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Il commento

Assetprotection. Generale Ramponi: ‘Il ritiro di Rosberg, un gesto da campione’

Una pesante e difficile rinuncia, che può essere solo giustificata da una grande e nobile motivazione. Quella di voler vivere bene la propria vita di famiglia.

di Generale Luigi Ramponi |
luigi ramponi

La rubrica AssetProtection, ovvero Riflessioni su sicurezza e terrorismo, a cura di Anthony Cecil Wright, presidente Anssaif (Associazione Nazionale Specialisti Sicurezza in Aziende di Intermediazione Finanziaria). Per consultare gli articoli precedenti clicca qui.

Il pilota di formula uno Nico Rosberg, cinque giorni dopo aver vinto il titolo di campione del mondo, ha comunicato di aver deciso di cessare il suo impegno di pilota e di ritirarsi. La cosa ha indubbiamente sorpreso tutti, specialmente: i professionisti, gli operatori e gli appassionati di quel magnifico sport. Tra l’altro, con quest’ abbandono, il campione rinuncia anche ad un contratto lucrosissimo, oltre che ad altre prebende e testimonianze di affetto ed entusiasmo inimmaginabili. Una pesante e difficile rinuncia, quindi, che può essere solo giustificata da una grande e nobile motivazione. E la grande e nobile motivazione c’è tutta. Rosberg ha detto di volersi ritirare dopo aver raggiunto la meta che si era prefissa, per vivere bene la propria vita di famiglia, stare vicino alla moglie ed alle figlie. Bellissimo!

 

La cosa più bella della vita è certamente l’amore. E’ quella che procura le sensazioni più profonde, più intense. Al loro confronto tutte le altre impallidiscono. Ognuno di noi sa perfettamente, che i momenti di vita più intensi li ha vissuti quando si è potuto immergere in un’atmosfera completa d’amore. L’amore più puro, più forte, più dolce è quello che si può vivere e godere in famiglia. Certamente l’impegno di un pilota di formula uno, per la sua intensità, per la sua rischiosità, per la dedizione e attenzione assoluta che richiede, non può lasciare spazio ad una completa e serena vita famigliare. Rosberg lo sapeva, lo sa ed ha fatto la scelta giusta.

 

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Vi è anche un secondo aspetto che deve essere considerato. Chi s’impegna in una attività rischiosa e difficile, che addirittura mette a repentaglio la propria vita, è considerato dalla pubblica opinione, persona di grande coraggio che vive permanentemente uno stato di tensione, di preoccupazione e, spesso di paura. La realtà è diversa. Un impegno tipo quello del pilota di formula uno, ha certamente dei momenti di grande tensione nervosa e psicologica, ma sono momenti, periodi brevi, anche se, a volte, molto intensi.

Chi vive veramente in uno stato di permanente tensione e preoccupazione, sono i famigliari, tutti quelli legati da un forte vincolo di amore, i quali sono sottoposti ad una continua apprensione e paura che qualcosa di grave accada alla persona amata, senza poter avere il controllo reale della situazione.

“Il protagonista”, invece, vive il suo impegno, minuto per minuto e può controllare, agevolmente e coscientemente, anche nei momenti più delicati, l’evolversi degli avvenimenti.

 

Ecco perché la rinuncia di Rosberg, assume anche i toni di un grande gesto di generosità nei confronti della moglie e delle figlie, le quali, certamente ora, oltre che godersi la presenza dell’amato marito e padre, vivranno una vita più serena e tranquilla. Tutto ciò è molto bello.

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