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Auto elettriche, mercato italiano in stallo. Il 9 giugno scade il bando per le colonnine di ricarica

La lenta ripresa delle vendite di auto elettriche in Italia, i dati di maggio 2023

Il mese di maggio 2023 ha riportato ottimi risultati per il mercato dell’automobile in Italia, con l’aumento del 23% delle nuove immatricolazioni, che arrivano a 149.411 (contro le 121.349 dello stesso periodo del 2022). Bene anche il cumulato da gennaio a maggio 2023, con 702.339 nuove immatricolazioni, in aumento del 26% su base annua.

Andando a guardare il mercato segmento per segmento, in termini di alimentazione, l’insieme delle auto elettriche a ricarica, cioè le auto 100% a batteria e quelle ibride con la spina, rappresenta una quota di mercato dell’8,8%, in crescita anch’essa rispetto al 7,9% di aprile 2023.

Nello specifico, le auto a batteria rappresentano oggi il 4,1% del totale del mercato nazionale dell’auto, mentre le plug-in il 4,7%. Le auto ibride invece salgono ad una quota complessiva del 34,7% per il mese di maggio 2023.

Un dato generale quello delle auto elettriche che sembra aver smesso di crescere, almeno rispetto ai ritmi dei trimestri passati, soprattutto del 2021 e del 2022, quando la crescita era spesso a tre cifre. I motivi sono diversi, ma certamente il Governo deve intervenire rapidamente, anche perché la mobilità elettrica è uno dei fattori centrali della transizione energetica ed ecologica italiana.

Le auto elettriche pure circolanti in Italia al 31 maggio 2023 sono circa 193.619, secondo Motus-E, con le immatricolazioni full electric che nei primi cinque mesi dell’anno sono pari a 26.525 unità, con un incremento del +41,10% rispetto allo stesso periodo del 2022. 

Barriere alla mobilità elettrica

Oltre al prezzo di questi nuovi veicoli, che purtroppo rimane alto, c’è anche il problema della diffusione e della facilità di accesso delle colonnine di ricarica.

Il 9 giugno – ha ricordato in una nota il Presidente dell’Unrae, Michele Crisciscadono i termini per la presentazione dei progetti per la realizzazione di colonnine di ricarica pubbliche da parte degli operatori, è un’occasione da non perdere, i tempi sono molto stretti, mancano solo 8 giorni per la presentazione dei progetti e dopo la loro approvazione e la concessione dei finanziamenti, dovranno essere realizzati nell’arco di soli 12 mesi. Ci auguriamo che tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, facciano tutto il necessario per rendere operativo questo provvedimento”.

Quello a cui fa riferimento Crisci è il bando per gli incentivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dedicati all’incremento del numero di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici su strade, superstrade e centri urbani del nostro Paese.

Si tratta di un importo complessivo significativo di più di 741 milioni di euro (360 milioni per le colonnine di ricarica in superstrada e 353 milioni per creare un’infrastrutture di ricarica nei centri urbani) per arrivare a realizzare un totale di 21.255 colonnine di ricarica entro il 2025.

Seguendo il bando, 13.755 punti di ricarica saranno realizzati in città e 7.500 fast e ultrafast in superstrada (cioè strade extraurbane principali e secondarie, ma non autostrade).

C’è attesa quindi per l’esito di questo bando, ma non è l’unica questione aperta, perché oltre alle ricariche pubbliche ci sono quelle private e quindi si aspetta da parte del ministero del Made in Italy il pacchetto normativo per l’acquisto e l’installazione di colonnine di ricarica da parte di privati e condomini.

In Italia aumentano i punti ricarica, ma enorme il gap con i principali mercati europei

Oggi in Italia abbiamo 41.173 punti ricarica pubblici, il 48% in più rispetto ad un anno fa. Un livello di infrastruttura per la ricarica di veicoli elettrici che impallidisce se confrontata con quella dell’Olanda (oltre 111 mila punti), della Francia (più di 83 mila) e della Germania (quasi 82 mila). Complessivamente, in Europa attualmente ci sono più di 510 mila punti ricarica attivi secondo dati dello European Alternative Fuels Observatory.

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