Autostrade e Tlc

Autostrade non è un caso isolato. A Telecom Italia garantito un rendimento di quasi il 9% per la vecchia rete in rame

La tragedia di Genova ha fatto affiorare un aspetto della concessione autostradale, quello del rendimento garantito (WACC), ignoto ai più e del tutto ingiustificato nelle misure concordate. Ma non si tratta di un caso isolato. Nelle telecomunicazioni il rendimento garantito riguarda la rete in rame, a cui viene conferito un valore inappropriato.

di Raffaele Barberio | @rafbarberio |
Raffaele Barberio

Molti politici e addetti ai lavori si sono scandalizzati in questi giorni dopo aver scoperto che la concessione in essere riconosceva ad Autostrade un rendimento lordo del 10,21% (il cosiddetto WACC – Weighted average cost of capital), seppure a fronte di un certo livello di investimenti garantiti.

La circostanza ha fatto inevitabilmente irritare opinione pubblica e consumatori.

Ma il caso delle Autostrade non è isolato, riguarda anche le telecomunicazioni dove la situazione potrebbe essere anche più scottante.

A Telecom Italia (TIM) viene infatti garantito un rendimento di quasi il 9% per la vecchia rete in rame.

A deciderlo è la delibera di AGCOM 623/15/CONS del 5 novembre 2015, l’anno dell’ultima analisi di mercato svolta dall’Autorità regolatoria italiana.

 

E per essere più precisi la delibera garantisce a Telecom Italia un rendimento pari all’8,77%, per una rete che (e qui è l’aggravante di non poco conto) non sembra essere destinataria di particolari investimenti.

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Confidiamo, francamente, in un intervento immediato di AgCom, che riveda drasticamente al ribasso questo valore, non più giustificato.

Del resto i valori in questione si rifanno all’analisi di mercato per il triennio 2015-2017 e si dovrà metter mano al più presto all’analisi di mercato per il triennio 2018-2021.

Con un rendimento minore, anche la vecchia rete in rame di Telecom Italia avrà conseguentemente un valore molto minore.

Al contrario, oggi il valore della rete in rame è ingiustificatamente alto e una decisione di segno opposto incoraggerà inevitabilmente il mercato in direzione di maggiori investimenti verso le nuove reti in fibra, in linea con quanto avviene in altri paesi europei e con le aspirazioni di crescita della nostra economia nazionale.

 

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