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Banda ultralarga, la strategia italiana va riscritta. Fondi del Pnrr a rischio

Gli obiettivi fissati dalla strategia italiana per la Banda Ultralarga quasi due anni fa, il 25 maggio del 2021, dall’ex ministro della Trasformazione Digitale Vittorio Colao sono irrealizzabili e vanno riscritti. E’ questo in sintesi il messaggio che emerge dalla prima riunione del Comitato interministeriale sulla banda ultralarga che si è tenuto ieri, presieduto dal sottosegretario al Digitale Alessio Butti al quale ha partecipato anche il ministro del Mimit Adolfo Urso e fra gli altri rappresentanti del MEF.

Fondi Pnrr a rischio. Civici o unità immobiliari?

I ritardi di copertura accumulati dall’Italia sono pesanti e si rischia di sforare le severe milestones fissate dall’Europa per l’erogazione dei fondi del Pnrr, pari a 6,7 miliardi di euro. Fondi europei che l’Europa non intende assegnare al nostro paese senza il raggiungimento degli obiettivi fissati in sede di gara. Sarà quindi fondamentale garantire massima esattezza e trasparenza sui dati che saranno trasmessi a Bruxelles, in particolare senza confusione fra numeri civili e unità immobiliari, due unità di misura che non sono sinonime fra loro. Lo stesso sottosegretario Butti aveva già sottolineato questo aspetto a novembre scorso, in occasione del suo intervento all’assemblea annuale di Asstel. Come sarà possibile coprire 6,87 milioni di civici del bando Italia 1 Giga (Aree nere e grigie) considerando la performance di Open Fiber nelle Aree Bianche (Piano BUL)?

L’unità di misura sono i numeri civici o le unità immobiliari?

La prima milestone al 31 dicembre del 2022 per il Piano Italia 1 Giga, ad esempio, è stata mancata, per quanto prevedesse la copertura di appena l’1% dei numeri civici previsti, scrive il Sole 24 Ore. Secondo il cronoprogramma fissato dalla Strategia dell’ex ministro Colao si dovrebbe raggiungere una copertura del 20% entro il terzo trimestre del 2023, ma visti i ritardi fin qui accumulati si tratta di un obiettivo realisticamente fuori portata. E poi si tratta del 20% dei civici o elle unità immobiliari?

Certo, Tim e Open Fiber hanno diversi problemi. La industry delle Tlc è in grave crisi e sicuramente la vicenda della rete Tim pesa sull’operatività e sui piani futuri della digitalizzazione. Detto questo, la copertura in fibra e 5G del Paese è fondamentale per superare il nostro atavico digital gap e non possiamo permetterci di restare al palo con i lavori di copertura del paese.

Che fare?

Alcune misure normative sono appena intervenute nel tentativo di rendere più veloci i lavori di scavo, che purtroppo languono inesorabilmente. Da un lato, un emendamento al decreto Pnrr 3 approvato ieri in commissione Bilancio al Senato riconosce agli appaltatori delle gare del Pnrr il diritto di ricevere dalla stazione appaltante un anticipo del 20% sull’importo dei contratti entro 15 giorni dall’avvio dell’esecuzione.  

C’è da dire che questa misura potrebbe trasformarsi in un boomerang per le casse del paese, perché i fondi anticipati in caso di mancato rispetto degli obiettivi fissati dal Pnrr verranno richiesti indietro dall’Europa.

La stessa proposta consente uno stanziamento nel limite di 100 milioni di euro per il 2023 dal fondo di rotazione politiche Ue al ministero delle Imprese per “consentire la rendicontazione del Grande progetto nazionale Banda ultralarga aree bianche”.

Sui permessi, inoltre, è stato approvato anche un altro emendamento al Dl Pnrr che di fatto proroga di 24 mesi tutti i permessi e le concessioni relativi agli interventi di scavo per la banda ultralarga per tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori, rilasciati o formatisi” alla data di entrata in vigore del decreto.

La disposizione si applica anche ai termini relativi alle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia), nonché delle autorizzazioni paesaggistiche e alle dichiarazioni e autorizzazioni ambientali. Si applicano anche ai permessi di costruire e alle Scia per i quali sia stata accordata una proroga. 

Un altro emendamento punta a “garantire connettività a banda larga nelle aree interne del Paese nelle more del completamento del ‘Piano Italia a 1 Giga’” e prevede che gli operatori beneficiari della proroga prevista dal Dl 228/2021 potranno “richiedere il mantenimento dei diritti d’uso delle frequenze nella banda 24,5-26,5 GHz fino al 31 dicembre 2026”. La proroga sarà soggetta al versamento di un contributo annuo che sarà determinato da Agcom.

In questo contesto, si dovrà stabilire come riutilizzare il tesoretto di 1,5 miliardi di euro avanzati dai bandi Pnrr. Le ultime indiscrezioni parlano di 900 milioni per il 5G e 600 milioni per altre iniziative, senza più riconoscere a Tim e Open Fiber gli extra costi legati all’aumento delle materie prime.

L’obiettivo principale del comitato è rimettere al centro il settore delle Telco.

Il tema della mappatura e del monitoraggio dell’avanzamento dei lavori pubblici e di quelli dei privati sono fondamentali.

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