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Attacco hacker al sito della campagna elettorale di Donald Trump

A meno di una settimana dalle elezioni americane più “strane” di sempre il sito della campagna elettorale di Donald Trump è stato hackerato da criminali informatici sconosciuti.

Martedì sera il seguente messaggio è apparso all’interno del sito donaldjtrump.com: “Questo sito è sequestrato. Il mondo ne ha abbastanza delle fake news diffuse quotidianamente dal presidente”.

Fonte: Twitter Gabriel Lorenzo Greschler

“È ora si conosca la verità“, continuava il messaggio aggiungendo che il gruppo di hacker fosse in possesso di informazioni compromettenti sul presidente e la sua famiglia, sia sul coronavirus che sulle prossime elezioni. “Il trump-gov è coinvolto nell’origine del coronavirus e sta collaborando con gli stranieri per manipolare le elezioni”.

In allegato i collegamenti a due wallet ai quali inviare criptovalute: uno per chiedere di condividere i documenti citati, l’altro per non farlo.

Il sito è stato ripristinato in pochi minuti, ma l’attacco è stato confermato da Tim Murtaugh, responsabile della campagna di Trump, con un post affidato ai profili social.

Questa sera il sito Web della campagna di Trump ha subito un defacing e stiamo collaborando con le autorità per investigare la fonte dell’azione. Non c’è stata alcuna esposizione di dati sensibili poiché non ce ne sono salvati nel portale. Il sito è stato ripristinato“, ha scritto Murtaugh.

Donald Trump e la password maga2020!

Questo non è il primo incidente di sicurezza informatica in cui inciampa il presidente degli Stati Uniti. Qualche giorno fa un hacker (etico) olandese ha indovinato la password del profilo Twitter del Tycoon in soli 5 tentativi.

L’esperto di sicurezza olandese è riuscito ad entrare nell’account indovinando la password: maga2020!, l’acronimo dello slogan elettorale Make America Great again.

Il 44enne Victor Gevers ci è riuscito al quinto tentativo, come ha raccontato al quotidiano olandese De Volkskrant. Mi aspettavo che dopo il quarto mi bloccassero o che almeno mi chiedessero di fornire ulteriori informazioni”, ha spiegato, suggerendo come il presidente Usa non usasse neppure le misure minime di sicurezza come la doppia autenticazione.

Così ha avuto accesso all’account della persona più potente del mondo, con 87 milioni di follower: avrebbe potuto scrivere tweet, cambiare il profilo, cosa questa che lo ha mandato un po’ nel panico, stando al suo racconto. L’aspetto più paradossale però sono le difficoltà che ha avuto per segnalare la vulnerabilità: ha tentato di avvisare la campagna di Trump, la sua famiglia, ha mandato messaggi via Twitter, ha taggato la Cia, l’Fbi, la Casa Bianca, ma nessuna risposta, secondo il giornale.

Il giorno dopo però Gevers ha notato che era stata attivata la doppia autenticazione e due giorni dopo è stato contattato dal Secret Service, che lo avrebbe ringraziato. Non era comunque la prima volta che l’hacker etico, come lo hanno ribattezzato i social, entrava nell’account Twitter di Trump: ci era già riuscito nel 2016, azzeccando un’altra password altrettanto prevedibile: ‘youarefired’ (sei licenziato), il tormentone di The Apprentice, il reality show condotto da Trump. Ma alla Casa Bianca non gli avevano dato retta.

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