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Auto elettriche, mercato italiano cresce del 148% nel 2018. Arriva l’ecobonus, 60 milioni per il 2019

Il mercato dell’automobile segna in Italia un calo complessivo delle vendite superiore al 3% nel 2018. I motivi sono diversi, secondo l’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere, tra cui: l’entrata in vigore dal 1° settembre delle nuove norme di omologazione dei veicoli (WLTP), i dubbi sull’arrivo o meno di una nuova tassa e le ventilate ipotesi sulla possibile riduzione del carico fiscale.

Eppure, non per tutti i segmenti si registrano perdite o stagnazione. Il comparto elettrico, ad esempio, ha registrato aumenti nelle immatricolazioni per tutti i mesi dell’anno appena concluso.

Secondo dati Unrae, le vendite di auto elettriche sono aumentate del 148,5% durante il 2018, mettendo a segno per il solo mese di dicembre un incremento del 93% su base annua.

Bene anche le auto ibride (benzina/diesel + elettrica), che suddivise per modelli hanno visto una crescita delle immatricolazioni del 28% durante il 2018 per le HEV (Hybrid Electric Vehicles) e del 60% per le PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicles).

Nel complesso, le auto ibride hanno aumentato le vendite in Italia nel 2018 di oltre il 30%.

Male purtroppo il dato sulle emissioni di diossido di carbonio (CO2) nelle aree urbane. Continua a salire CO2 media ponderata, che in dicembre segna un incremento del 7,1% (a 120,6 g/km) e a fine anno

dell’1,8% a 114,4 g/km, rispetto ai 112,4 dell’anno precedente.

Secondo l’associazione, infine, il mercato automotive italiano potrebbe soffrire ulteriormente in questi primi mesi del 2019 a causa dell’ecotassa decisa dal Governo. La Legge di Bilancio prevede a partire dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, l’applicazione di un “malus” per gli acquirenti di nuove autovetture con emissioni di CO2 superiori a 160 g/km, che parte da 1.100 euro fino ad arrivare a 2.500.

Le tasse non piacciono mai a nessuno, ma il problema dell’inquinamento, specialmente in città, è ormai un fenomeno con connotati di elevata criticità, sia per la saluta umana, sia per quella dell’ambiente circostante la città.

Come funziona l’ecobonus

Se da una parte è vero che misure del genere disincentivano gli acquisti di nuove autovetture e favoriscono invece, almeno in un primo momento, la circolazione di vecchie auto che inquinano molto di più delle nuove, dall’altra c’è da ricordare che questo Governo ha messo a disposizione fino a 6.000 euro di incentivi per l’acquisto di auto elettriche.

Una mossa che potrebbe portare a concreti risultati nella riduzione della CO2, se venisse raggiunto l’obiettivo di far crescere costantemente le vendite di auto elettriche nel nostro Paese.

Nello specifico, il contributo di 6.000 euro arriva solo per chi rottama l’auto e compra un’elettrica nella fascia di emissioni 0-20 grammi/km di Co2.

Per la fascia di 21-70 grammi/km di Co2, si scende a 2500 euro.

Senza rottamazione, si avranno rispettivamente 4mila o 1.500 euro.

Dagli incentivi sono esclusi i modelli più costosi, quelli oltre i 50.000 euro (IVA esclusa).

Previsti sgravi fiscali anche per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica. Per coloro che dovessero effettuare tali spese, compresa l’eventuale richiesta di un nuovo contatore fino a un massimo di 7 kW, sarà possibile la detrazione del 50% dell’imposta lorda su una spesa totale massima di 3 mila euro.

Complessivamente, per promuovere la mobilità elettrica, sono stati stanziati 60 milioni di euro per il 2019 e ulteriori 140 milioni arriveranno tra il 2020 e il 2021 (si presume grazie proprio all’eco tassa sulle auto più inquinanti).

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