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AssetProtection. I professionisti del futuro: lettera aperta ai ragazzi, ai genitori, alla scuola

Cyber resilience

Il momento storico nel quale lavoriamo, viviamo, nel quale i nostri figli crescono, nel quale tentiamo di evolvere la nostra specie, è indiscutibilmente segnato negativamente da discontinuità e incertezza. E’ inoltre caratterizzato da una complessità e varietà di elementi che introducono forze contrastanti nel naturale processo di sviluppo, in ogni caso sempre più veloce e di difficile interpretazione.

 La rubrica AssetProtection, ovvero Riflessioni su sicurezza e terrorismo, a cura di Anthony Cecil Wright, presidente Anssaif (Associazione Nazionale Specialisti Sicurezza in Aziende di Intermediazione Finanziaria). Per consultare gli articoli precedenti clicca qui.

Da sempre la cultura ha giocato un ruolo centrale nel cambiamento, consentendo alle persone di valutare in modo intelligente ed efficace il contesto, inducendo, a volte non senza traumi, un’evoluzione costruttiva della società. Ha consentito che il gran dono divino del libero arbitrio venisse esercitato, come dovere umano richiede, in modo consapevole e responsabile.

Nello specifico ambito della gestione d’impresa sono maturate rapidamente insidie accidentali ma anche correlate all’attuazione di pratiche dannose deliberate, di natura fraudolenta, connesse all’impiego della tecnologia, all’ingegneria sociale e all’interazione tra esse.

Disponiamo di modelli maturi, idonei a generare e preservare gli aspetti di Qualità, Sicurezza (delle persone, delle informazioni, della continuità del business) e Sostenibilità (salvaguardia dell’ambiente, Etica, Responsabilità Sociale) con un approccio fondato sulla conformità alle normative vigenti, sull’analisi e gestione dei rischi e sul miglioramento continuo dei processi.

A tal proposito, il set normativo nazionale ed internazionale, di attuazione obbligatoria, esimente o facoltativa, si fonda anche sulla capacità di individuare i rischi, considerandoli non solo nel breve periodo ma anche nel medio lungo termine, fornendo adeguate istruzioni per quantificarne in modo razionale le porzioni tollerabili e quelle da mitigare attraverso l’applicazione di contromisure e controlli, per i quali deve essere privilegiato l’aspetto di indipendenza (chi controlla il controllore?).

L’accesso alle competenze necessarie per la progettazione, applicazione, controllo e miglioramento delle pratiche operative correlate è però particolarmente selettivo per carenza di letteratura, opportunità formative adeguate ed economicamente accessibili. E’ quindi necessario chiarirle, spiegarle, praticarle, diffonderle maggiormente. Devono entrare a far parte di un sistema valoriale piuttosto che di un set di competenze professionali verticali.  Ed in questo la Scuola può giocare un ruolo fondamentale, garantendo alle organizzazioni di domani le giuste opportunità per una sano sviluppo attraverso la preparazione dei propri discenti, i professionisti del futuro.

E’ per fermo credo professionale e personale nel valore della Compliance Normativa, per amore della mia professione ed ambizione ad un futuro collettivo economico e sociale migliore che ho sentito il dovere di condividere il mio punto di vista, nella speranza di intercettare interlocutori propositivi, rendendomi disponibile in prima persona per collaborare al compimento del primo passo.

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