L’utilizzo della banda satellitare a 2 Ghz per servizi satellitari scade nel 2027 e Renew Europe vuole che la Commissione Ue prenda una posizione chiara e netta, per garantire un futuro europeo a questa preziosa porzione di spettro. Il timore che Starlink possa accaparrarsi lo spettro nella Ue spinge il partito centrista (cui aderisce anche Azione e Italia Viva) a chiedere un intervento in tempi stretti da parte della Commissione Ue, per preservare lo spettro in banda 2 Ghz per servizi di comunicazione satellitare riservati a player europei.
La banda UE “2 GHz MSS” (1980–2010 MHz e 2170–2200 MHz) è armonizzata per servizi satellitari mobili. Oggi è usata da operatori statunitensi (Viasat ed EchoStar) con licenze che scadono nel maggio 2027. La Commissione Ue ha chiarito che il rinnovo non è automatico, ci sarà una decisione sull’uso futuro della banda e sul modello di autorizzazione.
Comunicazione satellitare tema geopolitico
E’ quanto emerge dalla lettera che l’europarlamentare di Renew Europe Christophe Grudler, coordinatore della Commissione ITRE per conto del gruppo, ha inviato alla Commissione, esortando l’esecutivo di Bruxelles a presentare, entro fine maggio, una proposta definita sull’utilizzo futuro dello spettro per servizi mobili satellitari a 2 GHz, per dare “tempo sufficiente” ai colegislatori prima della scadenza degli attuali diritti d’uso, fissata a maggio 2027, al fine di garantire “la sicurezza giuridica e preservare gli interessi strategici dell’Europa in questo dominio critico (che è lo Spazio satellitare ndr)”.
In sostanza, lo spettro radio satellitare diventa a pieno tiolo un argomento geopolitico e va quindi trattato di conseguenza. Il timore implicito è che questa porzione di spettro possa finire in mano a Starlink, accrescendo ulteriormente il vantaggio che l’operatore di Elon Musk già detiene nei confronti dei concorrenti europei.
La richiesta di Renew Europe, riservare lo spettro a Iris2
Si parla di GovSatCom e in seconda istanza di Iris2, la costellazione satellitare europea ancora in fase di progettazione, che nei prossimi anni vuole in qualche modo sfidare lo strapotere di Starlink nel dominio LEO dei satelliti a orbita bassa.
Ma ci vorrà tempo, i primi satelliti europei saranno in orbita non prima del 2030.
Christophe Grudeler, In una lettera del 20 maggio scorso indirizzata alla vicepresidente della Commissione Ue, il commissario alla Sovranità Digitale Henna Virkkunen, e al collega della Difesa titolare dello Spazio Andrius Kubilius, chiedendo che “questa porzione di spettro venga attribuita a delle capacità europee di connettività sicura, in particolare nel quadro del programma IRIS2, per dei servizi contemporaneamente governativi e commerciali”, si legge nella lettera. Garantendo peraltro garantendo al contempo “gare d’appalto competitive nell’ambito di IRIS² per tutti gli operatori commerciali europei”.
Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

