accordi istituzionali, tesi a facilitare disponibilità, interoperabilità e accesso a dati geospaziali (esattamente come le reti stradali o di telecomunicazioni).

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